Direzione Generale: Prenderemo sempre e sempre con maggiore forza le distanze da una azienda che non si confronta!

Nel corso della pandemia, iniziata i primi giorni di marzo, i colleghi di Orizzonte Europa, hanno continuato la loro attività in SW consentendo alla Banca di mantenere alti livelli di produttività e in alcuni casi superarli.

Malgrado il necessario distanziamento sociale, il Sindacato e in particolare le RSA presenti in Orizzonte Europa, ha continuato a lavorare e a confrontarsi con la Banca in alcune circostanze anche in modo duro.

La confusione delle normative e il susseguirsi di decreti, in alcuni casi contraddittori, non hanno reso facile il confronto.

Nonostante ciò le scriventi OO.SS. hanno sempre cercato il dialogo ma spesso non c’è stata risposta.

L’intransigente e incomprensibile necessità di avviare, il 18 maggio u.s., la fase di rientro in Orizzonte Europa sta già evidenziando i limiti di una scelta complicata nella sua applicazione.

In questa fase di incertezza dove ancora non è chiaro l’esito delle Fase 2 assistiamo ad alcune operazioni di “giuslavorismo creativo”. Ci riferiamo all’applicazione dell’art 90 del DL 34/2020 destinato ai genitori con figli minori di 14 e che riguarda in prevalenza le colleghe di Direzione Centrale e le altre Funzioni Centrali.

In particolare l’art. 90 DL 34/2020 estende il diritto a SW al verificarsi o meno di alcune condizioni:

  • I genitori lavoratori dipendenti del settore privato devono avere un figlio a carico minore di 14 anni;
  • Le mansioni svolte devono essere compatibili con la modalità agile;
  • Nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, nei casi di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, o che non vi sia un genitore non lavoratore.

Nel rispetto di tali condizioni, la modalità di lavoro agile potrà essere applicata a ogni rapporto di lavoro subordinato fino alla cessazione dello stato di emergenza e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2020 La Banca si è arrogata il diritto di interpretare la norma e in modo UNILATERALE e in ASSENZA DI CONFRONTO con le OO.SS., ha aggiunto la clausola che, se nello stesso periodo il partner o coniuge svolge SW, il diritto non può essere esercitato.

Su segnalazione delle OO.SS. la Banca ha proterviamente insistito sul mantenimento della clausola accettandone soltanto una revisione che ha sempre unilateralmente fornito.

In più si sta chiedendo al collega di fornire informazioni non richieste dal DL, su modalità lavorative di soggetti impiegati presso altre Aziende e addirittura di essere penalmente responsabili per dichiarazioni false.

Non comprendiamo la ratio di questa misura e soprattutto l’anomalia di BNL rispetto a UNICREDIT, BPM o UBI (solo per citarne alcuni) che non pongono queste limitazioni.

Forse qualche top manager in Banca non ha ancora capito e soprattutto non vuole capire che lo SW è una modalità diversa di lavoro ma è comunque lavoro oppure pensa sia qualcosa di diverso, tipo una gentile concessione o un surrogato delle ferie oppure dimentica che nel pieno della pandemia circa 9.000 colleghi hanno lavorato da remoto mantenendo alti i livelli di produttività.

L’esclusione da questa misure riguarda poche decine di colleghe soprattutto concentrate nei grandi building e che poco avrebbero inciso su ipotetiche diseconomie – ammesso, e non concesso, che ve ne fossero – o sull’organizzazione del lavoro.

I lavoratori e soprattutto le lavoratrici sono stanchi del serpeggiare della cultura del sospetto, per cui chi rimane a casa ad accudire i propri figli, magari più di uno e con disabilità e contemporaneamente lavorare, stia sfuggendo a responsabilità che sono invece una delle caratteristiche del lavoratore bancario e di BNL in particolare.

Non vorremmo che questo esercizio di “giuslavorismo creativo” si estenda a macchia d’olio e vada ad intaccare altri istituti che sono alla base del nostro rapporto di lavoro.

Come Sindacato e come Intersas di BNL DG siamo stanchi di dover rincorrere decisioni e/o interpretazioni che non condividiamo, così come stiamo stanchi di trovarci di fronte ad interlocutori sempre più sordi a qualunque richiesta e mossi da posizioni preconcette di stampo vetero-capitalista, che il mondo imprenditoriale più avanzato ha da tempo superato (poi ci mettiamo la medaglia TOP EMPLOYER!!)…

Chiediamo alla Banca di rivedere la propria posizione, rispettando le sole disposizioni di legge senza fughe in avanti e soprattutto rispettando il lavoro di colleghe e colleghi che avrebbero voluto, loro più di tutti gli altri, ritrovare la normalità tanto auspicata.

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