AUMENTO RETTE ASILI NIDO BNL: TUTTO SBAGLIATO

AUMENTO INASPETTATO, IMPREVISTO E INGIUSTIFICATO DEL + 13% DELLA RETTA DEGLI ASILI NIDO “ORIZZONTE EUROPA” E “ALDOBRANDESCHI”, COMUNICATO DAI GESTORI DEI NIDI:

DOPO LA CONFERMA DELLA CAPARRA CONFIRMATORIA DA PARTE DEI GENITORI DOPO LA CHIUSURA DELLE ISCRIZIONI DEI NIDI COMUNALI ALTERNATIVI.

Appare davvero contraddittorio tale aumento per gli asili nido aziendali di “Orizzonte Europa” e Aldobrandeschi”, non solo perché non si ratta di aumento irrisorio, ma anche perché applicato con metodo molto discutibile e cioè dopo la chiusura della raccolta delle pre iscrizioni. Infatti il 28 febbraio, si era chiusa la raccolta delle adesioni alle pre iscrizioni, per i bambini frequentanti, alle vecchie condizioni contrattuali con email del 8 febbraio da parte del gestore dei nidi.

Sottolineiamo con forza che proprio il 25 marzo si sono comunque chiuse le iscrizioni online per i nidi comunali, alternativa che avrebbe potuto essere valutata dalle famiglie che utilizzano uno strumento ritenuto di “welfare” ma che a questi costi diventa inaccessibile soprattutto per chi vive una condizione di monoreddito.

Inoltre va considerato che non è stato apportato alcun miglioramento alle strutture dei nidi che giustifichi tale aumento né per Aldobrandeschi né per Tiburtina dove, inoltre, sono emerse gravi carenze relative allo spazio esterno destinato alle attività ludiche dei bambini, che è inagibile da ben 3 mesi e più. Carenze che sono state più volte segnalate alla Direzione Immobiliare, sia dai dipendenti che dal Gestore del nido, carenza di cui l’azienda, durante l’ultimo incontro con le RSA si è dichiarata non a conoscenza.
Grande delusione per quelle famiglie che avevano dato fiducia alla loro azienda per il sostegno del diritto alla genitorialità tanto acclamata dalla banca ed utilizzata anche come “simbolo” dell’ultima campagna pubblicitaria aziendale.
I nidi di Tiburtina ed Aldobrandeschi sono un bene prezioso per la nostra comunità fatta di famiglie e di giovani e non vogliamo che siano depauperati da politiche mirate solo al contenimento dei costi. Non sono un regalo che l’azienda fa ai dipendenti ma una delle attuazioni pratiche di quella cultura d’impresa che punta alla valorizzazione del capitale umano e alla soddisfazione dei dipendenti e dei loro bisogni, con pratiche di assistenza in ambiti di conciliazione tra lavoro e famiglia, di sostegno al reddito, all’istruzione, alla tutela della salute, della previdenza e in altri ambiti che hanno rilevanza sociale. vorremmo continuare a dare questa lettura e non pensare che tutto si riduca a una sola questione d’immagine.