NAPOLI QUANDO IL TRASLOCO LO ORGANIZZANO I BANCARI

Il 20 maggio 2019, i colleghi dell’APAC di Napoli, a distanza di pochi mesi dal ritorno in BNL, si sono dovuti recare per la prima volta nei nuovi locali della sede di Torre Saverio nel Centro Direzionale di Napoli.

Abbiamo lasciato i colleghi venerdì scorso alle prese con il trasloco, tutti intenti a fare pacchi, ad inscatolare, insieme ai propri effetti personali, anche tastiere, mouse, ed altra strumentazione banca classificata come fragile.

Il pc portatile, invece, se lo sono dovuti portare a casa per poi riportarlo oggi presso la nuova sede. Le indicazioni Banca erano chiare, non si faceva alcuna distinzione tra chi avesse sottoscritto il contratto di Flexible Working da chi invece non aveva inteso sottoscriverlo e, tanto meno, tra chi era in FW venerdì 17 maggio (e correttamente era tenuto a portare con sé al lavoro oggi il pc portatile) e chi invece no, pur avendo aderito allo stesso.

Eliminata la facoltà del dipendente, prevista dalla Circolare 45/2017 fornita dalla Banca nell’incontro di lunedì 13 maggio scorso, di decidere liberamente se portarsi a casa il pc oppure no.

Ovviamente, non può esistere una Circolare sul moving/trasloco perché, come il parere legale da noi richiesto ha chiarito, non possono essere attribuiti ai lavoratori del credito mansioni da facchinaggio e trasloco. 

Il risultato è stato il seguente:

Le scatole “personali” dei colleghi, che in realtà “abusivamente” trasportavano cavetti, mouse, tastiere quando non anche monitor e pc portatili, benché tassativamente rese nominative e con l’indicazione del piano in chiaro, sono finite confuse tra i due piani in cui si dislocano i nuovi uffici ed i colleghi sono stati costretti a giocare alla “caccia alla mia scatola” prima di potersi dedicare all’altro gioco “sistema la mia postazione IT”.

Certo, se la Banca si fosse attenuta al perimetro del ns contratto, per forza di cosa avrebbe dovuto farsi carico del trasloco delle postazioni nella sua interezza ed il personale non avrebbe dovuto preoccuparsi anche di spostare scatole e di diventare tecnico IT per un giorno in grado di aiutare i meno bravi nei vari collegamenti della strumentazione.

Magari alle 8.15 sarebbero stati tutti operativi, poco sarebbe importato se le scatole contenenti esclusivamente gli effetti personali fossero arrivate nel pomeriggio o anche il giorno dopo.

I responsabili si son dovuti trasformare in referenti immobiliari (per l’occasione assenti!) che, ormai, sembrerebbero non essere più previsti nella Banca “fai da te”. E hanno dovuto mandare colleghi presso la sede di Via Toledo, causa mancanza di rete presso la nuova sede.

Finanche la comunicazione ufficiale della variazione dell’orario di lavoro con la pausa dalla 13.30 alle 14.15 e quindi con l’orario di uscita anticipato alle 16.30 è stata realizzata con il “passa parola”, proprio in linea con le caratteristiche distintive della “Banca per un Mondo che Cambia”.

Il sapone e la carta nei bagni (n.b. in numero strettamente necessario per il rispetto della norma in materia) è preferibile portarsela da casa perché non è assicurata.

A questo punto se il buongiorno si vede dal mattino, non possiamo che augurarci che nei prossimi mesi estivi non si incorra nel consueto problema della gestione dell’impianto di climatizzazione.

Dobbiamo auspicarci che non si riproponga il film già visto tante volte tra vetrate bollenti, effetto serra, e quindi con condizionatori a palla che nuocciono alla salute dei lavoratori, per giunta in un ambiente dove la richiesta di avere le chiavi per l’apertura delle finestre, garantendosi così il ricambio d’aria in situazioni d’emergenza, sembra l’ultima battaglia sindacale da combattere in una guerra che ha annoverato assai poche vittorie.

In ultimo, a proposito di film, sembra che ormai le telecamere siano puntate direttamente sui lavoratori per un controllo sempre più puntuale, in spregio alla normativa sulla Privacy, senza nemmeno preoccuparsi di mascherarlo con l’esigenza, per sicurezza, di monitorare le porte di accesso e di emergenza.     

Certamente il rispetto che noi desideravamo fosse dedicato ai nostri colleghi in quest’occasione era ben altro e, anche per questo, ribadiamo la nostra vicinanza in questa fase delicata della loro vita lavorativa.

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