LA SASSATA WEB: Il CRSC E CHI LA SPARA PIù GROSSA – N.13

IL CRSC E CHI LA SPARA PIù GROSSA

di Savino Balzano


Quando davvero pensi di averle viste e sentite tutte, arriva qualcuno a sorprenderti.

Andiamo con ordine.

Immaginate di essere un’azienda che produce scarpe: desiderate proporre ai vostri clienti un prodotto sempre migliore, sempre più in linea con le loro aspettative, con i loro desideri, con le loro esigenze.

Pertanto, decidete di operare una vera e propria indagine di mercato: somministrate ai vostri clienti un questionario di gradimento, col quale domandate loro di esprimersi circa la soddisfazione nutrita in merito al prodotto da voi confezionato e, soprattutto, pregate l’interlocutore di offrire suggerimenti al fine di apportare correttivi e miglioramenti.

Ebbene, si da il caso, davvero cum grano salis, che il tizio che vi fornisce le risposte vi stia facendo un favore: tanto è vero che all’inizio del questionario di solito si introduce un qualche incentivo (“prenditi due minuti per rispondere alle domande e ti regaliamo un ventaglio da cerimonia matrimoniale avanzato dalle nozze di nostra zia lo scorso agosto“; “tra quelli che rispondono al questionario ne verranno sorteggiati 100 e questi riceveranno una batteria di pentole acciaio inox per piatti freddi, di quelle che il baffo col fiatone non è riuscito a vendere negli anni ’90“). Una cosa così.

Non solo, di solito al termine di quei questionari viene espressa gratitudine, appunto per la cortesia ricevuta.

Ebbene, adesso immaginate che quello stesso produttore di scarpe, a fronte di alcune risposte negative ricevute da un cliente insoddisfatto, piuttosto che contattarlo per meglio comprenderne le ragioni e, magari, per offrirgli un “omaggio riparatore”, decidesse di rispondere con una lettera dal tenore pressappoco tipo: “Gentile Cliente, teniamo precisare che le scarpe noi le facciamo in questo modo e pertanto, se non le piacciono o le inducono mal di piedi, vada a comprarle da qualche altra parte dal momento che il sintomo è certamente riconducibile al suo alluce valgo, ai suoi piedi piatti o alle sue caviglie storte. Con vivissima cordialità la salutiamo e le auguriamo un felice Natale in infradito. Calzature Prodotte da Tipi Svegli S.R.L.“.

Ora, ça va sans dire, direte voi, sta roba non potrebbe mai accadere: e invece Sim Sala Bim! Pare sia accaduta al CRSC. Dopo aver rotto l’anima ai colleghi perché compilassero il questionario GPS (ricordiamo che c’è molta insistenza perché venga compilato con mille rassicurazioni in merito al sui anonimato, ecc…), pare che un Responsabile, a fronte di un esito negativo del questionario e comunque della frustrazione espressa dai lavoratori in fase di discussione del risultato, abbia suggerito loro di valutare di cambiare lavoro. La GPS altro non è che un’indagine di mercato sul clima aziendale: né più, né meno e contestarne il risultato con gli interessati significa comportarsi come la Calzature Prodotte da Tipi Svegli S.R.L.

Non solo: pare che, fronte delle critiche rivolte in sede di discussione al My Mobility, la risposta sia stata che quel tool sarebbe frutto di un confronto con le Organizzazioni Sindacali. Meglio precisarlo, ammesso che ci sia qualcuno che se l’è bevuta: è sufficiente leggere le decine di comunicati sindacali prodotti per comprendere quale sia l’opinione che il Sindacato nutre su My Mobility. Che ognuno si pianga i propri fiaschi.

Che poi uno dice: solo nelle ultime due settimane il CRSC si è beccato ben due comunicati unitari durissimi (uno nazionale e uno locale). Possibile che si possa essere così svegli da decidere di provare a spegnere il fuoco spargendo benzina e nitroglicerina? Possibile che non si comprenda come un Responsabile non possa agire con tanta leggerezza e, aiutami a dire, irresponsabilità? Possibile che un Responsabile di Struttura commerciale, piuttosto che provare a rassicurare e proporre possibili soluzioni al problema del clima aziendale, altra soluzione non individui oltre quella di contestare il risultato di un’analisi di mercato? Come dobbiamo interpretare questi attacchi alla dignità dei colleghi in piena fase di agitazione?

Se è una sfida, siamo pronti a raccoglierla: alla fine, ognuno si assumerà le proprie responsabilità.