ROMA DIREZIONE: 1, 2, 3 STELLA!

Sempre più convinti che l’azienda abbia perso una possibilità di confronto…

Il 18 maggio 2020 è previsto l’avvio del processo di rientro in Orizzonte Europa con una serie di regole a cui attenersi durante la nostra permanenza nel sito.

Le scriventi OO.SS. avevano chiesto all’Azienda di essere coinvolte nella stesura del piano con la convinzione che l’eccezionalità della situazione richiedesse uno sforzo comune perché la tutela della salute dei lavoratori è in primis interesse dei lavoratori. E invece…

“Un, due, tre… stella!!!” così recita la filastrocca di un gioco che fanno i bambini da diverse generazioni e così sembra essere il cuore del provvedimento: nella norma 2 settimane di SW e 1 settimana in sede.

Secondo quanto comunicatoci dall’Azienda, la scelta di questa modalità di rientro è nata esclusivamente dalla volontà di avviare un graduale ritorno alla normalità, da coniugare con la tutela della salute dei lavoratori, nel rispetto di quanto previsto dalle vigenti disposizioni di Legge e ordinanze varie susseguitesi (e ci mancherebbe altro….).

Per ottenere questo la Banca ha prodotto un decalogo di norme di comportamento, di percorsi obbligati, di limitazioni di vita sociale che renderanno la giornata di lavoro simile ad un percorso ad ostacoli a forte discapito della produttività che, invece, ci risulta essere stata alta nel pieno della pandemia, con i colleghi in SW, per stessa ammissione dell’Azienda e di diversi managers responsabili di varie linee di business, contribuendo significativamente al raddoppio dell’utile trimestrale BNL recentemente pubblicato dalla Capogruppo.

Il nostro giudizio sul rientro e sulle sue tempistiche e modalità è pertanto severo; eravamo consapevoli della complessità di gestire il rientro e proprio per questo avevamo chiesto di partecipare alla sua stesura.

Il decalogo in alcuni aspetti è lacunoso e in altri demanda ad es. al lavoratore il controllo del rispetto delle norme da seguire (mascherine, hub zone break, bagni), in altri presenterà comunque difficoltà organizzative (stampanti, uso dei locker, accesso agli spazi comuni) che mettono in secondo piano l’aspetto del principio della tutela alla salute. E tutto ciò senza considerare i rischi ai quali si espongono i lavoratori per il raggiungimento della sede di lavoro, in un momento in cui l’epidemia è purtroppo ancora particolarmente attiva, il tutto solo in nome del ritorno alla normalità…

Ci rammarichiamo persino per le misure adottate, in linea con quanto nelle scorse settimane unitariamente rappresentato con comunicati sintetici e responsabili, che suonano come una condanna di chi ha voluto escludere una gestione partecipata, presentando il Piano “Fase 2” come se partorito dall’Azienda.

Ringraziamo il nostro AD Andrea Munari per i riconoscimenti e ringraziamenti ai lavoratori e ai sindacati per l’atteggiamento avuto nella fase della pandemia; avremmo però preferito che questi ringraziamenti fossero stati meritati anche per la collaborazione alla stesura del piano: avrebbe meritato non ringraziamenti formali, ma riconoscimento per aver dimostrato di meritarsi il titolo di Top Employer.

Siamo quindi costretti a ricordare che il piano di rientro – per come è stato articolato – non può che vedere la nostra contrarietà e la responsabilità assunta per intero dalla Banca.

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