ROMA RETE: SUCCURSALI… LIQUIDE

La modernità liquida è la convinzione che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza (Zygmunt Bauman).

Che l’ultimo riassetto organizzativo della Rete avesse da subito evidenziato troppi problemi lo abbiamo già detto: organici ridotti all’osso, troppi portafogli senza titolare, operatività di cassa (servizio pubblico essenziale) gestite in modalità rocambolesche, problemi quotidiani di gestione sia delle Succursali che delle Stand Alone.

L’effetto Covid-19 è stato paragonato a ciò che produce una guerra e molti colleghi l’hanno vissuta sulle loro spalle, in prima persona, rispondendo alla “chiamata alle armi” con coraggio e spirito di appartenenza, con la consapevolezza di svolgere un ruolo indispensabile per la collettività.

Spesso, però, sono stati lasciati in uno stato di abbandono e autogestione: agenzie aperte per mesi con il personale ridotto all’osso, cosa che ha impedito a moltissime lavoratrici e lavoratori di poter fruire dei giorni di smart working, a tutela di sé e dei propri cari, colleghi pressati dal ritmo della produzione che non può fermarsi neanche di fronte ad una pandemia. La produzione prima di tutto, posta davanti anche alla famiglia ed alla salute.

La situazione attuale, alla luce degli ultimi eventi, è che fra solidarietà, ferie ed altre permissività è risultato impossibile garantire l’apertura delle Succursali – cosa ovviamente prevedibile – per cui l’Istituto ha optato per la limitazione del servizio: dal 15 giugno al 15 settembre le succursali saranno aperte lunedì, mercoledì venerdì; dal 10 al 21 agosto chiusura totale.

E totale è anche il caos che si è innescato.

La direttiva riguarda, su Roma, 21 Succursali, mentre sull’intero territorio nazionale 135 Sedi. Quello che non finisce mai di stupirci è la modalità organizzativa: comunicazione ai colleghi a ridosso della data di inizio, con l’urgenza di dover modificare gli appuntamenti rigorosamente pianificati in agenda come il famigerato metodo richiede, problemi nella gestione delle disposizioni sia del distanziamento che del team fisso di lavoro e, dulcis in fundo, comunicazioni via sms ai clienti che hanno generato il caos.

Un esempio: se originariamente la clientela di un’agenzia, poi trasformata in micro, ha migrato il conto sulla Filiale, e riceve il messaggio che la propria Agenzia sarà chiusa il martedì e il giovedì, e poi tre settimane ad Agosto, si scatena il panico: tutti i clienti cercano di chiamare in Filiale per avere chiarimenti, pensando che ad essere chiusa sia quella Sede, ma dopo qualche giorno finalmente si rettifica l’errore con altro sms, e via con altre telefonate al proprio gestore… nuovamente tutto si ripercuote sulla già difficile vita di Agenzia.

Come se non bastasse, in deroga alla circolare Banca che disciplina la necessaria separazione dei ruoli assegnatari delle chiavi fisiche e mnemoniche relative ai mezzi forti presenti in agenzia, i nostri manager di rete stanno chiedendo per le succursali, nel caso ci sia la presenza di un solo dipendente, la possibilità di attribuirgli tutte le chiavi necessarie affinché possa assicurare la continuità operativa dei servizi di cassa e dei Servizi dei dispositivi ATM/MF. Vogliamo poi parlare degli appuntamenti presi dal CRC? Vengono presi appuntamenti anche su Agenzie di fatto vuote per mancanza di personale, appuntamenti sulle agende dei gestori, anche PA, per operazioni di cassa…insomma, UN ENORME CAOS… che come sempre si riflette sui colleghi della Rete, ormai tanto stanchi di dove  gestire “tutto e di più”.

Prendendo le distanze da queste modalità gestionali, quello che ci appare chiaro è che solo un fattore ci consente di acquisire e di mantenere la clientela, nonché la nostra produttività: la relazione.

Relazione che il gestore ha faticosamente costruito nel tempo con il cliente, al quale riesce a far digerire anche l’asettica “consulenza a distanza”; relazione fra i colleghi che si sentivano forti perché uniti come squadra, ma che la frantumazione delle Relazioni ha ridotto in liquidità.

Il cliente grazie a questa relazione, pur fra mille difficoltà utilizza i nuovi moderni mezzi per le operazioni a distanza, preso per mano dal suo consulente, sempre presente, sempre reperibile.

Le relazioni positive in un Team generano l’energia indispensabile per rendere risolvibili la maggior parte dei problemi di lavoro, ma se queste relazioni si impregnano di negatività, se i manager di prossimità non hanno cura delle relazioni e del clima in cui si vive in Rete, le nostri Sedi vengono travolte dallo tsunami dalla liquida modernità : il Cliente non è più un valore ma semplicemente un consumatore a cui “appioppare” il prodotto del giorno, il collega un Robot che deve solo eseguire pedissequamente ordini, con buona pace di normative ed etica professionale, e la gestione ordinaria diviene un campo di battaglia in cui ognuno pensa alla propria sopravvivenza, giorno per giorno.

I colleghi della rete chiedono di ritornare a quella dimensione di rispetto, fiducia reciproca, empatia, senza la quale ogni aspetto della vita lavorativa viene vissuto come un pesantissimo fardello, e un momento di difficoltà viene amplificato perché ci si sente soli a nuotare in questa moderna liquidità dentro la quale stiamo affondando.

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