Aldobrandeschi: C’è un’aria… che manca l’aria!!!

Che il piano di riorganizzazione della banca faccia acqua da tutte le parti è per noi ormai di assoluta evidenza: lo testimoniano i tantissimi comunicati che, a tutti i livelli e in tutta la penisola, stanno imperversando e denunciano una situazione drammatica. Il minimo comune denominatore è sempre lo stesso: in BNL si è completamente smarrita la centralità della persona.

Aldobrandeschi purtroppo non fa eccezione…

Al CRSC le cose vanno male: non esiste un piano concreto di mobilità esterna ed è inaccettabile pensare a giovani colleghi motivati e qualificati ai quali viene ad oggi preclusa la possibilità di approdare in altre direzioni dell’azienda; il piano degli inquadramenti è obsoleto e da rivedere; il protocollo sui canali diretti è da aggiornare e ridiscutere; le pressioni, commerciali e di performance, sono ancora percepite come forti. Si sperava in una certa discontinuità, ma pare che la musica sia sempre la stessa…

A proposito di mobilità, si sottolinea l’assoluta inadeguatezza di My Mobility: un tool strutturato male con eccessivi limiti e vincoli.

About Me nemmeno convince e le istruzioni che vengono fornite ai colleghi sono spesso discordanti. Ricordiamo che la compilazione del profilo non è obbligatoria e prescinde dalla valutazione del lavoratore.

Segnali allarmanti provengono anche da Servizi di Rete, da dove giungono voci di episodi di tensione.

La polivalenza viene gestita in modo a dir poco discutibile: colleghi inviati in strutture dove non hanno a disposizione alcuna postazione di lavoro né strumentazione hardware. E il tutto si pone in un contesto di riorganizzazione che fa acqua da tutte le parti: si è arrivati al punto di affidare “provvisoriamente” alcuni lavoratori a due responsabili, dal momento che l’azienda sarebbe incerta circa la definitiva collocazione.

Un’azienda in tale difficoltà dovrebbe quantomeno avere l’intelligenza di ascoltare i rappresentanti dei lavoratori invece di gestire “in solitario” problematiche complesse.

Abbiamo da tempo chiesto e sollecitato una informativa sugli appalti e un incontro per discutere di problemi relativi alla collocazione delle stampanti sulla postazione di lavoro e alla difficoltà di condivisione degli spazi emersa a seguito dell’arrivo di Gamenet.

Alla luce di quanto rappresentato l’aria si è fatta molto tesa e la pazienza è al limite. Ci aspettiamo una solerte convocazione da parte dell’azienda.

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