BPI MILANO: MY (IM)MOBILITY

Un’altra occasione persa

Riportiamo qui sopra uno stralcio dell’intervista in cui l’amministratore delegato della BNL, Munari, esprime un pensiero che crediamo possa essere condiviso da tutti. Alla prova dei fatti risulta molto complicato concretare quanto sopra dichiarato e cioè “uscire dalla zona di confort” attraverso le selezioni per candidarsi a ricoprire i posti disponibili nelle varie filiere della banca.

My Mobility, la versione rinnovata (per il momento in fase sperimentale e solo per Lombardia e Lazio) dell’applicativo che consente di candidarsi, nasce trascinandosi dietro il grosso difetto che presentava il Job Posting, cioè il requisito della permanenza minima nel ruolo, che ora sale addirittura a 36 mesi se si ha un età maggiore di 35 anni (sotto questa soglia bastano 24 mesi).

Questo impianto ha ingenerato giustamente tantissime lamentele tra i colleghi, in primis per una questione meritocratica: se ho 36 anni e uno skill perfetto per ricoprire una delle 100 posizioni aperte, ma lavoro nel mio ufficio solo da due anni e mezzo, perché mi deve essere preclusa la possibilità? Tra l’altro, alla velocità alla quale avvengono trasferimenti d’ufficio non richiesti, ci chiediamo quanti possano essere i fortunati che potranno vantare il rispetto del requisito. Inoltre ci sono casi in cui, pur svolgendo lo stesso lavoro da diversi anni, l’ufficio di appartenenza cambia nome (a seguito di continue riorganizzazioni) e il contatore riparte da zero.

Altro motivo di malumore è stato il discrimine dell’età anagrafica che penalizza i “diversamente giovani” e accende inevitabilmente conflitti generazionali.

Inoltre, a proposito della scelta di “uscire dalla zona di confort” (tanto per usare la metafora dell’A.D.) ci sono i casi più paradossali di quei colleghi che si trovano male nell’ufficio di appartenenza, che ambiscono a fare altro, ma non osano chiedere il trasferimento in altri apac “per non perdere la priorità acquisita”, cioè per arrivare, seppur a denti stretti, al traguardo dei 24 o 36 mesi di permanenza così da sperare in un cambio di mansione attraverso il nuovo applicativo. Questo è veramente inaccettabile e non degno di un’azienda che sostiene che “non bisogna aver paura di dire che si ha voglia di cambiare in ogni fase della propria vita lavorativa: età e competenze sono una risorsa, non un ostacolo”.

Ricapitolando, se per assurdo si aprisse una posizione in cui è richiesta la conoscenza delle lingue cinese, araba e finlandese e il collega di 36 anni le conosce tutte e tre, non potrà accedere se non ha una permanenza nel ruolo attuale di minimo 3 anni! Capirete che la cosa non sta in piedi.

Se si voleva restringere il quadro di azione ed evitare che piovessero sul tavolo della Banca migliaia di candidature, l’obiettivo è stato raggiunto visto che in BPI le domande ricevute sono state nell’ordine di una decina. A nostro avviso si dovevano fissare sì dei requisiti, ma che avessero un senso e fossero rispettosi delle persone. Requisiti che, a seconda della specificità del ruolo, dovevano basarsi ad esempio sulle conoscenze acquisite, sull’affinità del proprio lavoro con quello che si andrebbe a svolgere, sull’anzianità di servizio o inquadramento.

C’è infine un motivo di forma: la banca investe in un’infinità di ore/lavoro in riunioni fiume su ACE/WCB, ma troppo poche per parlare alle persone, per accompagnarli nelle nuove mansioni affidate (vedi ad esempio la polivalenza) o per confrontarsi su ogni aspetto in sede di colloquio. La mancanza di tutto ciò amplifica la sensazione che si ha di essere considerati come dei pacchi da spostare qua e là a piacimento.

Ma rassegniamoci, siamo in un periodo storico in cui conta più l’apparenza della sostanza: in questo caso vogliamo vantarci di essere azienda smart, polo di eccellenza attento alle risorse, alle loro ambizioni, alla qualità e al merito a prescindere dall’età. Ma poi basta calarsi nella realtà delle cose, per accorgersi che non è così. Scoprendo infine, con un po’ di amarezza, che la nostra Banca.. ERA differente…

Scarica il Comunicato Ufficiale

Social: