COSI PROPRIO NON VA

Le esternazioni fatte dal Direttore della Divisione Commercial & Private Banking, in occasione della riunione per il Giro D’Italia allo Sheraton Hotel in Roma, sono a dir poco scandalose! In quella riunione, avvenuta mentre l’Italia si svegliava con l’incognita della possibilità di avere un governo, il Direttore in questione inveiva contro i DAG e i DGA intervenuti, dicendo frasi tipo: dobbiamo raggiungere il ROE promesso a tutti i costi; altrimenti, saranno tagliati nel “Remediation Plan di ottobre“ gli unici costi possibili da tagliare: i lavoratori. Proseguiva con la promessa di chiudere le agenzie non a budget con conseguente riallocazione dei lavoratori ben fuori le zone di provenienza e senza indennizzi (pendolarismo, affitto di casa e via dicendo). Ha raggiunto l’apice sventolando ad una platea esterrefatta il suo Curriculum Vitae che – a detta sua – lo renderebbe “ricollocabile ovunque in Italia e in Europa”, rimarcando così la distanza esistente tra “Lui” e il resto degli scalcinati lavoratori della Banca Nazionale del Lavoro…

Sono parole che si commentano da sole, proferite con toni di inusitata aggressività, che non sono, lo riconosciamo, usuali per il personaggio in questione. Vogliamo, però, puntualizzare qual è la nostra posizione in merito. Ricordiamo che nella ultima conference call alla stessa platea si rimarcavano “i risultati incoraggianti, l’uscita dal tunnel e l’ottimo lavoro da proseguire”. Lo stesso Amministratore Delegato nella recente intervista rilasciata ad un quotidiano nazionale, ha espresso una valutazione complessiva su BNL che possiamo sintetizzare con questa frase “la banca va meglio ma non va bene”, dando un segnale di un progressivo miglioramento dell’andamento aziendale.

Come si arriva ad una situazione schizofrenica così evidente?

Sicuramente i francesi hanno dato per il 2018 obiettivi ambiziosi e forse irraggiungibili ed i nostri infallibili manager stanno giocando allo scaricabarile, addossando ai lavoratori la responsabilità di non aver raggiunto il traguardo. Altro che gioco di squadra: in poche battute ed in 3 ore di convention si è demolito qualsiasi concetto di crescita sostenibile, di uscita dalla crisi con una prospettiva praticabile e percorribile, di banca etica, di attività consulenziale nei confronti del cliente.

In questo modo si vanificano giorni di incontri, di programmi di ampio respiro, di confronti responsabili tutti volti ad affrontare le sfide del futuro, in cui alle incoerenze e alle difficoltà applicative del nuovo modello si è risposto in modo costruttivo, cercando di trovare soluzioni. In questo modo si dà spazio a logiche distruttive di umiliazione dei lavoratori e di non rispetto delle persone.

Non ci vengano poi a raccontare che gli obiettivi non si raggiungono perché i dipendenti non adottano la virtuosa pratica dell’advocacy!

Inoltre tale irresponsabile atteggiamento ha dato la stura ai soliti sciocchi e lacchè di turno di ripetere lo stesso show a beneficio dei lavoratori coordinati, spargendo terrore ed arroganza a piene mani. Questa arroganza non trova spazio né nelle policy aziendali, né tantomeno nel modello di relazioni sindacali in BNL, né negli affidamenti avuti dai vertici.

Ricordiamo che il protocollo nazionale sulle pressioni commerciali firmato l’8/2/2017 con ABI ed il precedente protocollo aziendale del 22/12/2016 condannano questo genere di atteggiamenti!

Al Top Manager di questa Banca il Sindacato richiede condizioni adeguate per continuare ad avere un rapporto costruttivo e schietto: trasparenza negli obiettivi, equità e senso di squadra negli atteggiamenti, rispetto delle persone e delle professionalità.

Le scriventi OO.SS ritengono necessario avere un serio ed indispensabile confronto sul futuro di questa Azienda: su come si intendono affrontare i nodi ineludibili ed i passaggi epocali che abbiamo tutti difronte; sugli effetti e le ricadute della digitalizzazione; sull’integrazione e sulle sinergie con le altre Società del Gruppo (anche con una piattaforma digitale comune con Findomestic?); su come coniugare l’aumento della capacità commerciale e l’efficientamento di tutta la struttura, con la salvaguardia dei livelli occupazionali ed il benessere dei lavoratori.

In ultimo (Last but not least) vorremmo sapere come si coniuga l’affermata discontinuità e la riduzione degli spechi con l’ipotizzato approdo in BNL Positivity di un “figliol Prodigo”, padre egli stessodi un piano sportelli di altri tempi… che si rivelò completamente inadeguato.

Altro scenario, altri tempi, ci auguriamo.

Ora è vitale andare avanti con competenza professionalità e trasparenza, perché in gioco c’è il futuro di tutti noi!

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