NAPOLI: UN ESORDIO DISASTROSO

L’irresponsabilità e la strafottenza di tutte le funzioni banca coinvolte che hanno portato avanti l’operazione  di trasferimento dei colleghi dell’APAC di Napoli a Torre Saverio CDN, ha superato ogni  pessimistica previsione della vigilia.

  • Tralasciamo la mancata programmazione degli ascensori che non si fermavano al nono e decimo piano se non previa richiesta alla portineria.
  • Tralasciamo che i servizi igienici non erano stati corredati di carta igienica tovagliette e sapone
  • Tralasciamo che non tutte le postazioni erano provviste di linea Lan
  • Tralasciamo che alcuni cavi di collegamento dei monitor non c’erano
  • Tralasciamo che molti collegamenti sono stati fatti con fili volanti
  • Tralasciamo che nessuna informativa è stata data ai colleghi per l’utilizzo degli armadietti
  • Tralasciamo che l’area ristoro non è stata ancora attrezzata
  • Tralasciamo le modalità di trasloco, che nonostante la disponibilità mostrata dai colleghi che si sono sobbarcati l’onere di portarsi i computer, sono state disastrose, con scatoloni disguidati.
  • Tralasciamo la palese insufficienza della banda di trasmissione dati.

Non stiamo parlando delle “assurde richieste” avanzate dal sindacato, e che puntualmente sono state quasi tutte respinte, che miravano sostanzialmente al rispetto della dignità dei lavoratori come garantire la possibilità dei colleghi “reietti” ad accedere ai servizi bancari gratuiti come tra l’altro viene garantito alla gran parte dei lavoratori in BNL.

Quello che veramente ci preoccupa è che il datore di lavoro non abbia sostanzialmente adempiuto agli obblighi di legge che prevedono oltre alla valutazione dei rischi quella di informare, formare e addestrare ciascun lavoratore sui rischi e le corrispondenti misure di prevenzione, esponendo le lavoratrici e i lavoratori ad enormi potenziali rischi, a meno che nel gioco degli appalti non sia stato stipulato un contratto con il “FATO” affinché almeno per i primi giorni non accadesse nessun incidente…

  • Maniglioni porte sicurezza divelti
  • Mancanza di segnaletica per gli estintori
  • Mancanza di planimetrie d’emergenza di evacuazione
  • Mancata designazione delle squadre di sicurezza
  • ecc-. ecc.

Dopo il sopralluogo di martedì scorso il sito ci sembrava un po’ indietro con i lavori e conoscendo la solita sciatta e approssimativa gestione, lo abbiamo fatto anche presente, sia ai responsabili di cantiere, sia telefonicamente all’azienda e ci erano state date rassicurazioni sul puntuale rispetto della tabella di marcia, ma purtroppo, come temuto, così non è stato.

Quello che proprio non riusciamo a comprendere è la fretta con cui si è deciso di consegnare un sito che sostanzialmente non era pronto per essere operativo.

Non ci aspettavamo un esordio tanto disastroso, che inficia il senso di appartenenza all’azienda e mortifica le spinte motivazionali delle lavoratrici e dei lavoratori.

 Nostro malgrado registriamo l’ennesima situazione caotica e sembra oramai evidente che ogni limite di sopportabilità è stato ampiamente superato.

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