Aldobrandeschi al tempo del Covid-19: Da Munari vogliamo fatti, non lacrime!

In un momento così delicato per l’intero Paese, purtroppo dobbiamo denunciare un’inadeguata gestione da parte dell’Azienda della crisi legata all’emergenza sanitaria.

Il complesso di Aldobrandeschi dovrebbe essere considerato più di una “grande sede”: come sito raccoglie infatti migliaia di lavoratori sia Bnl che di altre società, senza contare i consulenti che vanno e vengono.

Ciò rende la situazione altamente pericolosa ed espone a rischi la salute di tutti i colleghi. Per la complessità degli spazi e la vastità degli stessi, è necessaria, doverosa ed imprescindibile una sanificazione costante e non solo le solite pulizie che già in tempi normali lasciano a desiderare.

La commozione dell’AD Munari nel video condiviso su Echonet non può e non deve essere la massima espressione della vicinanza dell’azienda a tutti i colleghi ma vogliamo azioni concrete: lo smart working non è stato ancora attivato in tutte le Unità Produttive, come ad esempio, nel Polo CRSC e Direct di Roma che insistono su Aldobrandeschi.

Con l’attivazione dello Smart Working anche per CRSC e Polo Direct, una parte dei colleghi potrebbe lavorare da casa, alternandosi con l’ufficio in modo da raggiungere una maggior sicurezza per tutti.

Un pilota in tal senso è stato già effettuato.

Vista la sensibilità dimostrata in video, vogliamo chiedere all’AD perché non sono stati riconosciuti permessi retribuiti a mamme e papà che vengono regolarmente al lavoro, nonostante le difficoltà dei figli a casa.

Allo stato attuale, i colleghi continuano a lavorare nel sito come se nulla fosse. Si tratta di numerose persone che ogni giorno si ritrovano a contatto per svolgere la propria attività senza alcun buon senso. L’azienda non sta facendo niente per permettere a questi colleghi di lavorare con maggior serenità, magari introducendo una rotazione dell’organico più efficace e sicura.

Non è pensabile, nonostante la distanza di 1 metro, che si possa convivere per otto ore senza rischio di contagio, finora ci siamo salvati solo perché non ci sono positivi fra i colleghi, certamente non per le precauzioni prese.

Al bar, a mensa, nelle riunioni c’è comunque promiscuità.

Dobbiamo ricordare che stiamo parlando di centinaia di colleghi che per arrivare prendono mezzi pubblici, si spostano nella città, alcuni sono pendolari da altri comuni. L’Azienda sta esponendo a rischi inutili tutto il sito di Aldobrandeschi e ogni singolo collega. Esigiamo delle risposte, ma soprattutto delle azioni, più che tempestive, ormai devono essere immediate. I colleghi non possono più aspettare. Tali azioni, inoltre, non potranno non tener conto delle tante strutture che ad oggi non prevedono smart working: anche per queste sono necessarie misure drastiche che contengano i rischi e tutelino i colleghi.

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