Savona: e la chiamano Estate….

Così cantava Bruno Martino negli anni 60, possiamo dire ritornello attualissimo se al temine “te” sostituiamo “Bancario”.

Tutte le colleghe ed i colleghi rimasti in agenzia hanno dovuto affrontare climi caldissimi, e non solo per le temperature climatiche. Tra piani ferie non perfettamente coordinati (dopo peraltro lunga e attenta riflessione), quota 100 e Opzione Donna, il personale rimasto in agenzia ha dovuto affrontare situazioni difficili per poter assicurare uno standard accettabile di servizio alla clientela.

Rispettiamo la scelta della Banca di non procedere all’assunzione di “interinali” in numero corrispondente rispetto alle necessità, ma troviamo doveroso sottolineare il fatto che il personale rimasto si è trovato in difficoltà per gestire il carico di lavoro richiesto dall’azienda.

Quanto sopra nella convinzione che nel mese di agosto tutto si debba fermare e che i clienti si assentino e non abbiano necessità; in realtà soprattutto nella nostra regione, il calo della clientela ordinaria è sostenuto dal flusso turistico di clientela occasionale o comunque di altre agenzie. Inoltre, si deve considerare che i clienti assegnati al nuovo segmento DIRECT, si recano disorientati in agenzia senza appuntamento e la loro doverosa e puntuale gestione ricade sul personale delle agenzie.

Siamo consapevoli che la strategia aziendale, errata a nostro parere, non vede risorse da investire sui servizi di sportello, tuttavia i mancati avvicendamenti e la penuria di colleghe e colleghi in grado di assicurare il servizio, ha determinato la formazione di lunghe code che sicuramente avranno un riflesso negativo sulla customer satisfaction.

Quanto accaduto non deve gravare sulle colleghe e sui colleghi che hanno operato in condizioni difficili e stressanti, sopportando lamentele che avrebbero potuto essere evitate; ci chiediamo ancora una volta: dov’è la centralità del cliente? In tutto ciò, nonostante la carenza di personale, sono continuate le pressanti richieste di dati di produzione in un turbine continuo e disorientante di priorità imposte da mettere a dura prova la tenuta dei nervi delle lavoratrici e dei lavoratori.

Siamo consapevoli che la responsabilità non può essere attribuita interamente al Management locale. I loro margini di discrezionalità sono oramai talmente ridotti, da portarci alla convinzione che l’attuale de-strutturazione crei anche loro disagio.

L’estate sta finendo… ma che autunno sarà?

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