LA SASSATA WEB: Lavoratori della Rete al fronte: Diario dalla Zona Rossa – N.18

Lavoratori della Rete al fronte

Diario dalla Zona Rossa

di Veronica Tei e Piero Carcano


A ridosso delle ferie dove il rischio che tutto si cancelli e cada nell’oblio nella legittima umana volontà di dimenticare, noi sentiamo il dovere di non farlo.

Con questo quasi diario abbiamo provato a ricostruire gli eventi del nostro lavoro durante le fasi del Covid nella nostra zona, la Lombardia e soprattutto il lodigiano dove qualcuno di noi abita e lavora, ma che ci sentiamo di estendere a tutta la rete agenzie, Zona Rossa all’interno della BNL, per lo stato di emergenza e per le paure provate da tutti lavoratori in questi mesi.

SCOPPIA IL PRIMO CASO COVID

Il nostro lavoro viene considerato come servizio essenziale.

La paura è tanta! Sotto shock andiamo a lavorare (e adesso a distanza di tempo lo possiamo dire) anche con una certa incoscienza. Un’incoscienza avallata dalla stessa nostra Azienda che, lasciando per un certo periodo che gli eventi facessero il loro corso “travolgendoci”, è intervenuta al rallentatore e non sempre in modo univoco.

Senza strumenti di protezione abbiamo dovuto gestire il flusso dei clienti che si presentavano in agenzia, per operazioni di cassa, per un saldo di conto, per la posizione degli investimenti.

Ai nostri clienti – non particolarmente propensi ai canali evoluti – con molta pazienza e con misure di protezione fai da te, abbiamo dato le istruzioni per cercare di gestire la relazione a distanza.

Soltanto dopo un iniziale imbarazzante silenzio si sono succedute le comunicazioni della Banca, persino troppe e non sempre chiare…

FASE 1

Dopo diversi giorni di preoccupazione e tensione, ecco che arrivano anche per noi – che siamo a contatto con i clienti della zona rossa – le prime misure di protezione, grazie  alla continua e costante  attività del tavolo sindacale che di giorno in giorno recepiva le segnalazioni dal territorio e le trasmetteva all’azienda. Comunque non in modo uniforme: le prime mascherine, poi i gel disinfettanti, i plexiglass, ed infine anche i dispenser per i clienti…

Potete immaginare lo stato d’animo di noi che da subito ci siamo sentiti veramente in trincea, più degli altri. Sapere che anche solo di un giorno da noi arrivavano in ritardo – senza nulla togliere alle legittime preoccupazioni di tutti – è sembrato grave e soprattutto ci ha dato la sensazione di essere un po’ abbandonati.

Ma come? qui si piangono i morti! Cosa aspettano a mandarci le mascherine? E le giornate d’attesa sono sembrate infinite

Il vedere che altri Istituti tenevano a casa i colleghi precauzionalmente e noi comunque andavamo a lavorare è sembrata una crudeltà…

In quei giorni ci sarebbero servite le giornate di solidarietà…

Anche il sapere che comunque nei palazzi delle sedi di Milano, Diamante  e Deruta fin da subito molti lavoratori sono stati  a lavorare a casa in smart working e che i dispenser di amuchina erano già arrivati da diversi giorni, ha alimentato la sensazione di una scarsa e colpevole mancanza di considerazione per noi della zona rossa, per noi delle agenzie. In tutta la regione, la più colpita d’Italia ancora oggi, si andava avanti anche senza regole chiare per regolare flussi, per la gestione delle ordinarie misure di protezione e dei comportamenti da tenere per garantire la reale sicurezza sanitaria.

FASE 2: Proseguono le misure adottate dall’azienda.

Anche a noi della Rete viene consentito un paio di giorni di smart working ma per qualcuno è stato solo un assaggio, come i consulenti daily banking, perché il lavoro non è considerato compatibile!

Ancora una volta noi in agenzia diversi dagli altri.

Ma come? Ci viene chiesto quotidianamente un’attività senza la presenza del cliente? Per l’analisi del portafoglio, per la lavorazione delle opportunità di contatto, per dare riscontro alle richieste che pervengono via email e via telefono, e senza parlare della formazione che se non fai entro l’anno ti chiedono di farla a casa nelle vacanze di Natale.

Ma quando ne abbiamo bisogno, in una fase di conclamata emergenza, per realmente “conciliare tempo di vita e di lavoro” queste considerazioni non contano più.

Intanto anche durante quelle poche giornate i risultati ci sono eccome: i budget vengono realizzati anche a distanza. Quindi si può fare…

E se per qualcuno lo smart working è stato solo un assaggio, per qualcun altro lo è stato ancora meno: per chi per esempio lavora nelle succursali, dove l’organico di due persone previsto da modello non ha permesso di poterne usufruire, e in particolare per quelle succursali fuori città che sono dovute rimanere aperte.

Certo con gli organici ridotti all’osso usufruirne avrebbe comportato lasciare l’altro collega solo in agenzia. E allora? Ecco che implicitamente ci viene chiesto un ulteriore sacrificio che con alto senso di responsabilità nei confronti anche dei colleghi, ancora una volta rinunciamo ad un diritto.

Prende avvio la FASE 3 ed ecco che si riparte, in un contesto ancora poco chiaro.

Dopo tutto quello che abbiamo sopportato nei mesi scorsi di crisi acuta, ecco che siamo ripagati con la riapertura totale delle agenzie nel periodo estivo, con personale in ferie e in solidarietà, e che costringe spesso i colleghi delle succursali a rimanere da soli, pur di mantenerle aperte e garantire il servizio, mettendo a rischio la sicurezza dei Lavoratori.

Mai come in questo periodo abbiamo ricevuto tante comunicazioni dall’Azienda che ci faceva sapere quanto le stava a cuore la salute e la sicurezza dei suoi Dipendenti.

Ma siamo proprio sicuri? proprio di tutti, tutti? La salute di tutti allo stesso modo o con l’eccezione un po’ al ribasso  dei colleghi della Rete?

Senza peccare di provincialismo o regionalismo o peggio… si può legittimamente dire che su tutto il territorio nazionale tutti siamo stati colpiti allo stesso modo? Non si poteva ancora avere un occhio di riguardo per la zona rossa, mantenendo chiuse per esempio le succursali evitando i rischi delle aperture con una persona sola, evitando baruffe con i clienti, i prenotati e gli occasionali che si disputano il diritto ad entrare prima in agenzia?

“Si ripartirà con uno spirito nuovo dopo il Covid” questo pensavamo.

“Nulla sarà come prima…”.

Come possiamo crederlo noi lavoratori della Rete che anche durante la crisi acuta ancora una volta ci siamo sentiti discriminati dall’azienda?

Con un po’ d’amaro in bocca lo pensavamo e lo pensiamo che non serviva il distanziamento sociale per sentirci lontani dagli altri colleghi, quasi fossimo lavoratori di serie B rispetto a quelli di serie A.

Per alcuni potrebbe apparire un eccesso di sfogo, ma dalla “trincea” questo è “il sentiment”.

I corrispondenti dalle Agenzie BNL / Zona Rossa