TRIVENETO: IL PIAVE MORMORAVA… CONTINUA

Con riferimento a quanto già avevamo anticipato con il volantino del 21.1.2019 e alle domande poste, ante avvio riorganizzazione, che aveva ben anticipato le questioni che sono esplose, con la messa a terra di questa nuova ed ennesima riorganizzazione ed in previsione dell’incontro con Relazioni Industriali del 22 c.m., portiamo a conoscenza dei colleghi che andremo all’incontro portando le stesse domande poste prima del giro della chiave, avvenuto il 28.1:

  1. Per quale motivo un’Azienda, bancaria o altro, decide di fare un’operazione che, a spanne, scontenta e demotiva la gran parte delle risorse coinvolte attraverso trasferimenti ingiustificati e demansionamenti che svuotano esperienze e professionalità?
  2. Per quale motivo l’entrata di molti colleghi (chiediamo il numero preciso) nel nuovo GPAC Italia, non è stato dilazionato nel tempo, evitando di popolare formalmente il nuovo contenitore, senza abilitazioni, postazioni e strumenti necessario a questa riconversione e, senza neppure sapere che ruolo e mansioni andranno ad assumere, come pure per i colleghi (indicandoci il numero preciso) collocati nel ruolo di addetti in Staff?
  3. Per quale motivo la formazione, che l’Azienda dichiara di primaria importanza e che noi condividiamo, fermo restando che questa poi viene lasciata in capo agli stessi, con corsi on line che non possono certo sostituire le ore di corso in aula e l’affiancamento con i colleghi già in ruolo, avviene successivamente alla messa a terra dei nuovi ruoli a cui è chiamato il personale coinvolto?
  4. Per quale motivo, a livello di regione Triveneto, è finora mancata ogni informativa e qualsiasi forma di relazione con i rappresentanti sindacali sulle ricadute della riorganizzazione; è avvenuto per l’inconsistenza sopravvenuta del ruolo di RR.UU. o per una strategia generale dell’Azienda volta a colpire i lavoratori?
  5. Per quale motivo si è deciso, in barba a qualsiasi norma e convenzione, di esautorare i gestori risorse umane (che partecipano passivamente al rito senza “diritto di parola”) dalla gestione dello tsunami, cosa che, tra l’altro, apre serie e motivate preoccupazioni sull’interlocuzione sindacale e le relazioni industriali?
  6. Per quale motivo, a livello di territorio, è mancata l’informativa ai rappresentati sindacali, per l’inconsistenza dei gestori risorse umane e alla strategia di esautorare gli stessi?
  7. Per quale motivo si fa un’operazione che, oltre ai colleghi coinvolti, riempirà di scontento e frustrazione la clientela (sia individuals che business) con il conseguente effetto dell’inevitabile diminuzione della massa clienti?
  8. Per quale motivo si decide che esistono clienti “meritevoli” stabilendo di fatto che esistono “i meno meritevoli”.

Ci auguriamo, in quella sede, di avere delle risposte e delle quali vi daremo conto.

Le ricadute di questo “giro della chiave”, sono davanti agli occhi di tutti, massima disorganizzazione, frustrazione dei colleghi coinvolti, come dire:

“Andiamo ad abitare nella casa nuova che però presenta una struttura senza porte, finestre, arredamento, suppellettili…”

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