A RIMINI IL CONGRESSO FALCRI UNISIN GRUPPO BNL/BNPP

DOCUMENTO CONCLUSIVO

Al termine dei lavori del VI Congresso della FALCRI/UNISIN Gruppo BNL – BNPP si è insediato, ai sensi di quanto previsto dallo Statuto, il neo eletto Consiglio Direttivo che ha da subito aperto i suoi lavori.

All’ordine del giorno, l’elezione degli organi statutari: si è proceduto, quindi, alla composizione della Segreteria BNL, Segreteria Findomestic, Comitato Esecutivo BNL, ed alla designazione dei componenti Falcri in seno alla Segreteria di Coordinamento BNL ed alla Delegazione di Gruppo Unisin BNL, ed alla Segreteria di Coordinamento Findomestic.

A loro il forte augurio di buon lavoro da parte del Consiglio Direttivo.

Il Consiglio Direttivo ha proceduto alla elezione del nuovo Segretario Generale della Sezione Falcri, che secondo quanto definito dagli ambiti competenti, assume anche il ruolo di Segretario Responsabile di Gruppo per UNISIN.  Come per le precedenti votazioni, l’elezione di Tommaso Vigliotti è stata approvata con voto unanime del consesso. Spetterà quindi a Tommaso Vigliotti assumersi la responsabilità di dare continuità all’attività di questo Sindacato, oggi cresciuto enormemente per credibilità, numero di iscritti e rappresentatività. Siamo certi che sarà così.

La storia di Unisin Bnl dalle origini fino ad oggi è stata ricordata da Joseph Fremder nella sua relazione sottolineando il concetto che, per sapere dove si deve andare, bisogna innanzitutto sapere da dove si proviene. A Joseph, che dal primo di luglio 2019 sarà in pensione, e che è stato chiamato a ricoprire il ruolo di Presidente e che resterà Segretario Nazionale di riferimento, vanno i ringraziamenti più commossi da parte di tutti per l’enorme mole di lavoro svolto con passione, per la credibilità e l’autorevolezza con cui si è rapportato con la Banca e con le altre sigle sindacali, per la sua capacità di ascolto, per aver guidato questo Sindacato con le giuste strategie anche attraverso i momenti più delicati, per aver creato una famiglia ed aver consolidato un gruppo apprezzato, unito ed attrezzato, che oggi può guardare con fiducia ai tanti appuntamenti importanti che ci attendono.

Il Consiglio Direttivo, raccogliendo le testimonianze che arrivano univoche da tutta Italia, esprime forte preoccupazione per il futuro della stessa banca, in seguito alle recenti scelte gestionali del management relative all’ultima riorganizzazione. Non si condividono il ricorso a trasferimenti massivi dei colleghi, spesso senza ragionevoli criteri e motivazioni, né le modalità con cui questi stessi trasferimenti sono stati gestiti e comunicati frettolosamente e, spesso, al di fuori delle regole contrattuali, ma soprattutto senza tenere alcun conto delle esigenze delle persone, comprese quelle dei clienti. Per giorni nelle agenzie una buona parte dei colleghi si sono trovati senza computer e senza abilitazioni, impossibilitati quindi ad operare. Il caos derivante, oltre a determinare una situazione di forte stress per i colleghi, rischia di danneggiare fortemente l’immagine della banca agli occhi della clientela. Inoltre, il cambio improvviso, spesso totale, del personale delle agenzie senza alcun passaggio di consegne non può che disorientare ulteriormente i clienti. Gravissime le disfunzioni che continuano ad interessare il sistema e le procedure informatiche. Disfunzioni incomprensibili in una banca la cui la dirigenza dichiara da diversi anni di voler puntare sulla digitalizzazione. Tutto ciò va in netta contraddizione con la filosofia tanto sbandierata (si pensi, ad esempio, all’advocacy, ad ACE/WCB) che avrebbe come dogma la soddisfazione del cliente. Inaccettabili le scelte: di sguarnire ulteriormente di personale le agenzie, di togliere in tante dipendenze i direttori, di sopprimere le squadre volanti, di pensare di tenere aperte agenzie con un solo dipendente, di destinare i pochi gestori commerciali anche alle attività di cassa. Al riguardo appare irresponsabile pretendere che prima di erogare la dovuta imprescindibile formazione si possano mandare allo sbaraglio i colleghi, obbligandoli ad improvvisarsi in ruoli nuovi e con nuove procedure. Contemporaneamente vengono lasciati del tutto inoperativi per settimane gli ex operatori di cassa. Anche il mondo Apac, compreso il GPAC Italia (ex Servizi di Rete), appare nel suo complesso bloccato ed ancora in attesa di capire quale sarà la sua organizzazione: forte è la preoccupazione per il futuro di queste attività e delle persone interessate. Tante le professionalità mortificate da cambi ruoli e da incomprensibili demansionamenti, che creano ulteriore demotivazione tra i colleghi, mentre al contempo pochi fortunati vengono gratificati da doppie, ed in alcuni casi triple promozioni.

Ci si chiede per chi possa essere l’utilità: di sicuro non per i lavoratori, né per il futuro della stessa banca.

Il Consiglio Direttivo ha posto il tema delle pressioni commerciali in cima alle criticità ancora oggi avvertite nella nostra banca. Non vogliamo far passare sotto silenzio questo spigoloso e nauseante problema, che a seguito della ennesima riorganizzazione, ha assunto tinte nuove. Non possiamo accettare che vengano fatte passare sotto silenzio pratiche scorrette, non ancora debellate dalla banca, prive di fondamento normativo e in contrasto con i valori etici. I nostri colleghi ogni giorno denunciano pressioni al limite della persecuzione: si arriva a ricevere numerose volte la stessa mail inoltrata e condivisa dai vari responsabili, durante la stessa giornata lavorativa, e contenenti le solite e subdole forme di pressione commerciale, peraltro vietate dagli accordi di settore e di gruppo.

In merito al tema della sicurezza, poi, denunciamo la superficialità del management nell’affrontare un ambito così importante e sensibile. In particolare ci riferiamo a quanto inserito dalla banca unilateralmente nell’ultima riorganizzazione, senza alcuna condivisione sindacale, dove è prevista l’apertura delle agenzie con una sola unità. Dopo la presentazione del meccanismo “safety” (antimalore), strumento ritenuto dalla banca sufficiente in questa ennesima rivoluzione per assicurarsi l’apertura di agenzie con un’unica persona, in maniera crescente sono emersi i dubbi e le perplessità su una soluzione, che senza considerare i risvolti sociali e operativi del lavorare da soli, si è già dimostrata fallimentare e tutt’altro che sicura inducendo l’azienda a ritornare sui suoi passi procrastinando la decisione presa. Lo stesso meccanismo, inoltre, introdotto con funzione antimalore, pare in realtà avere anche funzione “antirapina”, cosa che esporrebbe il collega a rischi gravi per la propria incolumità. Attendiamo chiarezza definitiva in merito al più presto.

Il Consiglio Direttivo guarda con fermissima determinazione alla manifestazione di protesta indetta per il prossimo 6 marzo davanti la sede di Tiburtina a Roma. È il momento di urlare tutto il nostro dissenso, di rivendicare quanto reputiamo giusto e doveroso, di tornare a lottare per la dignità e la centralità della persona, per garantire un futuro ai lavoratori della BNL e dopo tanti anni di sacrifici economici iniziare ad ottenere dei concreti ritorni.

Riteniamo, quindi, che sia arrivato il momento di avviare la rivisitazione dell’accordo sugli inquadramenti, ricomprendendo tutte le nuove figure professionali. Da subito chiediamo alla banca di riconoscere le promozioni spettanti ai colleghi che stanno subendo i cambiamenti di ruolo causati dalla riorganizzazione. Quello degli inquadramenti è un tema non solo di natura economica ma che riguarda la professionalità e la dignità di ciascuno dei nostri colleghi. L’azienda, costantemente sorda o in ritardo dinanzi alle lecite richieste di aiuto da parte dei lavoratori di BNL, dovrà necessariamente prendere atto, dinanzi a quella che si preannuncia come una importante e civile manifestazione di partecipazione democratica, di aver commesso gravi e maldestri errori decisionali nella guida della banca.
Si auspica che i nuovi poli direct, individuals e business diventino poli di eccellenza così come progettati per essere il futuro della banca e che non si trasformino al contrario in “aree di parcheggio”. Bisogna, inoltre, che la banca si attivi da subito per disciplinare in modo chiaro le tante materie prive di una normativa e accetti la sfida di aprire velocemente una trattativa con le OO.SS. per rinnovare il Protocollo per gli addetti ai canali ad accesso remoto.

Altra fonte di preoccupazione è rappresentata dalla “politica immobiliare” del Gruppo, sempre più frequentemente orientata a destinare ad altri ed ancora imprecisati usi gli immobili di maggior pregio e “delocalizzare” diversi uffici in zone periferiche di varie città.
Il Consiglio Direttivo, in relazione alla forte richiesta rivolta da tutte le OO.SS. all’Amministratore Delegato di BNL di tenere un incontro urgente, ritiene questo appuntamento determinante, anche in vista di ulteriori importanti riflessioni che si rendono necessarie. La mera disponibilità all’incontro, evidentemente, non può essere considerata sufficiente a far desistere la nostra Organizzazione dalla convinzione di assoluta necessità della manifestazione prevista per il 6 marzo. Il Consiglio Direttivo auspica che questo momento di confronto possa costituire l’inizio di una nuova fase, fatta di ascolto reciproco, rispetto, attenzione e considerazione dell’impegno e degli sforzi che, ogni giorno, le lavoratrici ed i lavoratori di BNL dedicano con passione e professionalità al raggiungimento dei risultati.

Questione urgente da affrontare, secondo il Consiglio Direttivo, è quella relativa alle novità normative introdotte in tema previdenziale note come QUOTA 100: l’occasione sarà preziosa per garantire l’uscita incentivata di tanti colleghi e l’assunzione di nuovi giovani lavoratrici e lavoratori.

Tuttavia, forte e decisa è anche la determinazione nel non voler restare a guardare, nel non accettare che gli eventi ci travolgano o ci trovino impreparati. Il Consiglio Direttivo avanza la serena pretesa di un cambio di rotta da parte dei vertici di BNL. E se questo, nella peggiore e più infausta delle ipotesi, non dovesse accadere, netta e decisa deve essere la reazione che il Consiglio Direttivo richiede da parte della nostra Organizzazione tutta, nel mettere in campo ogni azione di lotta consentitaci dall’ordinamento, compresa quella dello sciopero.

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