NAPOLI: INQUALIFICABILE!

Come altrimenti definire il comportamento di chi dovrebbe vigilare e garantire la sicurezza e la vivibilità sui luoghi di lavoro e invece senza nessuna capacità di discernimento è attento solo a tagliare i costi, lasciando principalmente “le province dell’impero” in situazioni a dir poco pietose?

Come definire il comportamento di chi pur conoscendo la problematica degli impianti di climatizzazione già da quest’inverno, non è intervenuto se non adottando discutibili soluzioni tampone, con decine di stufette che, oltre ad essere un pericolo costante in uffici frequentati dal pubblico, sono fuori norma. Costringendo nel periodo estivo i colleghi a lavorare, come in queste ultime settimane, a temperature che superano i 30/35 gradi?

Come definire l’atteggiamento di chi oramai da anni non fa una corretta e attenta manutenzione degli impianti, salvo poi intervenire tardivamente e in emergenza con un aggravio di costi e con la conseguente irreparabile usura e degrado degli impianti?

Come definire le scelte di un management che accalca il personale di più agenzie in pochi metri quadri costringendo la clientela a lunghe e interminabili file fuori dall’agenzia, rendendo il posto di lavoro invivibile? (vedi l’agenzia di Pomigliano e agenzia 10 di Napoli).

Come definire il comportamento di chi è attento a curare solo l’immagine esteriore di un’azienda che nella sostanza invece è oramai in piena decadenza?

Assistiamo spesso ad incontri, meeting da “mille e una notte” che non lesinano sulle location, farciti di pranzi e buffet riservati a turno solo all’illuso “popolo eletto” salvo poi riportarlo, allo spegnersi dei riflettori, in ambienti sempre più malsani e invivibili.

Perché ci devono costringere a richiedere l’intervento delle autorità preposte per vedere difeso il nostro diritto alla salute? Non lavoriamo forse per un unico obiettivo?

Perché continuano a tempestarci di survey sul “clima”… (e tralasciamo in questo caso le analisi sull’attuale organizzazione del lavoro nel nostro territorio degli ultimi anni) se poi dovremmo svolgere il nostro lavoro quotidiano in ambienti sempre meno accoglienti e malsani?

Crediamo che la misura sia colma che la gravità della situazione meriti una responsabile e improcrastinabile attenzione.

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