ROMA: Il centro sportivo Marco Polo non si vende!

Penserete si tratti di un proclama sindacale, e invece no: è quanto affermato dal nostro AD Andrea Munari in risposta alle Segreterie di Coordinamento Nazionale.

“Il centro sportivo Marco Polo non si vende!” E allora ci auspichiamo che l’AD Munari voglia fugare alcuni dubbi che ci sorgono in merito alla sua affermazione:

  • Se il centro sportivo non si vende, allora come mai lo si chiude – prima volta nella storia – dal 15 novembre, indicando la riapertura in un non meglio definito periodo estivo?
  • Se il centro sportivo non si vende, allora perché dal 15 dicembre la formazione verrà spostata a Tiburtina?
  • Se il centro sportivo non si vende, allora per quale motivo i due colleghi che gestivano la segreteria sono stati ricollocati – uno a Tiburtina, l’altro ad Aldobrandeschi – facendo sì che non possa essere garantito un presidio efficace dello stabile? E quando il centro riaprirà (ma riaprirà davvero?), come verrà garantita la continuità amministrata?
  • Se il centro sportivo non si vende, allora perché la comunicazione della chiusura avviene praticamente di nascosto, essendo affidata ad una stringata nota di difficile reperimento su Echonet (noi vi diamo una mano – questo è il percorso per leggerla: Home > PER ME > CONVENZIONI E AGEVOLAZIONI > Agevolazioni per me e la mia famiglia > Centro Sportivo BNL Marco Polo). Eppure, quando si tratta di pubblicizzare risultati roboanti e sfavillanti successi, non si manca di inserirlo nella prima pagina. Un esempio? Leggiamo, sulla homepage di Echonet, che “L’Amministratore Delegato Andrea Munari è intervenuto l’8 novembre al convegno “Riforma Terzo Settore” presso l’Università Lumsa di Roma per testimoniare l’attenzione della Banca verso questo settore e lo sviluppo sostenibile” Per carità, siamo contenti per lui, ma la comunicazione riguardante un centro di cui fruiscono tanti colleghi non meritava la stessa attenzione?
  • Se il centro sportivo non si vende, allora come mai continua questa silente dismissione di tutte le attività che vi si svolgevano – come noi via via abbiamo seguitato a denunciare – facendo sì che il centro pian piano precipiti nel dimenticatoio? Perché se un sito non viene valorizzato (intendiamo renderlo fruibile per i beneficiari, ossia i lavoratori), non vediamo altro esito che un suo sostanziale abbandono – e da lì alla vendita, il passo a breve.

Saremmo lieti se l’AD fornisse una risposta a tutte queste domande, con un’adeguata pubblicazione sulla homepage di Echonet. Noi, dal canto nostro, faremo sì che saranno oggetto del nostro prossimo comunicato sindacale!

Scarica il Comunicato Ufficiale

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