LA SASSATA WEB: LA VOSTRA IPOCRITA MODERNITÀ CI FA ORRORE! – N.22

LA VOSTRA IPOCRITA MODERNITÀ CI FA ORRORE!

di Savino Balzano


I discorsi sulla flessibilizzazione del mondo del lavoro, sulla sua deregulation, spesso nascondono una drammatica ipocrisia di fondo e una certa dose di disonestà intellettuale dinanzi alla quale si fa molte volte fatica a trattenersi.

Il punto è che, quasi sempre, questi brillanti top manager ce ne parlano come fosse la roba più figa del mondo: “flessibilizziamo per enfatizzare il merito”, “flessibilizziamo per andare incontro alla modernità”, “flessibilizziamo perché tutti possano sentirsi imprenditori di se stessi”, “deregolamentiamo per non proteggere i soliti fannulloni”, “deregolamentiamo per rispondere alle esigenze di libertà dei lavoratori”, “deregolamentiamo perché tutti possano meglio conciliare il lavoro al tempo libero”.

Questa gente, presuntuosamente convinta di parlare ad uno sprovveduto, prova a farti sentire retrogrado, quasi antistorico: prova ad inculcarti l’idea per cui quelli che un tempo consideravi diritti, non debbano che essere intesi quali privilegi e rotelle arrugginite di un tempo che fu.

Insomma, ti raccontano di un mondo senza barriere, ti dipingono un sistema creato proprio per te, dove avrai la possibilità di godere pienamente della tua intimità: peccato che poi questa è la stessa gente che ti pressa e ti spreme per massimizzare la produttività e le vendite; peccato che poi questa è la stessa gente che ti scrive una e-mail a mezzanotte per sollecitare una pratica “urgente”.

Ti fanno sentire in colpa, quando magari ambisci ad un percorso di carriera certo e definito: provano ad appiccicarti addosso l’etichetta del parassita che non si mette in gioco, quello che attende passivamente che gli sia riconosciuto fino all’ultimo centesimo quanto gli è dovuto (guai se poi tocchi i loro premi…). Sono gli stessi signori che tagliano di anno i anno i fondi riservati alla crescita del personale, che ti chiedono di rinunciare a parti importanti della retribuzione di fatto, che sforbiciano il tuo reddito tra una riorganizzazione dietro l’altra.

Quali sono le barriere che vogliono abbattere? Le tue barriere mentali o quelle che ancora contengono la loro ingordigia di tempo altrui?

Questi sono gli stessi che ti guardano male quando a fine turno “ti casca la penna”: sono quelli che ti fanno sentire un ladro se nutri l’ambizione a che il tuo tempo, che è la tua vita, venga retribuito per ogni suo istante dedicato al lavoro; sono gli stessi che invece chiudono un occhio quando timbri l’uscita e rientri dalla porta di servizio per lavorare qualche ora gratis.

Quali sono gli ostacoli vetusti che vogliono disintegrare? Parlano della tua libertà e poi, schiavi della loro stessa diffidenza, ambiscono a controllare a distanza ogni istante del tuo lavoro. Parlano del tuo tempo libero, te ne promettono tanto, e guai a proporre la disconnessione forzata dei lavoratori oltre l’orario di lavoro.

Non ci provino nemmeno: certi furbacchioni possono raccontarla a qualcun altro e se questa è la loro modernità, allora viva il vintage.