LA SASSATA WEB: #JusticiaparaElMimo – N.12

#JusticiaparaElMimo

di Milena Di Fina


“Daniela è stata violentata, torturata e impiccata perché simbolo delle proteste in Cile”, così denuncia il coordinatore di Ni una menos (movimento femminista diffuso proprio in America Latina che promuove campagne contro le violenze di genere) e anche il web, a partire dai social, si mobilita per chiedere verità, chiarezza e #justiciaparaElMimo. Una vera e propria minaccia, come dire: attente, se vi ribellate al potere forte, potreste pentirvene. Un femminicidio di Stato a tutti gli effetti. Non bastavano i femminicidi tra le mura domestiche, quest’anno per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, abbiamo voluto esagerare.

Se questo non vi sconvolge, aggiungiamo che Daniela Carrasco è stata uccisa il 20 ottobre, non proprio ieri, eppure la notizia non è circolata in Cile, mentre in questi giorni è esplosa sui media italiani a seguito di un video girato da alcune donne sul luogo in cui è stato ritrovato il corpo. Pare si sia “suicidata” con torture varie, e alcuni ritengono sia il più grave di tutti i casi di violenze che da un mese scuotono il Cile. Notizie ufficiali parlano di abusi sui manifestanti da parte delle forze dell’ordine, con violazioni dei diritti umani.

Quello che sta accadendo in Cile in questo periodo, non è soltanto un campanello d’allarme, ma un monito che ci deve tenere in allerta sul clima di violenza e odio che dilaga in diversi Stati negli ultimi tempi. Il pensiero è oramai annichilito, paurosamente calpestato e manovrato dal governo di turno, dalla polizia di turno, dal politico di turno.

La condizione della donna subisce ancora una volta, sempre, un attacco tra l’indifferenza e la connivenza di tutti quelli che per paura o insensibilità restano inermi.

Amare considerazioni di un 25 novembre come tanti, in cui ci si rende conto che fin quando ci sarà anche solo una donna trattata male, uccisa, denigrata o violentata, saranno necessari importanti cambiamenti socio-culturali. Ognuna di noi si deve attivare per essere promotrice di questo cambiamento negli ambienti che frequentiamo, nella vita di tutti i giorni, con i nostri compagni, ma soprattutto con i nostri figli, perché non diventino gli uomini violenti e ottusi di domani.