TIBURTINA: LA SFORTUNA DI UN GIORNO QUALUNQUE

Venerdì 20 luglio, a Roma nel Palazzo Europa, è stata una giornata particolarmente infausta. Eppure era iniziata con le riprese cinematografiche che occupavano parte dei locali mensa, parte dell’ingresso principale e l’Agenzia.

Purtroppo negli stessi momenti un nostro collega è stato colto da un improvviso malore. Nonostante l’immediato intervento del personale dell’ambulatorio interno al Palazzo, seguito dall’arrivo degli operatori del 118, mentre si giravano le scene di una finta rapina in banca, il collega è deceduto.

Si sono vissuti momenti altamente concitati ed angosciosi che hanno comunque portato ad una gravissima perdita umana. Se non ci fosse stato l’ambulatorio i drammatici momenti sarebbero avvenuti nei locali comuni, tra colleghi, clienti e troupe cinematografica.

Tutto ciò ha comunque evidenziato delle oggettive criticità che erano già state segnalate alle strutture competenti della Banca. L’ambulatorio è ubicato in locali difficili da raggiungere con piccoli, ma determinanti, ostacoli architettonici. La richiesta più volte avanzata di utilizzare parte dei locali attualmente adibiti alla palestra non ha avuto alcun riscontro.

A seguito di lavori, sicuramente migliorativi, gli spazi interni risultano comunque insufficienti, tali da non consentire agli operatori medici di fornire una adeguata assistenza sanitaria di emergenza. E’ fuor di dubbio che non ci sia una correlazione tra criticità e decesso del collega, ma proprio per scongiurare che si verifichino altri drammatici momenti auspichiamo che la Banca risolva positivamente tali problemi.

L’ambulatorio registra mensilmente 4-500 accessi che ne dimostrano l’assoluta necessità. La Banca ed il Servizio di Prevenzione e Protezione hanno da subito affermato che non esiste un obbligo per l’azienda di “rendere disponibile un ambulatorio” in quanto le attività svolte in banca non sono pericolose e perché a pochi minuti di distanza sono presenti strutture ospedaliere.

Benché non esista un obbligo di legge, buonsenso vuole che in un palazzo con circa 3.500 persone la presenza di un ambulatorio facilmente accessibile, ben segnalato e con adeguati spazi, è assolutamente necessaria.

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