ROMA: una pessima gestione

Le rsa dell’Area Territoriale Lazio esprimono il più profondo disappunto per la gestione che finora l’azienda ha tenuto nei confronti della rete, abbandonata a sé stessa in un momento delicato che richiede attenzione e professionalità per tutelare la salute dei lavoratori e della clientela.

“Le regole di gestione dei flussi in agenzia sono confermate sotto la responsabilità dei direttori di Filiale o dei Responsabili di Struttura al fine di garantire il metro di distanza.” Questo è quanto si è limitata a comunicare la direzione aziendale: siamo allibiti! L’azienda dovrebbe fornire delle indicazioni chiare e precise ai colleghi, non può limitarsi ad una comunicazione tanto vaga: sulla base di quali istruzioni un DAG dovrebbe gestire il flusso della clientela? Qualisono i numeri massimi di affluenza, quali le comunicazioni da dare alle persone che entrano in agenzia, quali le disposizioni ai colleghi? Domande urgenti, ancora ad oggi senza risposta: una pessima gestione.

Nelle agenzie, inoltre, non sono state effettuate pulizie più profonde ed una sanificazione degli ambienti, ma le consuete pulizie fatte finora, con una spruzzatina di disinfettante. Perché non sono stati previsti interventi straordinari?

“In ogni struttura è presente uno spazio con la possibilità di lavarsi le mani come prescritto”: questo quanto riportato nella comunicazione aziendale. Quali spazi si intendono? I bagni dove lavarsi le mani? Ma perché non sono stati anche installati i dispenser con i sanificatori per le mani? Perché non sono state distribuite (come in passato) mascherine e guanti di protezione che, per quanto non espressamente previste nelle indicazioni fornite dal ministero della sanità, avrebbero contribuito a rasserenare i colleghi che ogni giorno lavorano a stretto contatto con la clientela? Sono anch’esse domande che ancora oggi non hanno risposta: una pessima gestione.

Inoltre, vi sono dei lavoratori che fanno capo alla Regione (Centri Imprese, Filiera Crediti e Staff) per i quali sarebbe possibile attivare il flexible working, limitando i rischi per i colleghi e le loro famiglie: perché ancora non ci si è attivati in tal senso?

Altri Istituti hanno ridotto l’orario di accesso del pubblico, altri hanno concesso congedi parentali retribuiti – ad oggi, in Bnl ed in particolar modo nella rete, nulla di tutto questo è avvenuto.

E ancora: in giorni tanto difficili per tutto il paese, considerando le situazioni estreme che sta vivendo il mercato finanziario, è inaccettabile che vengano utilizzati gli stessi metodi di pressioni commerciali più volte denunciati, aggiungendo preoccupazioni ad altre preoccupazioni? Come si può perseverare in una simile modalità comunicativa e gestionale, inappropriata in tempi “normali” e quindi impensabile in un momento delicato come questo? Ancora domande senza risposta: una pessima gestione.

Quotidianamente facciamo pressioni sull’azienda per avere delle risposte concrete e soddisfacenti ai nostri interrogativi. Ogni giorno chiediamo un intervento più incisivo sulla rete e sui colleghi perché crediamo, oggi più che mai, che tutte le risorse debbano sentirsi tutelate e potersi recare sul posto di lavoro serenamente. Finora le risposte ricevute vanno in tutt’altra direzione: nell’ultima comunicazione diramata dall’AD Munari, la rete è stata ancora una volta colpevolmente dimenticata. Noi, invece, non ce ne dimentichiamo: continueremo finché non avremo ottenuto ciò che chiediamo.

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