ROMA: WE ARE TENNIS!

VILLA PESTALOZZA – CENTRO SPORTIVO MARCO POLO

In tutto il mondo, con la sola eccezione di un paio di ettari a Roma dedicati ai dipendenti BNL, diversamente abili e non

Nello scorso mese di Dicembre 2017 abbiamo rappresentato la preoccupazione che il nostro Centro Sportivo, ”un luogo dove i dipendenti BNL potevano incontrarsi, socializzare, giocare a tennis, fare una nuotata, trovare la possibilità di dedicarsi ad un hobby, a uno sport, o a una forma d’arte o di cultura” stesse gradualmente perdendo quelle caratteristiche di fruibilità che la posizione di Villa Pestalozza, nel caotico panorama romano, comunque garantisce.

Un asset dal valore venale modesto, per gli impedimenti ed i vincoli di ogni tipo che ne rendono impossibile la commerciabilità, ma dal valore simbolico ed affettivo enorme, se rapportato al sentire della comunità dei dipendenti del Gruppo BNL di Roma, da sempre beneficiari formali e sostanziali dei servizi che nella sede si sono svolti.
La vicenda di Villa Pestalozza, della piscina e delle attrezzature sportive, ha recentemente visto recidere il cordone ombelicale con il Circolo, la cui “mission” e funzionamento sono in corso di rivisitazione nel quadro di una revisione generale delle attività
ricreative su tutto il territorio nazionale. Il tavolo sindacale nazionale segue con attenzione e competenza questa revisione, anche attraverso apposite commissioni rappresentative di tutte le realtà e delle esigenze collettive riscontrate e riscontrabili su tutto il territorio. Questo non vuol dire che Villa Pestalozza non esiste più. Il Centro Sportivo non è stato paracadutato lì da qualche astronave aliena, e nessuna astronave se lo può portar via. E’ senza dubbio un centro di costo, ma renderlo via via sempre meno fruibile non fa altro che estorcere il fine per il quale sono state create e destinate le strutture di Marco Polo. Una sorta di “Welfare ante litteram”. Fa male sapere che, per una chiusura invernale che solo a Capo Nord ci si potrebbe immaginare, si impedisce la frequentazione del Centro Sportivo anche a realtà di eccellenza come il centro per Tennisti disabili, sottolineando che l’eccellenza, in questi casi, non si valuta dal numero di medaglie ma dal contenuto sociale, etico ed umano che la comunità BNL esprime.

Il richiamo ai valori etici è continuo e pressante, il tennis è il fiore all’occhiello del marketing sociale del Gruppo BNP Paribas, Telethon accompagna da oltre 25 anni la nostra attività di front office, rendendoci riconoscibili come quelli che “ci credono”. Tutto ciò sembra diventare irrilevante quando c’è di mezzo catasto, terreni e mattoni, in una parola, quando diventa una questione immobiliare. Vi riproponiamo, a tergo, quello che denunciavamo meno di un anno fa. Speriamo che lo rileggano anche i Servizi da cui attendiamo risposte. E quando vedremo le rondini in uno stadio del Tennis, nel circuito internazionale delle grandi star, cerchiamo di sperare che quelle rondini accompagnino chi, alla sfortuna di non poter correre su un campo da tennis, vorrebbe aver la fortuna di lavorare per un grande gruppo mondiale SEMPRE attento all’etica.

Una chiusura poco accidentale…

C’era una volta, a Roma, un luogo dove i dipendenti BNL potevano incontrarsi, socializzare, giocare a tennis, fare una nuotata, trovare la possibilità di dedicarsi ad un hobby, a uno sport, o a una forma d’arte o di cultura. Per la sua collocazione era facilmente fruibile da molti colleghe e colleghi e questo ne faceva quindi un luogo di aggregazione, con un alto valore anche simbolico.

Parliamo proprio del luogo dove queste attività erano protagoniste, perché non è la possibilità di stare insieme o di svolgere compiti propri delle attività di un Circolo, che sono venuti meno anzi, sono in corso, tra Sindacato ed Azienda, discussioni per nuove modalità organizzative, progetti di riqualificazione del tempo libero, per assicurare un contesto di trasparenza assolutamente meritoria.

Parliamo della struttura situata nel parco di Villa Pestalozza: il luogo che tutti conosciamo familiarmente come Centro sportivo Marco Polo. E’ gestito direttamente dalla Banca, anzi, dalla struttura immobiliare dell’Azienda che sta attuando un progressivo abbandono della struttura con la scusa di doverne ridurre i costi di gestione. Ma questo progetto non possiamo e non vogliamo né comprendere né giustificare.

E’ in corso lo scippo di un luogo importante e simbolo per un’azienda che sulla carta vorrebbe favorire la socializzazione, senza un solo incontro serio e di prospettiva sui destini del luogo stesso.

Siamo portati a non credere alla chiusura “accidentale” dei garage d’estate, e alla chiusura del centro in inverno, come eventi temporanei. Ci sembra invece una strategia messa in atto per togliere, lentamente progressivamente, l’abitudine alla frequentazione delle lavoratrici e dei lavoratori di questo luogo, per poi liquidarlo all’offerente giudicato più opportuno. In sintesi, se ci vogliono togliere il Centro sportivo Marco Polo, lotteremo e faremo di tutto per non consentire questo furto ai danni dei lavoratori!

Scarica il Comunicato Ufficiale

 

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