PALERMO: COMUNICATO SINDACALE

Il tema della salute, oggi in assoluta evidenza a causa del Coronavirus, per le scriventi OO.SS. non è mai venuto meno mantenendo alta e costante l’attenzione sulla sicurezza e il benessere di tutte le lavoratrici e i lavoratori nei luoghi di lavoro, cercando anche di mantenere un canale di comunicazione franco e costruttivo con la banca. Un recente fatto ha però mostrato che quest’ultima ha rotto questa prassi creando un precedente che segnaliamo per la sua gravità.

Martedì 19 u.s. durante un intervento di manutenzione all’impianto di condizionamento dell’agenzia 3 di Palermo, si sono verificati due incidenti distinti in tempi diversi: il primo ha riguardato un manutentore che mentre operava all’esterno dell’immobile è caduto accidentalmente da una scala, il secondo è consistito nella fuoriuscita da un condotto dell’aria condizionata di liquido disincrostante dall’ odore acre subito diffusosi. Il tecnico è stato prontamente soccorso dal 118 e trasferito in ospedale per accertamenti, così come tutto il personale e il cliente che in quel momento si trovavano nell’agenzia invasa dalle esalazioni sono stati evacuati. Fortunatamente, il manutentore è stato dimesso dal nosocomio dopo poche ore mentre i locali dell’agenzia, dopo un congruo arieggiamento durato tutta la notte con il presidio di una guardia armata, sono stati riaperti l’indomani. Tutto bene, dunque?

Non proprio, visto che di tutto questo la banca ha ritenuto di non informare tempestivamente il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ai sensi del D.Lgs 81/2008, nonché le Rappresentanze Sindacali Aziendali.

Un oscurantismo informativo che ci allarma per le ripercussioni che provocherà nei rapporti con BNL: in particolare non riferire rapidamente al RLS lo interpretiamo come una gravissima sottovalutazione di un pericolo oggettivo per dipendenti e clienti che non può essere taciuto. ln più, incidenti simili ci riportano a tutte le volte in cui come RRSSAA siamo dovuti intervenire duramente per convincere la banca a svolgere lavori invasivi di qualsiasi natura dopo la chiusura degli uffici: quanti disagi acustici, logistici, fisico respiratori hanno subìto le colleghe e i colleghi in tutti questi anni di ristrutturazioni, adeguamenti, aggiornamenti dei loro uffici in una sorta di ciclo continuo? Da questo episodio dobbiamo trarre tutti un insegnamento: con la salute è un istante passare dalla serenità alla tragedia e nessuno, men che meno il datore di lavoro, può incidere sull’aumento delle probabilità d’incidente. Esigiamo, pertanto che la banca, unica responsabile della salute e sicurezza dei suoi dipendenti, programmi gli interventi di manutenzione con potenziali rischi interferenziali a locali deserti. Inoltre, se l’azienda desidera avere con le scriventi un rapporto trasparente e leale, assuma un comportamento adeguato e rispettoso delle regole comuni ad ogni livello. Sono appena decorsi i 50 anni della Legge 300 meglio conosciuta come “Statuto dei Lavoratori”, prima di allora diritti e tutele non erano dei lavoratori e ci sono volute stagioni di grandi lotte sociali per riconoscerli: tornare al passato è un attimo…

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