LA SASSATA WEB: RIAPRONO LE SCUOLE: TANTE LE SFIDE DA AFFRONTARE – N.21

Riaprono le scuole: tante le sfide da affrontare

di Tommaso Vigliotti


Oggi ricomincia la suola. Non dappertutto. Tra nuove incertezze e storiche inadeguatezze. Da papà di una bambina che si accinge a frequentare la quarta della scuola primaria (una volta avremmo detto semplicemente quarta elementare) comprendo benissimo i dubbi e le difficoltà di tante colleghe e tanti colleghi genitori di bambini e ragazzi in età da scuola dell’obbligo.
Incertezze dovute a cosa accadrà al primo starnuto, a come ci si organizzerà non solo a scuola, ma anche a casa e soprattutto sul lavoro per far fronte alle esigenze che inevitabilmente nasceranno.
Con l’ultimo decreto legge, il Governo ha previsto delle misure necessarie: in caso di quarantena del bambino, si potrà far ricorso al lavoro agile per uno dei genitori (attenzione, uno solo e non entrambi) o, in caso di incompatibilità dell’attività lavorativa con il lavoro agile, a congedi retribuiti al 50%.
Come dicevamo, misure necessarie, ma sicuramente non esaustive.
Ancora una volta, le difficoltà maggiori saranno per i colleghi e le colleghe della rete, a causa dell’ostinazione dell’azienda a dichiarare incompatibili tutte le attività della rete con modalità di lavoro da remoto, in barba all’evidenza di assoluta compatibilità di alcune funzioni e della recente esperienza del lockdown dove si è riusciti a riconoscere anche 2 giorni a settimana di smart working alla rete.
Proprio per questo abbiamo deciso di agire immediatamente e abbiamo cominciato con determinazione ad avanzare alcune proposte.
Lo facciamo arricchiti dalla recente esperienza della pandemia, durante la quale solo la ferma determinazione delle Organizzazioni Sindacali ha evitato che la Bnl proseguisse in una interpretazione assolutamente insostenibile del precedente decreto, sempre sul tema del lavoro agile per i genitori di figli in età scolare, e alla fine ha consentito a tante colleghe e tanti colleghi di fruire di un proprio diritto.
Abbiamo, infatti, evidenziato all’azienda la necessità di integrare le previsioni normative che, seppur necessarie come affermavamo sopra, sono sicuramente insufficienti, perché costringerebbero tanti a far fronte a periodi di quarantena dei figli solo con i congedi, rimettendoci la metà della propria retribuzione.
Abbiamo, quindi, proposto di intervenire, ancora una volta, con istituti quali la Banca del tempo solidale, che si è già dimostrata uno strumento di fondamentale importanza, senza escludere altre misure quali, ad esempio, una integrazione economica in casi di fruizione del congedo o l’alternanza di giorni di lavoro agile, anche per le colleghe ed i colleghi di rete, e BTS.
Siamo fiduciosi di individuare soluzioni utili, ma anche consapevoli che molte altre saranno le problematiche che sorgeranno.
Ad un mese dalla scadenza, salvo proroghe ulteriori, dello stato di emergenza, e in una fase di progressivo ripopolamento degli uffici e dei luoghi di lavoro, in un periodo in cui i dati quotidiani sui contagi, più che farci sperare nella fine dell’emergenza e nel ritorno alla normalità, che inevitabilmente sarà una “nuova normalità”, ci fanno a tratti temere nuove chiusure (come purtroppo sta avvenendo in altri Paesi), continuiamo ad alternare, nella nostra azione sindacale, l’attenzione sulle tematiche legate all’emergenza, con la gestione delle esigenze “ordinarie”.
Intanto, i colleghi in rete fanno i conti anche con l’app per gli appuntamenti e la necessità di “educare” la clientela al suo utilizzo: la modalità su appuntamento si conferma fondamentale, ma la rete continua ad essere in sofferenza e a sobbarcarsi di attività. Così come avviene da mesi per le varie attività derivanti dai decreti (moratorie, liquidità ecc.), con varie task force. E nel frattempo, alcune attività vengono esternalizzate, anche mentre si dichiarano e gestiscono “esuberi”.
Come è evidente abbiamo davanti nuove e vecchie sfide.
Da una regolamentazione del lavoro agile “emergenziale”, che probabilmente ci vedrà impegnati a livello di settore, alla necessità di trattare con l’azienda sul Premio Aziendale (VAP) per l’erogazione del prossimo anno, per citarne solo alcune. È assolutamente necessario, su questo tema, riportare alla centralità che merita, un istituto che premia i risultati aziendali, quindi della collettività e del lavoro di squadra. Numerosi sono i sacrifici, anche sul VAP, che i lavoratori della BNL hanno sostenuto negli ultimi anni, soprattutto con la ristrutturazione del 2016 ed il Piano industriale 2020, di cui attendiamo di conoscere i risultati complessivi, certi che questa volta dovranno essere ben altre le misure da adottare e a ben altri i sacrifici da richiedere.
In questa alternanza tra emergenza e ordinarietà, va riconosciuta all’azienda ed al Gruppo, l’importanza della scelta di sostenere test sierologici, su base volontaria, per tutta la popolazione aziendale. È una misura utile, al pari dell’incremento del numero dei tamponi e della tracciabilità delle catene di possibile contagio su base nazionale.
Così come è fondamentale, per tutti noi e per le nostre famiglie, per quanto davvero insopportabile, usare correttamente sul luogo di lavoro la mascherina e rispettare le regole di distanziamento e tutte quelle utili a contenere il rischio di diffusione del virus.
Altri appuntamenti aspettano nei prossimi mesi tutti noi e le rappresentanze sindacali, dal completamento dell’opera di riforma dei circoli dei lavoratori, con le elezioni degli organi di amministrazione, al rinnovo dei protocolli in tema di formazione, welfare, canali remoti e, nel frattempo, mai dovremo abbassare la guardia contro le indegne pressioni commerciali e la spinta a prassi commerciali di dubbia liceità. La BNL lo ammetta: soprattutto nei mesi scorsi, in una fase di estrema delicatezza per l’intero Paese, si è toccato il fondo e, in diversi casi, alcuni hanno dato davvero il peggio di sé. Ma noi siamo convinti che le massime responsabilità siano in alto, e non solo al livello intermedio del management che si rende esecutore di certi scempi. Nuove forma di lotta e di contrasto sono necessarie per reprimere questo fenomeno, e non mancheremo di attrezzarci.