BARI: IL TOTO-AGENZIE

  • Ma come? Oggi la cassa è chiusa?
  • Si, ormai! ieri era chiusa la 5, oggi la 3, domani la 1?!?

Il dialogo tra i due clienti, con sorrisini e battute a seguire, racconta meglio di qualsiasi avviso, esposto o inoltrato tramite sms alla clientela, la realtà che ormai la rete in questo periodo, soprattutto estivo, vive quotidianamente. A fronte di fruizione obbligatoria delle giornate di ferie, dell’anno in corso e pregresse, delle giornate di solidarietà, dei congedi parentali ordinari e straordinari, dell’utilizzo della Banca del Tempo Solidale, chiunque era in grado di prevedere la piega che avrebbe preso la situazione soprattutto nel periodo estivo.

La risposta della banca, invece, è stata quella di chiudere le agenzie, alcune a giorni alterni, altre in via continuativa, ritenendo, evidentemente in maniera errata, che ciò sarebbe bastato a non rendersi ridicola nei confronti della nostra ben voluta e primaria clientela.

E stiamo mettendo la clientela prima di tutto! Anche dei nostri colleghi costretti a spostamenti repentini da un’agenzia ad un’altra quando va bene nello stesso comune.

Era così difficile in una situazione complessa come quella dettata oltre che dalla cronica carenza di personale, dall’attuale stato emergenziale, prevedere un maggior numero di risorse “a tempo” da destinare ai servizi di rete? Evidentemente si, visto che il numero delle assunzioni interinali o a tempo determinato è rimasto lo stesso degli anni passati.

Però in effetti una soluzione alternativa l’azienda l’ha trovata: quella di suggerire ai colleghi immunodepressi che, sempre per decisione della stessa banca, stanno lavorando da casa, di fare rientro in agenzia, in barba a tutte le misure di tutela della salute degli stessi.

Fa male, oltre che alla clientela, in primis a noi dipendenti, vedere che un grande istituto qual’era la Banca Nazionale del Lavoro, utilizzi questi mezzucci per cercare di sopravvivere, ma con quali prospettive?

Le Organizzazioni Sindacali continuano a denunciare quella che ad oggi è una delle maggiori piaghe del nostro istituto: il continuo taglio del personale nell’ottica di breve periodo di rimpinguare il bilancio, ma a quale prezzo?

Non possiamo e continueremo a denunciare questa politica bieca che ormai sembra aver imboccato una strada a senso unico.

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