PUGLIA, ABRUZZO E MOLISE: AAA STABILITA’ CERCASI

Il 28 gennaio 2019 sarà ricordata come una data epocale, il giorno in cui la nostra azienda ha avviato una riorganizzazione a dir suo light che per la rete ha comportato uno stravolgimento tale che ancora oggi, a quasi cinque mesi dalla partenza, non si può parlare di ritorno alla normalità.

In nome di una digitalizzazione che riteniamo prematura per le modalità e per i supporti informatici che avrebbero dovuta farla decollare, è stato operato un massivo svuotamento di più di duecento agenzie con ripercussioni sia sui lavoratori che sulla clientela, la stessa su cui si focalizzano le attenzioni dell’azienda.

Ma oggi non vogliamo ritornare su quanto già denunciato in questi mesi dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali in quanto le scelte aziendali possono essere più o meno discutibili a seconda di quale lato del tavolo si occupi. Oggi invece vogliamo affrontare le scelte e i comportamenti adottati dai singoli manager a cui è affidato il difficile compito di traghettare interi comparti verso le innovative strategie bancarie.

Ed allora ci chiediamo il perché di talune scelte manageriali che vanno a danneggiare non solo i colleghi ma soprattutto un mercato d’eccellenza quale quello del Private che per il target di clientela e per gli utili che ne derivano rappresenta un “corpo d’elite” dell’azienda.

Ci riferiamo in particolare al terremoto avvenuto al centro Private Puglia Sud dove in meno di quattro mesi ad avvicendamenti maldestri, sono seguite le dimissioni di tre colleghi, tra cui un team leader, che hanno portato i clienti private e sinceramente anche noi, ad interrogarsi su fin dove questi cambiamenti siano frutto di scelte aziendali piuttosto che il risultato del fattore umano nel gestire equilibri così delicati.

Ci chiediamo se l’asse Roma – Parigi sia a conoscenza di quanto avviene nei singoli territori e se sposi tali condotte, perché se così fosse vuol dire che avremmo cose ben più importanti di cui preoccuparci invece che delle procedure informatiche.

Ci auguriamo che fenomeni del genere restino circoscritti e che vengano monitorati con attenzione nel rispetto della dignità delle persone e degli interessi dell’azienda.

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