COLLOQUIO DI RIENTRO: IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI

VADEMECUM PER IL COLLOQUIO DI RIENTRO

(DOPO LA MALATTIA)

Se avete la sfortuna di essere cagionevoli di salute, di soffrire  di qualche patologia particolare e di dovervi quindi assentare spesso dal lavoro, preparatevi alla novità del 2019: Il colloquio di rientro!

Di cosa si tratta? Di un’invenzione della banca volta a contenere il fenomeno dell’“Assenteismo”. Avete capito bene, non il fenomeno delle Assenze (in generale), ma dell’“Assenteismo”, dando per scontato che la persona che si dichiara malata in realtà non lo è, e manca dal lavoro senza validi motivi.

Questa è la definizione di assenteista e, affiancare tale termine a chi si assenta per malattia senza peraltro avere la prova che sia infondata, rileva tutta la scarsa considerazione e la diffidenza della banca nei confronti dei Lavoratori.

Ma torniamo al nostro Colloquio di Rientro (dalla malattia) e a come immaginiamo verrà impostato dall’azienda, perché ormai un po’ li conosciamo…

Cominciamo con la nostra Commedia: su il sipario!

Sicuramente le domande sotto riportate non vi verranno mai poste, ma nel caso surreale in cui questo tipo di dialogo accada veramente nella banca di Telethon (!), vi forniamo un utile vademecum con le risposte da dare:

“vorrei capire insieme a te cosa sta succedendo, come mai c’è un numero così importante di assenze?”

 

“come avrai sicuramente notato, ero MALATO”

“so già qualcosa dei problemi che stai avendo, ma vorrei riapprofondirli e discuterne insieme”

 

“ma perché, sei anche medico? Ti ringrazio tanto, ma ne ho già uno che mi segue”

“tengo al tuo operato”

 

“grazie, anch’io tengo al tuo!”

“le assenze rappresentano un aggravio di costo per l’azienda”

 

“quindi tu non vai neanche in ferie?”

“quando non ci sei il reparto si trova in difficoltà perché qualcun altro deve fare il lavoro al tuo posto”

 

“invece quando manchi tu come funziona?”

“l’elevato numero di assenze indebolisce la tua reputazione e la fiducia dell’azienda nei tuoi confronti”

 

“quindi mi stai dicendo che devo venire anche se ho una malattia contagiosa? Ho capito bene?”

mostro i dati. Mediamente i colleghi del tuo reparto fanno X assenze in un anno. Fino ad oggi tu hai fatto Y assenze. Cosa ne pensi?”

 

“che posso fare anche meglio, volendo…”

“a volte un numero elevato di assenze può esprimere un problema di motivazione, un conflitto con l’azienda, un’insoddisfazione per il lavoro che si svolge, un problema con i colleghi”

 

(vedi Risposta n. 1)

“cosa proponi per far sì che la tua presenza sia più assidua e regolare?”

 

“non so, tu che sei anche medico hai qualche suggerimento su cure preventive?”

“nelle situazioni in cui impegni familiari o questioni personali ti rendono difficile venire al lavoro o senti di aver bisogno di un giorno di recupero puoi chiedere un giorno di ferie o altre spettanze”

 

“questa mi sembra un’ovvietà. Tu non fai così? Non dirmi che ti metti in malattia!?”

“sono sicuro che hai ben compreso i danni che le assenze recano all’azienda, al team e a te. Mi aspetto una presenza più assidua… Ho il tuo impegno?”

 

“ceeerto, al 100% a meno che non mi ammali”

“ho la sensazione che non tutto sia emerso. Comunque ci incontreremo di nuovo nel caso di ulteriori assenze e avremo modo di riparlarne”

 

“mi sembri un tipo sospettoso. Inoltre la seconda frase suona un po’ minacciosa, ma sicuramente mi sto sbagliando visto che la mia salute è una tua priorità”

Vedrete che una volta aver ascoltate queste risposte la banca non potrà che avere due tipi di reazione:

 

A – NEGAZIONE E MANTENIMENTO DELLA POSIZIONE

 

La Banca non crede alle tue risposte

B – AMMISSIONE

La Banca ammette  in buona fede di non aver capito che eri veramente malato


Torniamo seri, invitiamo tutti i Lavoratori che dovessero essere contattati per questo tipo di colloquio al rientro dalla malattia ad avvisarci immediatamente al fine di darvi ulteriori utili consigli.