Orizzonte Napoli: “la Tiburtina dei poveri”

In data 4 dicembre, le scriventi OO.SS. sono state convocate dalle Relazioni Industriali per informare che i lavoratori impiegati presso BPI e Servizi di rete della sede di Napoli (ca. 90 persone) saranno traferiti, orientativamente nel corso del secondo trimestre 2019, presso una nuova sede locata al Centro Direzionale di Napoli. I relativi spazi occupati dai suddetti colleghi presso la sede di Via Toledo, sarebbero ceduti in affitto ad operatore nel settore utilities, anche a seguito lavori per riorganizzare la sistemazione di quanti rimarranno (Retail, Corporate, Rischi, Immobili e le altre funzioni attualmente presenti dall’agenzia al 2° piano) e dei “nuovi vicini di casa”. Per quanto non si preveda di locare il 7° piano, ci è stato comunicato che il CRAL sarà spostato al C.D.N., mentre il servizio mensa cesserà, a seguito dello spostamento di un gran numero di lavoratori che inciderebbe sul già esiguo numero medio di pasti preparati, come dichiara l’azienda. Rileviamo che tutto questo è stato comunicato con delle tempistiche che non hanno precedenti. Le ragioni della manovra sono state giustificate dalla necessità di ottimizzare gli spazi, attraverso il risparmio ottenuto dai presunti minori costi della nuova location e l’innovativo concept del layout previsto per il C.D.N. che si adeguerebbe ai moderni standard in uso in termini di smart working.
Le OO.SS. hanno in premessa esplicitato la loro assoluta contrarietà all’operazione in discorso che vede ancora una volta discriminati il mondo APAC e Servizi di Rete già da tempo considerati erroneamente i “bidoni gialli” della banca. All’indomani, tra l’altro, del rientro di BPI in BNL. In particolare si è evidenziato, tra l’altro, che strutture come l’APAC non possano essere considerate sic et simpliciter, strutture non commerciali. Considerando inoltre che esse ricevono quotidianamente prestigiosi Partner di Reti Terze, notai, gestori, etc., clienti al pari di tutti gli altri. Pertanto sono stati messi in discussione i criteri di scelta che hanno considerato erroneamente soltanto logiche di numerosità e omogeneità di un gruppo di lavoratori, ritenuti non commerciali perché addetti ad un’operatività di back office. Rileviamo, inoltre, come le R.I. siano rimaste interdette dall’apprendere che il Resp. Immobiliare Sud fosse già stato incontrato dai lavoratori nell’espletamento dell’attività di censimento delle postazioni nei piani, ancora prima dell’informativa ufficiale. A riprova che le varie funzioni preposte non colloquiano tra di loro anche in circostanze di estrema delicatezza.
Premessa la contrarietà a quanto prospettato, le OO.SS. hanno evidenziato tutte le criticità derivanti dall’operazione e si è posta l’attenzione sui seguenti punti:
  1. Disagio diffuso e generalizzato dei lavoratori a recarsi presso un sito “apparentemente” collegato con i mezzi pubblici ma con non pochi disagi.
  2.  Rischi connessi alla criminalità diffusa nelle zone circostanti.
  3.  Verifica del rispetto norme in tema sicurezza e salute dei lavoratori presso tutti i locali coinvolti.
  4.  Previsione dell’elasticità dell’orario lavorativo, al fine di consentire di uscire prima dalla nuova sede, per i motivi di cui al punto n.2, analogamente al “pacchetto Pisana”.
  5.  Mancanza Sportello e bancomat-multifunzione presso la nuova location e problematiche connesse sia per l’espletamento dell’ordinaria attività per le lavorazioni oggi effettuate dallo sportello in sede, sia per l’operatività del personale relativa alle proprie giacenze.
  6.  Mancata disponibilità di pc portatili che sarebbero necessari per integrarsi nel paventato nuovo layout nonché nel tanto sponsorizzato flexible working.
  7.  Mancanza di informazioni relative alla gestione del servizio spedizioni che necessita di un presidio in entrambe le sedi.
  8.  Richiesta convenzione aree parcheggi e servizio navetta.
  9.  Disagi connessi alla sospensione del servizio mensa (che rappresenta una conquista pluriennale dei lavoratori e che sarà sostituita solo nel nuovo sito da aree break) ed allo spostamento del CRAL presso il C.D.N.
  10.  Richiesta di seguire il reimpiego dei lavoratori della mensa, i quali, per tutto questo tempo, hanno offerto un servizio encomiabile nonostante i disagi strutturali e l’incuria immobiliare ed oggi si ritrovano senza lavoro a causa della speculazione aziendale.

L’azienda si è riservata di fornire riscontro all’inizio dell’anno nuovo. A latere, è stato espresso il disappunto di tutti i sindacati per l’accelerazione che in BPI Napoli – Apac Mutui è stata data alla metodologia WCB che è stata foriera di pressioni e inopportune richieste ai lavoratori, ossessionati dalla ricerca delle cd. “nuove idee” per migliorare l’efficienza della produzione e che hanno soltanto maniacalizzato un’operatività bancaria che non può e non deve essere ridotta all’esecuzione di un’attività meccanica robotizzata. Per tale motivo le OO.SS. ritengono sin da ora inaccettabile ogni applicazione della WCB presso la sede del C.D.N.

Ringraziamo vivamente il Dir. GPAC Centro Sud che, non ancora terminata la riunione ufficiale con le Relazioni Industriali ed i sindacati, ha pensato bene di convocare tutti i lavoratori di BPI per comunicargli quanto oggetto dell’informativa, dimostrandosi così “creattivo” da chiedere ai colleghi di proporre istanze e osservazioni utili sul tema. Considerando la sua proattività, lo invitiamo ufficialmente a partecipare all’Assemblea dei lavoratori che sarà indetta per discutere, questa volta, le reali determinazioni dei colleghi che sono fortemente scossi da questa ennesima bagarre.
Seguirà il calendario delle Assemblee.
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