EMERGENZA COVID-19 INFINITE GRAZIE ANCHE AI BANCARI…

Le Lavoratrici ed i Lavoratori del credito sono certamente stanchi di essere additati come quelli che percepiscono stipendi faraonici e distribuiti su “almeno” 16 mensilità e, francamente, non è più sopportabile continuare a subire una propaganda contro il loro tanto decantato posto fisso.

Le Lavoratrici ed i Lavoratori sono bancari e non sono i banchieri: forse qualcuno fa un po’ di confusione. Le Lavoratrici ed i Lavoratori del credito, attraverso le proprie Organizzazioni Sindacali, hanno tentato in tutti i modi di spiegare all’opinione pubblica che gli stipendi faraonici sono quelli dei manager e che le mensilità sono in realtà 12 più la tredicesima ed un eventuale premio (ma solo nella ipotesi in cui venissero raggiunti degli obiettivi, peraltro sempre più elevati) che negli anni si è sempre più assottigliato, nonostante gli ottimi risultati dei bilanci delle banche. Hanno anche provato a far comprendere che come per tutti i lavoratori di tutte le categorie il loro luogo di lavoro, così come la loro postazione di lavoro, son da sempre stati subordinati alle esigenze dell’azienda e che quindi era ed è normale che un lavoratore venga trasferito da un ufficio ad un’agenzia e da un’agenzia ad un ufficio – talvolta a svariati chilometri di distanza dalla propria abitazione – a seconda delle necessità, ovviamente non le sue, ma quelle della stessa banca. Ed infine hanno provato a spiegare che il confondere il bancario con il banchiere trova da sempre la sua più importante applicazione quando giornali, trasmissioni televisive e persino telegiornali devono mostrare il costo del lavoro che grava sul Settore alla Trilussa maniera “pollo più o pollo meno”.

Non pensavamo però di dovere intervenire ancora con una certa frequenza e per di più in mezzo ad una pandemia mondiale da coronavirus per dover ricordare alle istituzioni, ai mass media ed all’opinione pubblica che le Lavoratrici ed i Lavoratori del credito, essendo collocati tra i servizi essenziali, non hanno mai smesso di recarsi al lavoro garantendo alla clientela, nonostante l’emergenza, il servizio necessario. Un impegno fisico e professionale dei Colleghi non indifferente messo a dura prova da un caos organizzativo generalizzato che, vista la situazione, non ha precedenti nella storia del nostro Paese.

L’Impegno delle Lavoratrici e dei Lavoratori, che spesso hanno operato in moltissimi casi – soprattutto nella fase iniziale – senza i presidi sanitari adeguati, ha garantito e garantisce il necessario sostegno al Paese che si trova in grandissima difficoltà, anche attraverso l’applicazione dei recenti provvedimenti governativi, come il pagamento dell’anticipo della cassa integrazione, l’erogazione dei finanziamenti agevolati e la sospensione dei mutui concessi a privati e al mondo produttivo. Un impegno del tutto simile a quello svolto da altre categorie che in questo periodo, con immane sacrificio, garantiscono sostegno e supporto al Paese intero come, ad esempio gli eroici medici e infermieri degli ospedali, le Lavoratrici ed i Lavoratori dei supermercati e della filiera alimentare o come sta facendo tutto il personale nelle farmacie.

Unisin vuole ricordare i Colleghi morti sul lavoro per coronavirus e vuole anche ricordare i numerosi Colleghi che hanno vissuto la malattia dentro l’inferno degli ospedali come tra le quattro mura della propria casa in quarantena. Unisin vuole ringraziare tutte le Lavoratrici e tutti i Lavoratori che hanno e stanno lavorando per il Paese e per alleviare il più possibile la sofferenza di ogni cittadino. Sarebbe giusto, oltre che utile, leggere – o sentire – che anche chi lavora in banca in queste condizioni, paga alla società un prezzo non indifferente e farebbe piacere che se ne accorgessero le istituzioni, i mass media, le televisioni attraverso la manifestazione di un semplice grazie anche alla nostra categoria. Farebbe piacere dopo anni di mistificazioni e di fake news, nei confronti dei bancari e dei loro presunti privilegi, cogliere un doveroso cenno di rispetto verso la loro condizione di semplici lavoratori seri e professionali sempre a disposizione della collettività anche in un momento come quello attuale.

In ogni caso, il Settore, attraverso la presenza puntuale, professionale e coraggiosa dei lavoratori sta fornendo l’assistenza indispensabile sotto il profilo economico seguendo le direttive che il Governo sta, di volta in volta, emanando e questo, si spera, potrà almeno alleviare in parte le difficoltà di chi è rimasto più indietro in questa drammatica situazione.

Roma, 24 aprile 2020

LA SEGRETERIA NAZIONALE

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