LEGGI LA NUOVA LINGUACCIA! (136)

Il 3 gennaio 2018 pensavo potesse essere una di quelle date contenenti “irreversibili decisioni”, nella mia testa e nel mio cuore pensavo che quella su Papa Francesco (il comunista) sarebbe stata la mia ultima Linguaccia e……. correva appunto l’anno 2018.

Oggi che corre l’anno 2019 raccolgo la triste notizia che annuncia la morte di Andrea Camilleri a me sicuramente più vicino per le sue limpide e coraggiose esternazioni che per il commissario Montalbano di cui non sono mai stato lettore accanito. Oggi riprendo l’antico e accantonato strumento che evidentemente avevo solo accantonato ma non concluso.

Andrea Camilleri non si è mai nascosto ed ha continuato a vedere lontano, lontanissimo anche quando la vista ha deciso di non collaborare più con la sua mente sopraffina.

Vedere è indispensabile per elaborare un pensiero completo, l’immagine e la parola sono un tutt’uno ma per Camilleri è evidente che anche queste regole ferree potevano leggersi come si legge un “optional”.

Decide lui che dire, decide lui come descrivere, decide lui quando…. e che la vista si rassegni perché per Andrea Camilleri anche il buio diventa un colore.

Il 26 gennaio 2019 circola ed inoltro un suo video dove, “incurante dei sondaggi sulla popolarità e sulla convenienza”, dice a chi lo vuole ascoltare parole di inequivocabile chiarezza: “Ci tengo da cittadino italiano a dire questa frase: NON IN NOME MIO. Mi spiego meglio, lo sgombero avvenuto a Castelnuovo di Porto di una comunità di 540 migranti che erano riusciti perfettamente ad integrarsi nella società italiana, con i bambini che da 2 anni frequentavano le scuole italiane, con gente che lavorava e pagava le tasse in Italia, questo sgombero è persecutorio cioè a dire attenzione stiamo entrando assolutamente in un regime di violenza, di prepotenza non solo di difesa contro l’emigrazione, oscena, perché i porti devono essere aperti a tutti, mai chiusi, perché i porti spesso sono la riva sognata dalla gente, da migliaia di persone. Gli si chiude la porta in faccia e non solo ma si comincia a perseguitare anche coloro che ormai sono italiani integrati perfettamente, questa è un’ossessione, rendetevene conto: NON IN NOME MIO. Io mi rifiuto di essere un cittadino italiano complice di questa nazista volgarità.”

Faccio mio l’appello di Ivan Della Mea al funerale di Primo Moroni: “Carissimi …..smettetela di morire” e aggiungo di mio: “in questo mondo c’è ancora troppo bisogno di voi, e se non volete farlo per voi, fatelo almeno per noi”.

 

Roma, 16 luglio 2019

Joseph Fremder

Presidente Unità Sindacale BNL

 Segretario Nazionale Unità Sindacale Falcri Silcea Sinfub

 

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