LA MOBILITAZIONE CONTINUA: LA MISURA È COLMA!

Le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto un incontro con l’A.D. per avere risposte adeguate, senza le quali ogni azione di denuncia della situazione sarà agita in ogni possibile luogo.

Intanto, si terrà
un PRESIDIO dinanzi la
Direzione Generale,
in via Altiero Spinelli a Roma,
il giorno 6 Marzo 2019
dalle ore 9 alle ore 13


La cosiddetta messa a terra della ennesima riorganizzazione della BNL, che non necessita di accordi sindacali, così come pensata nel famoso piano 2020, sta manifestando tutte le sue criticità.

È doveroso ricordare che gli accordi sottoscritti il 20 dicembre scorso nulla hanno a che vedere con lo scempio che il management sta attuando e che è sotto gli occhi di tutti.

Sono continue le segnalazioni di una gestione che definire pressappochista, disorganizzata, inefficiente sarebbe un complimento.

È stato creato, chissà quanto artatamente, chissà con quale scopo, un marasma in cui proprio tutti sono disorientati e scontenti, sia i clienti, sia i lavoratori, che come sempre stanno pagando a caro prezzo le scelte scellerate di una dirigenza che sembra brancolare nel buio. In questa “ansia da prestazione” abbiamo assistito a trasferimenti senza preavviso ben prima della data comunicataci in trattativa, e che avrebbe dovuto segnare lo spartiacque tra il prima e il dopo. Il 28 gennaio, infatti, diversi colleghi erano già̀ operativi in altri siti. Non parliamo poi dei cambi di ruolo immotivati e degli spostamenti incomprensibili che sono stati fatti passare per “desiderio soddisfatto” (oltre il danno la beffa).

È stata, poi, la volta delle agenzie che hanno aperto con un solo collega (misura sempre avversata dal Sindacato) pur non avendo le necessarie contromisure di sicurezza assicurateci dalle funzioni preposte in sede di trattativa. E non si tratta di eccezioni ma di una prassi che è passata solo per la difficoltà da parte dei colleghi asegnalare quanto accadeva data l’assenza di una disciplina in merito, e che solo grazie all’intervento sindacale (attivato dai colleghi interessati) si è parzialmente arginato. Ma questa modalità̀ non è corretta.

Avevamo affermato che la modalità monoperatore sarebbe stata rischiosa anche per lo stato psicofisico del lavoratore coinvolto e abbiamo anche evidenziato il rischio commerciale.

L’impatto della ristrutturazione con tutte le sue inefficienze, compreso l’agenzia monoperatore, è disastroso sulla reputazione aziendale. Con evidenti conseguenze negative. Anche questo sembra non interessare all’Azienda (o a casa Madre?) tutta protesa a garantirsi la “clientela meritevole”. Il problema è che cambiare il modello di servizio senza saperlo fare, senza avere tutti gli strumenti per farlo, in modo tanto improvvido, non può essere solo frutto di manifesta incapacità. Ci deve essere un disegno. È quello che le Organizzazioni sindacali vogliono sapere. Oltre a chiedere una immediata revisione della attuazione della ristrutturazione che se continua ad essere protratta farà solo danni. Legittimamente i lavoratori vogliono conoscere cosa li aspetta, con quali ruoli, quali competenze, quali strumenti, quale formazione. Per ora hanno visto solo budget quadruplicati, organici dimezzati, trasferimenti senza spiegazione, competenze attribuite senza alcun modo per metterle in pratica e atteggiamenti offensivi e lesivi della dignità dei lavoratori, il tutto mentre le indebite pressioni commerciali continuano, superando ogni limite di tolleranza.

LA MISURA È COLMA!

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