La Formazione? Un premio…

Nonostante l’emergenza in corso e la concitazione di questi giorni dovuta al Coronavirus, le Organizzazioni Sindacali di BNL ritengono opportuno continuare ad affrontare i grandi temi che toccano da vicino la quotidianità dei lavoratori: la Formazione è certamente uno di questi.

Unisin Gruppo BNL


Siamo sicuri che in ABI la definiranno “Best Practice”…

La forza di un’azienda si misura anche dalle persone che ne fanno parte, dalla motivazione con cui vivono il proprio ruolo e non solo dal livello di efficienza che sono in grado di esprimere. Investiamo sulla crescita professionale perché le persone sono il principale asset della Banca, come afferma il nostro Direttore Risorse Umane in una recente intervista ampiamente pubblicizzata su Echo’net.

Attraverso la formazione e l’aggiornamento poniamo le condizioni per coinvolgere tutti a contribuire in termini di conoscenza ed entusiasmo, influenzando così il costante miglioramento del modello lavorativo.

La formazione professionale costituisce uno strumento fondamentale per la crescita del personale e per l’innalzamento del livello qualitativo aziendale. Proprio perché la forza di un’azienda si misura soprattutto dalle persone che ne fanno parte, dalla motivazione e dall’engagement con cui vivono il proprio ruolo, l’investimento continuo sulla crescita professionale ha l’obiettivo di dare ad ognuno la possibilità di contribuire in modo consapevole e costruttivo all’affermazione del marchio aziendale sul mercato.

Ed allora ci spieghino come mai la formazione specialistica viene (da qualche tempo a questa parte) espressamente considerata parte integrante di un fantomatico premio: se sei stato bravo ti faccio partecipare ad un corso di formazione; e chi invece così bravo non è stato al corso non ci va’. Ma allora perché si parla tanto di crescita del personale attraverso la formazione?

Spesso inoltre la formazione viene utilizzata dalla banca solo per adempiere a obblighi normativi e scaricare sui colleghi le conseguenti responsabilità, pertanto sarebbe giusto pretendere di fruire dei corsi in modo consono e senza l’incombenza della gestione del cliente (sia esso esterno o interno), evitando così eventuali errori di distrazione che vanno ad alimentare provvedimenti disciplinari da ascrivere a tale situazione.

Siamo arrivati anche ai cosiddetti “game formativi”, come il recentissimo “il tempo: speciale polizze di protezione” che ti permette, ma solo se ti posizioni tra i primi venti, di essere tra gli eletti alla sessione formativa Cardif che si svolgerà a Roma a maggio.

Ma devi essere anche veloce a rispondere, altrimenti sei GAME OVER!!!

Il tutto, ovviamente, con la solita logica del target: ogni agenzia deve raggiungere l’obiettivo fissato, e quindi giù con nuove pressioni per far sì che tutti i colleghi partecipino al gioco: ma perché questa attenzione non viene rivolta anche alla fruizione della formazione negli appositi corner dedicati – ancora ad oggi, spesso deserti – dove si può seguire il corso con attenzione e tranquillità?

Nel CCNL art. 73 è sancito che “…le imprese si impegnano a valorizzare e sviluppare le capacità professionali secondo il principio delle pari opportunità ed in coerenza con le scelte strategiche,le esigenze organizzative e produttive delle imprese stesse, tenendo anche conto dell’evoluzione delle tecnologie, soprattutto informatiche, e dei bisogni formativi del personale”.

E continua: “In relazione a progetti aziendali per la gestione strategica delle risorse umane l’impresa può prevedere, [.], percorsi professionali per la formazione di determinate figure ritenute strategiche che prevedano sequenze programmate di posizioni di lavoro e di iniziative formative”.

Come si fa a scegliere chi va a fare formazione e chi no? Semplice: chi prima arriva meglio alloggia!

Come si concilia il premio, che non è per tutti, con la formazione, anche specialistica, che invece deve essere per tutti? Un dubbio che abbiamo rappresentato anche in Commissione Formazione, dove le rappresentanze sindacali siedono assieme all’azienda per discutere di questo tema: non sarebbe stato più logico fare l’esatto contrario, ossia erogare una formazione più approfondita alle persone che dimostrano di saperne meno?

La formazione non è un gioco a premi.

Attraverso la formazione poniamo le condizioni affinché tutti possano contribuire al costante miglioramento del modello lavorativo. Questa nuova iniziativa sembra invece dello spirito contrario: un contest a premi che nulla ha a che vedere con lo spirito della formazione come strumento di crescita collettiva.

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