MILANO: ASSETTO VARIABILE

L’ultimissima novità dell’11 luglio scorso è stata la chiusura dell’UP CREDITI CORPORATE E PRIVATE di Milano!

Si tratta del primo effetto della campagna di uscite per Quota 100, che nel mondo APAC ha determinato, secondo l’Azienda, un’emergenza di organico. Sempre in base al progetto aziendale, definito con la riorganizzazione, il gap occupazionale verrà meno con il completamento dei progetti in corso di robotica, digitalizzazione, dematerializzazione, WCB etc..

La chiusura dell’UP CREDITI CORPORATE E PRIVATE, considerato dalla stessa Banca un ufficio qualificato e fino a poco tempo fa ritenuto un’eccellenza dalla Direzione, composto da 18 persone, ha effetti a cascata col trasferimento delle attività all’Apac Crediti di Roma, che a sua volta passerà attività legate agli accolli e ipoteche all’Apac mutui di Napoli che, a sua volta, in caso di picchi di lavoro, esternalizzerà a Crif parte delle attività.

Tale UP, inoltre, aveva già avviato diverse progettualità finalizzate a un ulteriore miglioramento del servizio al cliente.

Stigmatizziamo il modo sbrigativo con cui l’Azienda ha “liquidato” la questione con una comunicazione data agli interessati solo due giorni prima della partenza di questo ennesimo cambiamento. Abbiamo chiesto all’Azienda che almeno i colloqui non si riducano a delle mere comunicazioni della nuova destinazione.

Riteniamo inoltre che incentivare i colleghi ad uscire con Quota 100 per poi esternalizzare le attività sia paradossale. Siamo fortemente contrari a tale soluzione, sebbene l’Azienda abbia dichiarato che la stessa sarà temporanea.

Pur apprezzando il fatto che, come in questo caso, la Banca ha dovuto riorganizzare i processi lavorativi per evitare di trasferire i colleghi dei Servizi di Rete (ora GPAC Italia) sui poli di lavorazione principali (Milano, Roma e Napoli), riteniamo che queste continue riorganizzazioni creino molti disagi, incomprensioni, demotivazione tra i lavoratori, rischi operativi per l’Azienda e disorientamento per i Mercati su chi fa cosa e soprattutto ….dove!

Siamo sempre più convinti, inoltre, che ad ogni trasferimento di attività molto vada perso in termini di conoscenza profonda della materia.

Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad un’infinità di cambiamenti: renaming di Apac e Up (con l’utilizzo di denominazioni ad effetto come ad es Structured Middle Office), riduzioni da 3 GPAC a 2, ritorno a 3 GPAC, fusioni di Apac, trasformazioni di Apac in Domini, spostamenti di attività da una parte all’altra del territorio, outsourcing, insourcing e ancora outsourcing, cronometraggi delle attività, Polivalenza che viene normata e poi immediatamente utilizzata in modo distorto attraverso la cosiddetta “fungibilità mordi e fuggi”, Robotica, smaterializzazione dei processi (sempre solo teorica), WCB e WPO che invadono ogni sfera di lavoro con la loro parvenza di miglioramento continuo.

Solo negli ultimi due mesi i cambiamenti hanno interessato l’Apac Trade con passaggio di un Up all’Apac Flussi Internazionali; la divisione di un Up dell’Apac Flussi Internazionali in due differenti Up; il trasferimento dell’Uac flussi domestici da Roma a Milano con l’allontanamento dell’Assistenza dalla piazza di lavorazione.

Con quale entusiasmo un lavoratore potrà affrontare tutti questi cambiamenti col timore che nel giro di qualche mese tutto possa cambiare di nuovo?

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