FIRENZE: HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA!

Evidentemente negli ultimi incontri e nel documento uscito da poco in Toscana-Umbria, siamo stati poco chiari.

Approfittiamo allora di questo nuovo documento per dichiarare con forza tutto il nostro disappunto.

Siamo stufi, e anche molto, di sapere che i DAG, i PA, i CCP, i GSB e ogni altra figura della rete e del mercato Corporate, abbiano da sentirsi ripetere sempre le solite cose e con toni assolutamente non appropriati, fuori luogo e perfino offensivi. Ci teniamo a rimarcare le regole vigenti, e chissà se repetita iuvant!

  1. A norma del punto 7 del Protocollo in tema di Politiche Commerciali del 22/12/2016 vi ricordiamo che “LE ATTIVITÀ’ DI MONITORAGGIO DEI RISULTATI COMMERCIALI E LA RACCOLTA DEI DATI CONSUNTIVI SI BASANO, ESCLUSIVAMENTE SUI DATI UFFICIALI ELABORATI DALLE STRUTTURE PIANIFICAZIONE E MONITORAGGIO. Inoltre l’orientamento alla vendita e le indicazioni commerciali dovranno essere operati con modalità che evitino l’ECCESSIVA FREQUENZA E INUTILI RIPETIZIONI”. Ergo, siamo certi che stiamo ottemperando ai dettami della Banca o piuttosto si inviano continuamente report e vengono richiesti più volte al giorno produzione e previsioni sul futuro?
  2. Citiamo sempre il Protocollo che al punto 8 evidenzia quanto segue: “Con particolare riferimento alla raccolta dati, gli stessi non potranno essere acquisiti né sollecitati direttamente dalle risorse commerciali delle reti di vendita o dai direttori ad esempio per email, telefono o altri mezzi”. Sembra scritta in italiano, non occorrono traduzioni.
  3. Punto 10: “Gli incontri di monitoraggio dei risultati devono essere sintetici e partecipativi, devono prevedere in modo esplicito lo scambio reciproco di esperienze di successo e di situazioni negative e devono generare un piano di azione conseguente, per servire al meglio l’interesse dei clienti”. Bene, ora che l’avete letto, rileggetelo fino ad impararlo a memoria, perché in nessun documento e tanto meno in alcun galateo è scritto che bisogna trattare i colleghi a pesci in faccia per avere da questi il massimo dei risultati. Riteniamo quindi oltraggioso, dispotico e oltremodo irrispettoso, appellare i colleghi (che hanno una dignità prima ancora che professionale, UMANA) come “bamboccioni”, “inetti”, “inadeguati” e “mediocri”. No, il concetto prendi un collega e trattalo male non si rinviene in alcun testo normativo e, a onor del vero, non fa raggiungere alcun budget ma porta soltanto demotivazione e frustrazione.
  4. Punto 12: “IN OGNI CASO, TUTTE LE COMUNICAZIONI, NON POTRANNO CONTENERE MESSAGGI IMPROPRI, AMBIGUI E/O FUORVIANTI PER LA CORRETTA APPLICAZIONE DI NORMATIVE DI LEGGE E DELLE POLICY AZIENDALI NE’ MESSAGGI DAI QUALI SI POSSANO EVINCERE INTENTI VESSATORI O LESIVI IN GENERALE DELLA DIGNITÀ’ DELLE PERSONE”. Amen.

Vi avevamo chiarito che la pazienza ha un limite, che il vaso era stracolmo e che la coperta era corta. Denunciamo queste e altre aberrazioni con profonda preoccupazione e sdegno! Trasmetteremo tutto il materiale che abbiamo ricevuto e che riceveremo dai colleghi ai membri della Commissione Pressioni Commerciali perché si faccia carico delle responsabilità che le competono e ponga un freno alla gestione padronale della Direzione Regionale.

Scarica il Comunicato Ufficiale

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