ABRUZZO E MOLISE: AVVISO AI TIMONIERI

Il 2018 si è chiuso con il confronto sindacale sulla ennesima riorganizzazione della Banca.

Una media di una ogni 18 mesi. Quest’ultima, calata in tempi e con modalità alquanto inusuali, rischia di rendere vani molti dei sacrifici fatti sinora. Il nuovo anno si apre con gli stessi problemi che questa Azienda ancora si trascina da anni senza risolverli: una formazione appiattita e difficile da fruire, percorsi professionali che si interrompono o sono da ridisegnare, uno scenario di funzionamento delle agenzie allarmante vista la chiusura della massa manovra, spostamenti di clienti da un modello di servizio ad un altro senza che siano chiari i criteri, spostamenti di persone anche di decine di km.

Il termine che va di moda oggi è “discontinuità”. Una discontinuità che vale solo per la base. Confusione, scoraggiamento, demotivazione, tante sono le persone che ci manifestano questo malessere. Molti sono i colleghi che ci rappresentano situazioni di prossimo trasferimento ad altra sede e/o cambio ruolo con modalità solo verbali, e non certo nel rispetto di quanto dettagliatamente disciplinato dal CCNL del credito attualmente vigente. A tal proposito ricordiamo che l’accordo aziendale sul pendolarismo del gennaio 2012, messo in discussione durante la procedura, è stato invece confermato fino alla fine del 2020, e che il Contratto Collettivo prevede tutele in tema di mancato preavviso.

L’art. 88 (quadri direttivi), inter alia, al comma 3, disciplina che : “il trasferimento, salvo che particolari ragioni d’urgenza non lo consentano, viene disposto dall’impresa con un preavviso non inferiore a 45 giorni di calendario per il dipendente che abbia familiari conviventi o parenti conviventi verso i quali sia tenuto all’obbligo degli alimenti e 30 giorni di calendario per gli altri lavoratori/lavoratrici, fermo che, ove non sia possibile rispettare i suddetti termini – restando il trasferimento operativo – il quadro direttivo beneficerà di un’erogazione commisurata a tante diarie per quanti sono i residui giorni di preavviso non fruito”

L’art. 111 (aree professionali), inter alia, al comma 2, disciplina che: “il trasferimento (del dipendente appartenente alle aree professionali) deve essere comunicato con un preavviso non inferiore a 15 o 30 giorni di calendario a seconda che la distanza per la piazza (per il comune) di destinazione sia rispettivamente inferiore o superiore a 30 Km.”

Ci risulta che, a tutt’oggi, la Banca non abbia ancora comunicato per iscritto, anche semplicemente a mezzo mail, ad alcun dipendente oggetto di trasferimento, la data di effetto del moving (ai fini del calcolo dei giorni di preavviso). Anche secondo la giurisprudenza (Cass. n. 11643/18 del 14.05.2018), il trasferimento del lavoratore deve essere comunicato per iscritto, e la comunicazione deve essere corredata dalle motivazioni che hanno portato allo spostamento.

Abbiamo la preoccupazione che, con questo clima, e con i risultati velleitari che l’azienda si prefigge, i ricavi saranno cercati coi soliti metodi di pressione e ossessione sul lato commerciale.

Come sigle sindacali ci chiediamo responsabilmente se questo sia l’approccio giusto per iniziare un nuovo percorso di ulteriori sacrifici. E, per quanto superfluo, non possiamo che riaffermare che vigileremo sulla conformità ai contratti ed agli accordi sottoscritti, intervenendo prontamente caso per caso.

La nave è nella bufera ma la truppa merita rispetto. E noi saremo lì a presidiare.

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