ROMA DIREZIONE: ECCEZIONALE MA NON ABBASTANZA

L’azienda perde l’ennesima possibilità di confronto…

Il 27/4 u.s. le scriventi OO.SS. hanno formalmente richiesto alla Banca la costituzione di un tavolo congiunto per gestire la fase 2 post emergenza Covid19 prevista a partire dal 18 maggio p.v. La richiesta è legittimata dalle peculiarità della sede Tiburtina e dall’art.13 del protocollo del 24/4 e inclusa del successivo DCPM del 27/4.

L’eccezionalità di questa pandemia e la sua gestione merita uno sforzo congiunto con il solo fine di tutelare al meglio la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali, in assenza di sede di discussione, ribadiscono che le scelte che impattano sui lavoratori non possono che passare da un preventivo confronto delle stesse con i lavoratori attraverso le rappresentanze sindacali.

I lavoratori quotidianamente ci rappresentano una forte preoccupazione e ad oggi, l’assenza o il rincorrersi di notizie spesso contraddittorie non aiutano ad affrontare con razionale lucidità il rientro.

In assenza di un tavolo chiediamo all’azienda per la sede Tiburtina:

  • Non ritiene che l’estensione dello smart working generalizzato come ribadito da Governo e comunità scientifica sia ancora la misura da privilegiare? Quanto precede anche e soprattutto in relazione alle caratteristiche costruttive ed organizzative dello stabile, dove la scelta di aver puntato in maniera esasperata sull’open space si rivela ora del tutto inadeguata rispetto alle problematiche originate dall’emergenza Covid;
  • La difficoltà di utilizzo di mezzi pubblici di trasporto, per raggiungere un sito nella cui ubicazione si è privilegiato e spinto fortemente per l’utilizzo dei mezzi pubblici a scapito di quelli privati, con tutto ciò che ne consegue in termini di disponibilità di parcheggi interni ed esterni, non rafforza la ulteriormente la necessità di proseguire con estensione dello smart working fino alla data formalmente prevista per la fine dello stato di emergenza (fine luglio)? Il sondaggio avviato il 27/4 u.s. a cosa è servito? A calcolare il numero delle mascherine da consegnare a chi prende i mezzi pubblici o a verificare la disponibilità di posti auto?
  • Quali certificazioni di autorità sanitarie sulle soluzioni individuate per l’impianto di aerazione sono ottenibili per tranquillizzare chi entra sano e non vuole uscire infetto? Sono più difficili da ottenere rispetto alla certificazione di “immobile green”?
  • Quali misure, e quale piano di progressiva riapertura, sono state ipotizzati per la gestione degli spazi comuni come mensa aziendale, bar, bagni, aree snack o per la mancanza di corridoi alternativi, rispetto all’unico disponibile in diverse zone dell’edificio?

Queste sono alcune situazioni che avremmo voluto risolvere in un’ottica di collaborazione; ci vediamo costretti, invece, a formulare domande di buon senso, consapevoli che la difficoltà del momento richiederebbe, al contrario, il superamento di vecchi schemi dirigistici e l’adozione di nuove modalità di confronto.

Rimaniamo sempre disponibili, ce lo impone il nostro ruolo rappresentativo, che però ci obbliga anche a denunciare ogni misura che, sia pur formalmente adeguata, non dovesse corrispondere alla miglior tutela della salute e del benessere delle lavoratrici e lavoratori, che già subiscono, come tutti, lo stress della pandemia, e non hanno certo bisogno di vederselo aumentare sul posto di lavoro.

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