DIREZIONE GENERALE: UNA SCELTA ORGANIZZATIVA

La vita dei colleghi in mano a “L’ORGANIZZAZIONE”

Dopo il comunicato che le scriventi OO.SS. hanno diramato l’8/10 u.s. in cui si rivendicava il diritto all’informativa e al confronto tra le parti per tutti gli aspetti inerenti la vita a Palazzo Orizzonte Europa, l’Azienda ha incontrato, il 14/10 u.s., i rappresentanti dei lavoratori.

L’Azienda ha subito fornito l’aggiornamento dei contagi in Orizzonte Europa:

  • Engagement: 1
  • IT: 2
  • Finanza: 1
  • Risorse Umane: 1
  • TOTALE: 5

è stato fornito, inoltre, il dato sul popolamento medio del nostro palazzo misurato negli ultimi 45 gg: in media siamo intorno al 35% con un picco della scorsa settimana (in un giorno soltanto) del 40%.

Quindi il meccanismo messo in atto dall’Azienda sembra funzionare garantendo il popolamento massimo del 50% come da messaggio su echo’net relativo alle disposizioni da adottare dopo il 21 settembre.

L’Azienda ha dato un’altra notizia alle OO.SS. che merita di essere diffusa perché è davvero rassicurante: si tratta del continuo interessamento del medico competente sulle profilazioni sanitarie dei colleghi oggetto di attenzione (possibili immunodepressi e possibili malati cronici), pertanto chi è stato ritenuto “non idoneo” alle misure di maggior tutela in un primo momento può sempre essere ripreso in considerazione alla luce di nuove possibili inclusioni di patologie nel “punto di attenzione” del presidio sanitario.

Durante l’incontro sono emerse però distanze su alcuni temi e in particolare abbiamo contestato:

  1. L’affrettato abbandono della logica dello split-team dopo averne sostenuto la funzione anti contagio;
  2. L’autonomia per la gestione del Flexible working, lasciata a manager troppo spesso interessati al proprio personale interesse particolare;
  3. Affollamento delle aree break insostenibile (e non consideriamo una soluzione mangiare ai bench sia la soluzione visto che è l’azienda stessa che ci obbliga a tenere la mascherina sempre, anche ai bench!);
  4. Maggiori risorse da destinare ad un adeguato e maggior presidio dei bagni (pulizia e ricambio beni di consumo: saponi, asciugamani e smaltimento rifiuti speciali quali le mascherine protettive)
  5. Poca chiarezza e mancanza di trasparenza sul “Protocollo sanitario in caso di contagio”.

La cosa che però ci sta più a cuore e che ha visto l’Azienda rispondere in maniera parziale e davvero poco convincente è quella del PERCHE’ IL COMITATO HA DECISO DI RIPOPOLARE I PALAZZI.

Riconosciamo al Comitato di crisi che, nella fase di lockdown, ha operato in un forte di clima di incertezza dovendo tutelare la salute dei lavoratori e, nel contempo, assicurare l’operatività aziendale mettendo a disposizione dei lavoratori gli strumenti affinché fosse garantita la produttività.

I lavoratori, da parte loro, hanno risposto in modo coeso mantenendo alto il livello di produttività nonostante in quel periodo in Orizzonte Europa c’era una presenza media di 50/70 persone – su 2.700 lavoratori!

Ora, in una fase di ripresa della pandemia e di aumento dei contagi anche in Orizzonte Europa, si è scelto di far rientrare i colleghi con le modalità sopra descritte.

PERCHE’?

 

La risposta è stata: per scelte organizzative.

Risposta frettolosa e priva di contenuti.

Le scriventi OO.SS. rivendicano il proprio ruolo di rappresentanti dei lavoratori e di dover
essere informati con regolarità anche prima della “messa a terra” delle decisioni, in quanto, pur non partecipando alle scelte organizzative dell’Azienda ne gestiscono le
ricadute.

Riteniamo che l’Azienda si stia comportando in maniera eticamente errata verso la comunità aziendale e verso tutta la comunità di Roma Capitale.

Chiediamo all’Azienda di preservare al meglio la salute e anche l’equilibrio dei propri dipendenti accordando, quando questo sia gradito ai colleghi, il flexible working senza sollevare questioni di numeri, di presenza e di necessità di “allineamento on site per scambiare informazioni”. Su questo argomento l’Azienda è debole, incongruente con le altre misure e stoltamente ferma sulle sue posizioni: se un lavoratore, lavorando dalla propria abitazione è produttivo ugualmente o addirittura di più, che rimanga a casa per il suo bene, della sua famiglia e della comunità aziendale!

Come si fa infatti a sostenere nel “sistema Roma” che un’azienda che riesce a lavorare e a produrre con gli stessi livelli – se non meglio – stando a casa anziché in ufficio, debba vedere i propri dipendenti spostarsi per andare in ufficio? La mobilità romana sarebbe grata all’unica azienda bancaria con la sede legale a Roma se si facesse carico di alleggerire il traffico da circa 2.000 persone!

E potendolo fare non regge assolutamente alcuna scelta organizzativa.

Ritorneremo su questo punto ogni volta che sarà necessario, considerando anche che i lavoratori rinunciano al buono pasto con molta meno resistenza se si tratta di preservare la salute.

I dati dei contagi, purtroppo, rafforzano le nostre preoccupazioni e le nostre ragioni, così come gli affollamenti in metro, nelle strade e nei locali aziendali per mangiare, per prendere un caffè e utilizzare i bagni in sicurezza.

Come già detto, pur riconoscendo gli sforzi compiuti dall’ Azienda nella gestione della crisi COVID, non siamo meravigliati dai reiterati errori di valutazione che questa compie nella difesa del “patrimonio umano”, se continua ad affidare le sue scelte ad un Comitato di Crisi che non vede nella sua compagine, un rappresentante dei lavoratori, che tante utili indicazioni potrebbe rendere ad un consesso in cui siedono persone che non hanno alcuna conoscenza e competenza sul vivere e lavorare quotidiano in BNL.

Scarica il Comunicato Ufficiale