NAPOLI: FASE 2 “Lavoro in Sicurezza: per Costruire il Futuro“

Non sappiamo se questa pandemia si sia sviluppata per maldestre sperimentazioni su un virus in un laboratorio cinese, o se se sia stato causato da un attacco biologico da parte di qualche folle, o sia passato dall’animale all’uomo per censurabili abitudini alimentari di popoli orientali.

Tante, troppe sono le ipotesi verosimili, fantascientifiche e complottiste ma le lasciamo agli scrittori, ai politici, agli editorialisti e intrattenitori televisivi.

Però possiamo affermare, senza timore di essere smentiti, che comunque la gran parte delle sciagure dell’umanità, se non sono direttamente causate dall’uomo, spesso sono frutto quantomeno della complice ignavia o avidità di questi.

Abbiamo creato un mondo attento più all’apparenza che alla sostanza. Ed è per questo che, essendo la nostra azienda non estranea a queste logiche, ha di fatto reso questa pubblicità “ingannevole”, soprattutto negli ultimi anni, l’asse portante della propria politica di sviluppo, siamo seriamente preoccupati.

Tutto in teoria è governato da una policy, da una circolare, da una certificazione aziendale ad hoc che viene scientemente disattesa e non per volontà dei lavoratori ma per manifesta impraticabilità.

Prova ne è l’ultimo problema di gestione e programmazione di permessi e ferie, sia pregresse, sia da utilizzare.

Quello che più ci rammarica in questo drammatico momento è che neanche il covid19 ha insegnato nulla.

Continuiamo a prestare attenzione alle “certificazioni” più che alla sostanza, come se il virus si potesse sconfiggere con la carta bollata. E pur sapendo che la tempestività delle azioni in questi momenti fa la differenza, si tergiversa, si investe tempo e denaro a cercare scappatoie burocratiche più che a preservarci dai rischi prevenendoli.

Stupidamente pensiamo di difenderci non dal virus ma dalle autorità di vigilanza.

Se è questa la premessa che ci accompagnerà alla fase 2 siamo seriamente preoccupati.
Allora vorremmo delle rassicurazioni o meglio pretendiamo di conoscere cosa realmente verrà fatto per affrontare il futuro prossimo e vorremmo condividerlo.

Non ci basteranno le “le certificazioni” o gli annunci, non è il tempo dello scarica barile. Vigileremo e denunceremo le tante criticità che già si evidenziano su quella che dovrà essere la fase 2.

Ci avete parlato di Intensificazione delle attività di pulizia nei luoghi di lavoro.

Al momento questo a noi non risulta.

Ci avete assicurato di incrementare le frequenze della sanificazione di filtri e bocchette di immissione e ripresa degli impianti di aerazione.

Al momento non ne abbiamo evidenza.

Ci avete informato che avreste fornito di plexiglass le postazioni della consulenza ad oggi la consegna per il nostro territorio va a rilento

Il liquido disinfettante non si è visto né nelle grandi realtà né tantomeno nelleagenzie

Ci avete annunciato la consegna diffusa di mascherine.

Ma ancora notiamo, al netto dei problemi iniziali di approvvigionamento, un irresponsabile ritardo.

Capita che negli stessi ambienti di lavoro non a tutti i lavoratori sono stati dati questi dispositivi, ed è singolare che nel sito di Torre Saverio dove c’è la presenza anche di lavoratori dell’appalto, che più di altri hanno relazioni con corrieri esterni, gli stessi non hanno questi dispositivi ne è stato imposto alla ditta, di cui siamo committenti, di fornirli ai propri dipendenti, o ad almeno a quelli che lavorano nei nostri locali. Allo stesso tempo non possiamo verificare se sia stata data formazione e informazione a questi lavoratori eppure lavorano a stretto contatto con i nostri colleghi (ma tanto a noi interessa la
certificazione…).

Eppure pare che il covid19 non faccia distinzione tra chi è dipendente della BNL e chi no… ma questo anche se una normale intelligenza lo prenderebbe in considerazione, la “legge”, quella manipolata dagli azzeccagarbugli, ancora no, e se possiamo ritardare perché no, tanto a noi degli “altri” ci importa sì ma con moderazione…

La cosa che lascia perplessi è che si pretende, in questo delicatissimo momento, di governare e vigilare questi processi dal “quartier generale” stando in Smart working, tanto si sa la truppa è chair à canon….

In questo momento di emergenza non abbiamo bisogno di burocrazia ma di semplificazioni, di pragmatismo, non servono “caporali” ma uomini responsabili che stiano vicini ai colleghi anche fisicamente (seppur rispettando le distanze di sicurezza).

Sappiamo di dover fare i conti con le insane e frettolose scelte che hanno visto l’anno scorso deportare i lavoratori che occupavano il terzo piano della sede di via Toledo, al centro direzionale di Napoli, in una torre di vetro di 34 piani, in locali che erano ai limiti di legge per la numerosità dei colleghi, per l’altezza dei soffitti, ed oggi, alla luce dell’emergenza covid19, sono assolutamente inadeguati per il numero insufficiente dei servizi igienici, per l’assenza di antibagno, per glispazi di lavoro e soprattutto per un’aria irrespirabile nonostante le misurazioni della banca “certificassero” (SIC!) il contrario.

Dovremo affrontare, supponiamo, l’ennesimo diniego da parte della banca per l’apertura delle finestre, come dichiarato nel DPCM, appellandosi “all’impossibilità di farlo”. Eppure tutti gli inquilini delle torri del centro direzionale, le aprivano regolarmente e a maggior ragione lo faranno adesso, compresi i “cugini” di Findomestic che inoltre vantano altri standard di pulizia, di arredamento e di manutenzione degli ambienti.

Non sta a noi certo entrare nel merito e nelle logiche delle decisioni aziendali, anche se ai più può apparire assurda la scelta del trasferimento del personale, in tutta fretta, senza fornire la dovuta implementazione formativa alle squadre antincendio, sobbarcandosi di un costo di fitto non indifferente e lasciando poi i locali in sede inutilizzati, tra l’altro uffici che erano stati riammodernati di recente.

A noi spetta però, vigilare che il datore di lavoro assolva all’obbligo di salvaguardare l’integrità e la salute psicofisica dei lavoratori e a questo compito non derogheremo specialmente adesso!

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