L’INCURABILE VIRUS DELLE PRESSIONI COMMERCIALI

Sarà inevitabile: quando questa pandemia avrà fine e i lavoratori avranno finalmente la possibilità di tornare a vivere in sicurezza, ci ricorderemo, tutti si ricorderanno, quali condotte le aziende hanno assunto in una fase tanto delicata.

Momenti come questi contribuiscono a costruire la storia e non farà eccezione BNL: quali battaglie e con quali risultati le Organizzazioni Sindacali hanno combattuto nell’interesse soprattutto dei più esposti e dei più fragili? Come hanno reagito i lavoratori e come hanno agito in giorni tanto duri e deprimenti? Che atteggiamento ha assunto l’Azienda e quali priorità ha dimostrato di coltivare?

Non ci saranno sconti: sarà la Storia a giudicare e a narrare ai posteri quanto è stato.

Una cosa è certa: il mondo delle Banche è stato decisamente esposto e per diversi motivi.

Prima di tutto la riconduzione del nostro lavoro alle attività essenziali, ma da ultimo anche il ruolo che il Decreto Liquidità ci assegna, ci hanno messo a dura prova. I bancari (che qualcuno sui giornali continua a confondere coi banchieri) hanno dato grande prova della loro professionalità e della loro umanità e questa è Storia.

I vertici aziendali sono responsabili delle politiche commerciali adottate a tutti i livelli, delle buone pratiche così come delle intollerabili pressioni commerciali, e ne risponderanno, politicamente e formalmente.

Le Organizzazioni Sindacali di settore, e in BNL forse anche più duramente, si sono strenuamente battute contro le indebite Pressioni Commerciali che di per sé costituiscono un’azione sempre e comunque indegna. Pensare che comportamenti che non sono tollerabili in tempi “normali” possano essere consentiti in una fase come questa sarebbe un errore fatale per l’azienda: i colleghi nelle agenzie subiscono pressioni continue e costanti, nonostante la dolorosa parentesi che clienti e lavoratori vivono in queste ore, e si arriva persino a minacciare la mancata concessione dei due giorni di smart working in caso di mancato raggiungimento di alcuni obiettivi di breve periodo ( a tal proposito esigiamo che, come previsto, le disposizioni “a caduta” siano volte a gestire i 2 giorni di SW in ottica di turnazione, escludendo che ai coordinatori vengano assegnate discrezionalità improprie).

Alcuni Lavoratori ci riferiscono di pressioni circa tentativi decisamente immorali di condizionamento del lavoro in Agenza: l’input sarebbe quello di spingere su alcuni prodotti più remunerativi a prescindere dalle specifiche esigenze della clientela.

Inaccettabili pressioni commerciali sarebbero esercitate anche sui Lavoratori del CRSC in lavoro agile: interventi invasivi, malamente intrecciati a forme illegali di controllo a distanza, persino mediante WhatsApp, per sollecitare lavorazioni e chiedere conto dello stato sulla barra telefonica.

È questa la memoria che Banca Nazionale del Lavoro vuole imprimere nella mente dei suoi lavoratori, del settore e dell’intero Paese?

È notizia di questi giorni e con ogni probabilità resterà memorabile il piano che Ferrari ha messo in campo per tutelare la salute e la sicurezza dei propri lavoratori: è quello il modo in cui si mette al centro dell’Azienda la persona, l’individuo, quale fondamento irrinunciabile della comunità industriale e del successo imprenditoriale.

E abbiamo, noi come Sindacati, l’ambizione a fare altrettanto bene e non, come parrebbe per alcuni manager, a distinguerci in negativo!

I Sindacati di BNL si batteranno perché, anche in una situazione tanto drammatica, si scriva una pagina di storia aziendale di cui essere orgogliosi: continueremo a denunciare e resistere ad ogni singolo episodio di prevaricazione, come abbiamo sempre fatto, e per quanto lontano e periferico possa apparire a qualcuno, per noi sarà comunque il cuore della battaglia.

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