NAPOLI: ASSEMBLEA CREO

ASSEMBLEA CREO Napoli, Frattamaggiore e Caserta del 25/05/18

L’Assemblea, molto partecipata, ha dibattuto con senso di responsabilità e ha segnalato una serie di criticità su cui riflettere soprattutto in un territorio i cui la funzione sociale delle Banche è un elemento cardine dello sviluppo economico e sociale. Di seguito elenchiamo in sintesi gli argomenti che sono stati oggetto della discussione.

1) Organici. Le risorse attribuite ai CREO nel loro complesso, ed in particolare il numero degli assistenti, recentemente addirittura ridotti, appaiono essere carenti se rapportate ai sempre più onerosi carichi di lavoro amministrativo ed agli obiettivi commerciali sfidanti. L’ampliamento del segmento a varie imprese ex Corporate richiede poi un approccio più strutturato e focalizzato. Liberare il tempo commerciale è la priorità.

2) Costo del Rischio. Pur nella dovuta massima attenzione al costo del rischio ricorre il problema dell’attività svolta in passato da precedenti gestori (o da migrazioni) che si ripercuote sulle performance degli attuali responsabili relazioni imprese senza che questa venga valutata ragionevolmente anche in sede di valutazione professionale;

3) Budget. I target senza dubbio impegnativi, richiedono più puntuali ed esplicite direttive che consentano di conciliare trasparentemente lo sviluppo commerciale, sia a breve che a medio termine con le più appropriate politiche creditizie. L’incoerenza di messaggi gestionali, provenienti da più fonti, privilegiano il risultato opportunistico immediato facendo astrazione di un mercato difficile e concorrenziale soprattutto sui rating migliori..

4) Processo del Credito. La PEF, è noto, risulta essere una procedura lenta e spesso macchinosa. L’interazione di strutture diverse nel processo deliberativo, poi, evidenzia una mancanza di coerenza tra i contributi dei diversi ruoli interessati (es. ruolo autorizzativo commerciale e ruolo di valutazione del rischio/risk opinion ) con ricorrenti  sconfinamenti dei perimetri di agibilità operativa di alcuni attori del processo. Ove capiti, e non è infrequente, che delibere positive non si perfezionino per dettagli del dispositivo di fido e che il cliente, forte del merito creditizio, rinunci alla concessione preferendo la concorrenza in virtù di clausole più ragionevoli ed accettabili, si rendono necessarie riflessioni collegiali sull’attuale nostra posizione di forza sul mercato e sulle strategie di sviluppo commerciale adottate.

5) Applicazione delle Condizioni alla Clientela. Anche  semplice gestione delle condizioni accordate alla clientela diventa macchinosa per le  procedure dedicate e dalle incombenze amministrative, e l’inserimento manuale (?!) delle condizioni autorizzate in diverse procedure;

6) Dati a Supporto dell’Attività Commerciale. Non è nuovo che le liste delle posizioni da sviluppare spesso contengono nominativi di clienti prospect che poi risultano privi dei requisiti di base per l’avvio delle relazioni commerciali. Una puntuale selezione a monte eviterebbe del lavoro inutile sia alla filiera commerciale sia alle strutture interessate dal processo deliberativo.

7) Incidenti Operativi. Atteso che, anche la positiva e tempestiva risoluzione delle contestazioni rivenienti dalla Clientela a causa di errori/incidenti operativi, incide sulla tenuta della relazione, segnaliamo che, con una certa frequenza, il processo autorizzativo manca della necessaria rapidità. In pratica, una volta accertata la responsabilità della Banca circa l’errore verificatosi, il cliente deve aspettare troppo tempo prima che si perfezioni il legittimo riconoscimento delle somme spettanti a suo favore e, tutto ciò, assorbe tempo commerciale e mette a rischio lo stesso rapporto commerciale ed in definitiva la reputazione di azienda efficiente.

8) Eventuali Rischi di Riflessi sulle Valutazioni Professionali. Le continue ristrutturazioni e modifiche organizzative, di processo e di procedure, incidono sui risultati commerciali della rete, specie se, in fase di avvio, prima di una faticosa ed onerosa messa a regime, presentano diverse anomalie e disfunzioni. Si deve evitare di addebitare ai lavoratori/lavoratrici le diseconomie e le disfunzioni conseguenti di cui soffrono (vedi ad es. posizioni GAPA in sospeso, ritardi autorizzazioni GPS ecc.). Bisogna evitare: “Oltre al Danno anche la Beffa”.

9) Gestione posizioni problematiche. Si registrano ripetuti episodi di gestione e di comunicazione che minano la serenità lavorativa e i rapporti fiduciari interpersonali. Le retrospettive sono indispensabili ma vanno gestite con attenzione. E’ emerso in assemblea che in caso di default di un cliente anche dopo svariati (otto !) anni di rapporto con BNL vengono convocati i gestori proponenti del primo affidamento “minacciando” l’addebito di eventuali responsabilità a chi ha affidato in prima battuta il cliente. Idem per gestori che hanno ricevuto in portafoglio la cliente da un solo mese. Il processo del credito e la conseguente gestione vede, per fortuna, l’azione di diversi attori  e se si considerano pure i frequenti cambi di portafoglio come si può operare indiscriminatamente senza il dovuto discernimento ? Pensiamo occorra buon senso e che il rischio di un clima di “caccia alle streghe” sia incombente ed intollerabile.

10) Rispetto dei Lavoratori/Lavoratrici sul Posto di Lavoro. Le continue, per quanto legittime, sollecitazioni alla produzione commerciale, le varie relazioni interfunzionali di mercato o con altre Direzioni, e comunque ogni forma di comunicazione interpersonale non possono in alcun modo sottendere “intenti vessatori o lesivi in generale della dignità delle persone “ (cit. protocollo intesa BNL /Sindacati del 22/12/2016). L’attuale clima non appare sereno e il principio del “Risultato ad ogni Costo e Prima di Tutto” è inaccettabile se si mortifica la Persona con i suoi Valori, la Sua Dignità e le sue Tutele.  Comportamenti organizzativi a qualsiasi livello, irrispettosi, non maturi ed equilibrati manifestatesi in più occasioni anche di recente nei confronti dei lavoratori richiedono il massimo impegno del Responsabile Regionale affinché tali manifestazioni, quando individuate, siano, impedite e censurate nella misura e nei modi più appropriati..

Conclusioni Al fine di rappresentare in concreto le disfunzioni che quotidianamente incidono sulla operatività dei CREO e, pertanto, anche sui risultati delle performance individuali nonché sul clima interno, ci attendiamo che l’Azienda prenda positivamente atto delle presenti segnalazioni, magari per ricercare delle adeguate soluzioni.

I lavoratori/lavoratrici dei vari CREO della Region sono, dal canto loro, convinti di poter senz’altro fare di più con mezzi e risorse adeguate ed in un contesto di clima interno più sereno, collaborativo e produttivo.

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