BOLOGNA: TUTELA IL TUO POSTO DI LAVORO!

COME SALVAGUARDARE IL POSTO DI LAVORO

“Nessun collega BNL sarà mai licenziato per non aver raggiunto gli obiettivi commerciali, ma per aver violato normative interne e regole di compliance lo potrebbe essere certamente”.

La Banca ha ripetutamente affermato questo principio nel corso degli incontri sindacali.

Verrebbe da rispondere: “Ti prendiamo in parola”.

Noi invece nel ribadire il nostro giudizio negativo sulla eccessiva entità delle sanzioni comminate a Bologna (un licenziamento ed una sospensione di 5 giorni), ricordiamo a Colleghi ed Azienda che il dovere di fornire al datore di lavoro una collaborazione attiva ed intensa è sì previsto dal nostro CCNL, ma quest’ultimo non contempla il cedere alle suggestioni del clima di frenesia irresponsabile creato dalle pressioni commerciali. Queste ultime sono pratiche vietate dalla normativa aziendale (circolare 80) come dal recente protocollo sottoscritto da Bnl e Sindacato.

Ricordiamo pure che, come stabilito dall’Accordo Abi/Sindacati del 8.2.2017, “il mancato raggiungimento degli obiettivi quantitativi commerciali di per sé non determina una valutazione negativa e non costituisce inadempimento del dovere di collaborazione attiva ed intensa ai sensi, rispettivamente degli artt. 75 e 38, comma 2 del CCNL 31.3.2015″.

Tutto ciò vale a condizione che si operi nella completa osservanza delle leggi e delle disposizioni aziendali, quelle vere, quelle codificate sulla sezione Normativa di Echonet, rifiutando eventuali interpretazioni delle regole da parte di alcuni ruoli di coordinamento commerciale i quali chiedono o suggeriscono in modo diretto o subliminale di eseguire operazioni in modo difforme rispetto alla normativa vigente, per esempio:

  • inserire ordini di vendita e di collocamento di prodotti/servizi senza che il cliente sia presente e possa provvedere in contemporanea a sottoscrivere i relativi contratti;
  • collocare prodotti e servizi omettendo l’illustrazione al cliente di caratteristiche essenziali degli stessi;
  • modificare la profilatura del cliente in modo da poter collocare prodotti e servizi inadeguati che, diversamente, non si sarebbe potuto fargli sottoscrivere;
  • vendere prodotti di protezione come merce di scambio per consentire agevolazioni a clienti in difficoltà finanziarie.

Cosa fare

Rigettare le pressioni commerciali e osservare con scrupolo tutte le leggi e le norme che regolano la nostra attività lavorativa. Comunicare immediatamente alle Organizzazioni sindacali, alla Compliance aziendale, ad Allerta Etico ogni dichiarazione e comportamento proveniente da chiunque che solleciti l’inosservanza di qualsiasi norma al fine di aumentare le vendite.

Il Gruppo BNP Paribas (e quindi BNL) nella propria carta dei valori chiedono ai dipendenti di lavorare “Soddisfacendo le esigenze dei nostri clienti in modo trasparente e responsabile, nel rispetto dei più elevati standard in termini di complicane e di deontologia”.

I troppo severi provvedimenti disciplinari di Bologna devono segnare uno spartiacque nella condotta quotidiana dei colleghi. I comportamenti che li hanno causati sono soprattutto conseguenza di improprie, continue ed inopportune pressioni commerciali che sono praticate da troppo tempo e che devono immediatamente scomparire dall’attività quotidiana.

Animazione commerciale vuol dire consulenza tecnica di prodotto, supporto ed affiancamento alla vendita, aiuto nella soluzione degli innumerevoli problemi che malfunzionamenti informatici e complicazioni procedurali pongono continuamente a chi lavora.

Pertanto, per l’ennesima volta, ribadiamo:

  • no alla raccolta di dati e ai monitoraggi effettuati con eccessiva frequenza, con inutili ripetizioni, esercitando condotte improprie ed indebite pressioni, contrarie ai principi, alle norme ed alle regolamentazioni aziendali e lesive della dignità e professionalità dei lavoratori;
  • no all’invio massivo di comunicazioni ed e-mail con le classifiche, che nelle intenzioni di chi le invia servono da gogna per ruoli e agenzie non performanti e generano nelle persone solo malessere, sfiducia, disaffezione, frustrazione e demotivazione e possono risultare fuorvianti o vessatorie nei confronti dei lavoratori e lesive della loro dignità e professionalità;
  • no alle riunioni ed alle call conference convocate fuori orario, come è previsto nel Gruppo BNP Paribas, e senza il riconoscimento dello straordinario, che quest’anno è bloccato;
  • no alla formazione e-learning fasulla, quella che si effettua presso la propria postazione lavorativa facendo “scorrere” il corso e continuando a lavorare e affidandosi per il test finale ad espedienti d’accatto o copiatura, con la conseguenza che la conclusione del corso attesta falsamente sia che l’azienda ha assolto al proprio compito sia che il lavoratore è informato e consapevole delle norme che regolano la propria attività, e quindi unico responsabile del proprio operato;
  • no all’utilizzo dei GCP in mansioni di cassa una volta ogni tre – sei mesi, inevitabilmente avranno perduto dimestichezza con l’operatività di cassa e non conosceranno gli aggiornamenti.

Ed infine le valutazioni professionali, Dialogo 2018.

L’appuntamento di Dialogo è occasione ghiotta per quei valutatori che, agitando la minaccia di cattive valutazioni professionali, tentano di rinnovare e moltiplicare le pressioni sulla forza vendita per ottenere comportamenti commerciali molto “disinvolti”; si ricorda a tutti i colleghi che le valutazioni in Dialogo sono suscettibili di ricorso patrocinato dal vostro sindacato, che vi può assistere e tutelare chiedendo la revisione delle valutazioni.

In un prossimo comunicato parleremo del funzionamento delle procedure per le inchieste interne e l’attività disciplinare e sanzionatoria.

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