CATANIA: LA BARCA NON VA Più

La situazione complessiva dei punti vendita della Rete di Catania, dopo l’ennesima riorganizzazione, risulta disastrosa sia per la qualità dei servizi resi alla clientela sia per le condizioni lavorative dei colleghi.

La conseguenza è la chiusura di un numero significativo di rapporti di conto con il trasferimento di importanti portafogli al Direct, la diminuzione dei volumi disponibili con l’evidente preoccupazione per i lavoratori.

Senza dimenticare lo stress per i colleghi, pressati ed utilizzati come semplici numeri, costretti a coprire le falle che si aprono da un’agenzia all’altra.

A ciò si aggiunge che l’effetto della digitalizzazione alimenta il flusso spontaneo verso le agenzie dove i colleghi, oltre a gestire la rubrica degli appuntamenti, devono coordinare questo fenomeno appesantendo la loro giornata lavorativa già programmata.

In definitiva, le Filiali scoppiano e non riescono a fronteggiare le conseguenze delle scelte aziendali, sia a livello centrale che periferico.

Gli organici della rete non rispondono ad un’equa distribuzione e notiamo che diversi punti vendita, per legittimi motivi, sono in serie difficoltà di gestione ove spesso si ritrovano ad aprire con un solo dipendente e senza la presenza del Device, deputato a garantire la sicurezza fisica dei colleghi.

All’improvviso ci si accorge che la Filiale n.4 , essendo inquadrata nel  modello ASIA, dovrebbe assicurare l’apertura del punto vendita anche durante l’intervallo, ma senza risorse.

Come sempre la gestione della questione viene risolta in modo quantomeno discutibile mettendo a dura prova la resilienza dei colleghi.

La Filiale n. 2, a sua volta, si ritrova con un organico palesemente sottodimensionato a fronteggiare le attività correnti che i colleghi, con profondo senso di responsabilità, cercano di espletare in maniera esemplare, naturalmente questo sacrificio è richiesto senza riconoscimenti e senza tutela per un adeguato servizio alla clientela.

La Succursale n. 1, e questo diventa un paradosso, è “meta di pellegrinaggio” di colleghi per consentire l’apertura al pubblico.

Chiediamo con forza e determinazione nuove assunzioni per riequilibrare l’assetto organizzativo delle risorse nelle dipendenze, senza tralasciare il fatto che le assunzioni programmate per la quota 100 non sono sufficienti a garantire il presidio delle stesse.

Invitiamo i colleghi a segnalarci ogni situazione di criticità che porteremo a conoscenza della Banca.

Dal canto nostro, continuiamo a essere vigili su ogni evidente anomalia che possa essere di pregiudizio per la salute dei colleghi.

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