TOSCANA: UNISIN non ci sta e risponde a “Il Fatto Quotidiano”

Il 29 dicembre u.s. “il fatto quotidiano.it” ha pubblicato un articolo a firma Vincenzo Imperatore dal titolo “Banche, la morale non conta più. L’importante è fregare il cliente (e salvare la faccia)”.

L’articolo è particolarmente pesante nei confronti dei lavoratori bancari e li accomuna tutti sotto l’epiteto di “amorali”, impegnati costantemente nello studiare comportamenti atti ad aggirare le leggi e fregare il cliente. Vincenzo Imperatore riesce anche a distinguere banchieri e bancari, in quanto i primi sarebbero immorali mentre i secondi addirittura amorali.

Il nostro Sindacato, attraverso l’intervento del Segretario Nazionale Joseph Fremder è prontamente intervenuto con una lettera inviata al direttore de “Il Fatto Quotidiano” Peter Gomez lo scorso 3 gennaio.

Ne riportiamo alcuni passaggi (il testo completo può essere reperito QUI): “In questo articolo si sostiene la tesi che i banchieri sono immorali mentre i bancari sono amorali e si specifica che «una persona immorale conosce una morale ma non la rispetta», mentre «l’amorale non ha proprio una morale o ha una visione molto personalizzata della morale». A Vincenzo Imperatore voglio ricordare che tagliare in due con l’accetta persone che compongono un settore del mondo del lavoro mettendo di qua i banchieri immorali e di là i bancari amorali è un’operazione grossolana perché la storia e la vita quotidiana ci hanno consegnato e ci consegnano banchieri e bancari immorali, banchieri e bancari amorali, banchieri e bancari che onestamente svolgono il proprio lavoro e persino banchieri e bancari che si adoperano per servire e stare il più vicino possibile alla clientela…

Caro Direttore ti chiedo quali sono gli elementi che Vincenzo Imperatore ha mostrato al tuo quotidiano per convincerti a consegnargli uno spazio per spargere veleno, qualunquismo e banalità sui lavoratori del credito? Sicuramente sai che il sindacato ha sottoscritto proprio con i banchieri un protocollo che deve combattere quelle pressioni commerciali che hanno prodotto parecchi disastri tra i lavoratori e tra la clientela.

Sicuramente ti sei indignato quando è stata attaccata la libertà di stampa sentendo dire che i giornalisti sono puttane o sono tutti prezzolati ed al soldo del potere… tutti come i bancari amorali ed i banchieri immorali… Invito quindi il signor Vincenzo Imperatore, invece che a perdersi nel comodo e modaiolo qualunquismo, ad attivarsi per tutto ciò che gli sarà possibile affinché possano migliorare le leggi e la democrazia di questo nostro Paese ma soprattutto lo invito ad evitare toni minacciosi che possono alimentare un clima sociale già abbastanza violento come quelli contenuti nella chiusura del suo scritto.

Chiedo a te caro Direttore di vedere pubblicata questa piccola ma doverosa replica che penso possa contribuire a restituire una minima analisi a quanto purtroppo letto e già pubblicato”.

Francamente c’è da rimanere esterrefatti, ancora una volta, nel costatare la superficialità e l’estrema disinvoltura con cui alcuni giornalisti tranciano pesantissimi giudizi su cose che, evidentemente, conoscono poco ponendo, quindi, l’ignoranza ad ingannevole fondamento di forti ed altisonanti denunce sociali.

Verrebbe da domandarsi chi è “l’immorale” che ha chiesto – o magari estorto – al signor Imperatore un articolo del genere?

Sicuramente nel rapporto fra la banca e la sua clientela ci sono molte cose che non vanno, fino ad investire profili di una gravità assoluta (come le vicende delle Banche Venete insegnano). Per arrivare a questa situazione, però, ci sono voluti decenni durante i quali il sistema bancario si è evoluto senza che la politica, le istituzioni, le associazioni di categoria, i governi di questo Paese si siano mai seriamente domandati se questa evoluzione andava nella direzione giusta (anzi talvolta ne sono stati complici!). Le denunce delle Organizzazioni Sindacali del credito rispetto a queste fusioni selvagge (la formazione dei mega gruppi bancari), a politiche commerciali aggressive e insostenibili o ad altri aspetti come mai non sono state ascoltate?

E adesso? Tutta la colpa sarebbe del bancario amorale? Alla fine, quindi, pagano gli ultimi, i lavoratori che un sistema civile dovrebbe difendere e tutelare e non certamente lasciare in balia di un “padrone” sempre più arrogante e spregiudicato grazie anche a leggi recenti che hanno finito per rendere i lavoratori, specie i più giovani, facile oggetto di un ricatto tanto violento quanto legalizzato.

Se qualche bancario si comporta in maniera “amorale” Unisin ne condanna l’operato, ma non consentiamo qualunquistiche generalizzazioni sulla categoria, in grandissima parte composta di persone di elevata professionalità e altissima moralità.

SCARICA IL COMUNICATO DELLA SEGRETERIA REGIONALE TOSCANA

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