LAVORO AGILE: SI RISPETTI IL DECRETO!

L’atteggiamento della nostra Azienda in tema di Lavoro Agile (Smart-Working – Flexible Working) a tutela dei genitori con figli di età inferiore a 14 anni è inaccettabile.

Questo è il pensiero delle OO.SS. di BNL e delle tante colleghe e dei tanti colleghi che potrebbero accedere al lavoro agile, come disciplinato dal recentissimo Decreto Legge denominato “Rilancio” e che si vedono negato questo diritto.

La BNL ha dato una interpretazione errata del Decreto Legge attuando delle restrizioni per l’accesso a tale istituto, che non trovano riscontro nell’articolo 90 del Decreto stesso.

Il Sindacato è intervenuto per far modificare una prima volta l’autocertificazione richiesta dall’azienda, ottenendo alcune migliorie rispetto alla prima versione, che non sono però sufficienti a rendere giustizia a tutta la platea di colleghi interessati. Ricordiamo, a tal proposito, come già illustrato nel precedente comunicato unitario del 1° giugno scorso, che con la prima stesura del modello di dichiarazione (autocertificazione) predisposto dall’azienda, si escludevano completamente dal poter richiedere il lavoro agile tutti coloro i quali avessero il/la coniuge/partner adibito al lavoro agile nella propria azienda, magari anche solo per un giorno a settimana o al mese; dopo l’intervento del Sindacato si è superato questo impedimento ma permane comunque una previsione più stringente rispetto alle norme di legge, non accettabile.

Il D.L. infatti, fra le altre cose, prevede che il genitore abbia diritto al lavoro agile a condizione che vi sia almeno un figlio minore di anni 14, e che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa (es.: cassa integrazione), o che non vi sia un genitore non lavoratore. In nessun modo è possibile interpretare il D.L. in senso restrittivo come lo sta interpretando la banca, ovvero aggiungendo, fra le cause di esclusione, che il coniuge non lavori anch’esso in S.W.

Su questo tema le OO.SS. della BNL sono determinate ad andare fino in fondo per tutelare tutti quei colleghi che risultano in maggiore difficoltà e che tramite le norme sancite nel D.L. Rilancio troverebbero un significativo miglioramento della situazione familiare.

Ribadiamo, inoltre, la nostra assoluta contrarietà rispetto all’individuazione fatta dalla banca circa le attività compatibili con lo S.W. per la tutela dei genitori con figli di età inferiore a 14 anni: riteniamo infatti che molte attività escluse potrebbero essere tranquillamente svolte con il lavoro agile.

Rimaniamo, inoltre, esterrefatti per quanto sta accadendo al CRSC, dove il responsabile della struttura sta negando l’accesso al lavoro agile come da D.L. a tutti gli operatori, motivando il diniego con una presunta incompatibilità dell’attività svolta. Tale direttiva peraltro è contraria a quella comunicata dalla Banca su echonet, e ridicola se si pensa che gli stessi lavoratori a cui nega lo S.W. da D.L. per attività non compatibile, poi lavorano a settimane alterne in S.W..

Come Sindacati ci stiamo confrontando con la banca e la invitiamo a ripensare al proprio atteggiamento circa il lavoro agile e in particolare a riflettere sul fatto che stanno negando dei diritti sacrosanti a colleghi che hanno lavorato con dedizione in un momento estremamente delicato e che meritano rispetto, quello vero!

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