EMILIA ROMAGNA E MARCHE: FATTI NON PAROLE

Nella giornata di giovedì 14 Maggio si è tenuto, in modalità videoconferenza, il periodico incontro tra i Segretari di Coordinamento Territoriale delle OO. SS. della Regione Emilia Romagna Marche e la Banca, rappresentata dal referente di Relazioni Industriali Gaetano Amico e da Nicola Ghigino responsabile della Direzione Risorse Umane di Regione, per informarci delle misure previste dalla Banca per la c.d. “fase 2”.

Chiara è stata l’esposizione per veicolare “in sicurezza” l’attività lavorativa dal 18 maggio e per attuare le misure di prevenzione previste (plexiglass, turnazioni, s.w., pulizie, termo scanner etc…), diversificandole tra le regioni per la diversa portata dell’emergenza e le situazioni di rischio.

Come OO. SS. abbiamo chiesto:
– estensione delle misure di tutela più incisive anche alla provincia di Pesaro Urbino, purtroppo assimilabile alla limitrofa Romagna per gravità dei dati registrati
– puntuale verifica dell’attuazione delle misure di prevenzione nelle agenzie e negli “open space” anche con separatori interni. Sulla sicurezza e nonostante le recenti forniture, ci sono ancora margini di miglioramento
– è necessario e fondamentale tener conto, in concreto, delle esigenze dei colleghi, personali e familiari, anche alla luce delle novità governative in materia, auspicandone il rapido recepimento da parte della Banca nella misura più estensiva e in tutti i comparti
– “ripartire nel lavoro e ritornare alla redditività” non significa, nel contesto di emergenza sociale ed economica, poter adottare azioni e comportamenti di pressioni commerciali “fuori luogo”: emails paragonabili a “tifo da stadio”, monitoraggi continui, classifiche con esaltazione di risultati, creano più senso di inadeguatezza che di squadra e sono fuori dal contesto normativo
– attuazione del “diritto alla disconnessione” previsto dal nuovo CCNL, anche nella gestione del Flexible Working

La gravità della situazione e delle conseguenze ha obbligato ognuno di noi a modificare le abitudini di vita personali e lavorative. La Banca ne tenga conto nei fatti, anche attuando un sempre più continuo ed attivo confronto con le OO.SS.

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