NAPOLI, FASE 2: L’APERITIVO

C’era una volta l’aperitivo con gli amici e siamo sicuri che ci sarà ancora. Ma farlo adesso non è certo una mossa responsabile. Ricordiamo che è appena finito il lockdown e la curva dei contagi cala lentamente ma potrebbe tornare pericolosamente a salire. Ma a quanto pare l’aperitivo non è solo prerogativa dei giovani dei Navigli milanesi che incautamente hanno affollato le sponde dei canali della città lombarda, flagellata dal COVID-19 o degli altri luoghi della movida sparsi perl’Italia.

Appena pochi giorni fa ci chiedevamo se il mondo, dopo questa immane tragedia, sarebbe cambiato.

I più ottimisti giuravano che sarebbe cambiato in meglio. Sembrava che tutti fossimo disposti a fare un’autocritica sulla nostra esistenza, pronti a rimediare ai nostri errori. Per un futuro migliore, per i nostri figli, avremmo dovuto necessariamente cambiare passo, la solidarietà doveva prendere il posto della spietata competizione. Avevamo, cantando dai nostri balconi, stretti in un simbolico abbraccio, abbassato cesti con la scritta “chi ha metta e chi non ha prenda” con la riscoperta consapevolezza di essere tutti condomini di un’unica indivisibile proprietà e tutti coscienti che da soli non si salva nessuno.

Allora, ancora con le lacrime agli occhi, avevamo pensato che il sacrificio sopportato da noi e dai tanti più sfortunati che non ci sono più, non fosse stato inutile ma…

Nel nostro piccolo auspicavamo, con pessimistico realismo, non potendo realizzare un sogno tanto grande, che almeno il così detto spirito di squadra e di orientamento al risultato e agli obiettivi – a campionato tra l’altro ancora fermo- non sisviluppasse all’interno di una stessa comunità, della stessa azienda, dando vita ad una mal digerita competizione e non sarebbe bastato certo ne un aperitivo ne un digestivo a mandarla giù.

Come sindacato abbiamo più volte denunciato questa sorta di “CREATIVITA’ MANAGERIALE”, che maschera subdolamente le solite pressioni commerciali creando anche una insana rivalità tra colleghi.

Poi ci sono i soliti noti nel nostro territorio, segnalati anch’essi e che anche in quarantena si sono distinti per “sciacallaggio creativo”, che su queste iniziative rilanciano, anticipano la stagione estiva organizzando il gioco aperitivo, proponendo incaute “challenge” tra Personal Advisor, forse per una malintesa voglia di tornare alla normalità?…

Inguaribili ottimisti avevamo creduto al nostro deputy che ci aveva assicurato un cambio di passo, che, visti gli eventi, nei fatti non c’è stato.

Attenzione però questo “innocente” e reiterato spirito goliardico rischia di diventare una vera e propria istigazione a delinquere. Il rispetto delle misure di sicurezza e di distanziamento sociali sono fondamentali per ridurre i rischi di casi di contagio, che ricordiamo, non hanno risparmiato nemmeno i vertici della nostra Regione nel mese di marzo, forse proprio per un po’ di leggerezza con cui hanno affrontato la prima fase.

La SFIDA che ci interessa affrontare è riuscire a supportare, e non a chiacchiere, quelle agenzie che abbiamo falcidiato con una irresponsabile politica di taglio dei costi del personale.

La SFIDA utile e necessaria sarebbe quella di poter avere tutti i luoghi di lavoro e le postazioni pulite e sicure, in altre parole vivibili, al di là delle dichiarazioni, dei tetti di budget e degli incomprensibili diktat della direzione immobiliare.

La SFIDA è quella che ci vede tutti insieme uniti con serietà e vero altruismo per affrontare nel migliore dei modi questa delicata fase, supportando i colleghi in prima linea, andando incontro alle esigenze delle colleghe mamme che in questo momento stanno affrontando delle serie difficoltà di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

La SFIDA che vogliamo lanciare e quella di riuscire a supportare i nostri GESTORI BUSINESS e la nostra cittadinanza dando un’accelerata alla definizione delle pratiche di richiesta di finanziamento e alle moratorie.

E’ questa la CHALLENGE che vorremmo che la Direzione Centrale lanciasse, questa siamo pronti a raccoglierla ed applaudirla.

NON E’ TEMPO DI PARTY, MA DI SERIETÀ E RESPONSABILITÀ CIVILE E PROFESSIONALE!

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