TOSCANA E UMBRIA: SE TI FA VENIRE I BRIVIDI, NON E’ BNL, E’ SICURAMENTE INFLUENZA!

Ci vediamo nuovamente costretti a fare i conti con chi sproloquia a destra e manca sulle assenze dei colleghi. Non dipende di certo da essi (anzi per la verità alcuni ne farebbero volentieri a meno) di usufruire per doverosa necessità di permessi ex lege 104/92, oppure se ahimè si ammalano, e non parliamo nemmeno dello spettro della maternità!

Non sarebbe forse il caso di gestire finalmente quell’ormai cronica, esasperante, snervante carenza di organici? Sarebbe molto più semplice per voi, sarebbe molto più semplice per i direttori di filiale che devono inventarsi l’impossibile per tenere aperta un’agenzia con una persona e mezza dentro, sarebbe più semplice anche per i colleghi che saltano la pausa pranzo o magari con grande senso di responsabilità vanno in ufficio con la febbre perché altrimenti oggi non si apre!

Vorremmo dire ad alcuni manager che a volte l’educazione premia, dovreste tacere di più per non scadere nell’offensivo, nel ridicolo e a volte nell’illegale.

Eh sì, ci vediamo obbligati a rammentarvi il Decreto Legislativo 196 del 2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), perché troviamo oltremodo sconveniente sentire sbandierare che il collega X sta male per il motivo Y tra l’altro falso. Ricordiamo alcune conseguenze di una violazione: sanzioni amministrative, danni reputazionali a carico del titolare con gravi ripercussioni sull’attività dell’azienda, sanzioni pecuniarie con conseguente risarcimento di danni materiali e morali.

Gli artt. 167 e segg. D.Lgs. n. 196/2003 prevedono per la verità anche illeciti penali relativi ai dati personali. Il trattamento illecito di dati viene commesso da chi, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di determinate disposizioni previste dal Codice, se dal fatto deriva nocumento o se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione. Per questo delitto è comminata la reclusione da sei mesi a tre anni.

Vi rammentiamo inoltre che, a meno che non sia il collega a dirvi “ho la dissenteria acuta”, voi non venite a conoscenza della malattia di nessuno, perché proprio in virtù di quella legge di poco conto pocanzi menzionata, il medico curante comunica la patologia soltanto all’INPS. Dunque, ci sembra proprio di cattivo gusto, anzi forse un po’ pretestuoso, che voi andiate a sciorinare in giro cose false.

Ed eccoci di nuovo a fare i conti con l’assenteismo, con l’incolpare il collega di una mancanza che viene dall’alto, dalla Banca stessa per intenderci. Iniziamo piuttosto a fare assunzioni, a rimpiazzare sedie vuote ormai da troppo tempo, a trattare i colleghi con rispetto e a non scaricargli addosso delle responsabilità proprie del datore di lavoro.

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