Aldobrandeschi: Questa volta NON ci siamo

Visto il clima di paura, con picchi di panico, che serpeggia tra i colleghi; le notizie contraddittorie sul trasferimento di alcuni uffici a Tiburtina che si rincorrono; i numeri sui contagi tra i colleghi che aumentano ad ogni passaparola… a metà ottobre le OO.SS. della sede di Aldobrandeschi hanno chiesto un incontro con l’Azienda per approfondire i seguenti temi e dare risposte chiare ai numerosi interrogativi arrivati dai colleghi:
• moving dei lavoratori della nostra sede verso quella di Tiburtina;
• aggiornamento della situazione contagi di Aldobrandeschi;
• previsioni sull’utilizzo dello smart working in funzione del contenimento della pandemia;
• varie ed eventuali.
Moving Aldobrandeschi-Tiburtina
“Questa volta ci siamo”, l’azienda conferma lo spostamento dei colleghi della Direzione IT e Security: verrà attuato nei prossimi tre fine settimana. Al termine i nuovi uffici saranno allocati a Tiburtina nei piani 3, 6 e 7. Invece, su Aldobrandeschi ci sarà una nuova verifica su mensa e navette. L’azienda ha tenuto a precisare che non coinciderà con una riduzione dei servizi, almeno non in tempi brevi.
Il moving ha subito un’accelerazione improvvisa perché, dopo l’iniziale sospensione dovuta al contagio, GameNet è intenzionata a portare nuovi lavoratori nella nostra sede (nonostante facciano più smart working di BNL), precisamente nel soppalco del primo piano.
Come richiesto dal Sindacato, nell’incontro pre-emergenza Covid, è stato predisposto un open space per i colleghi in difficoltà oggettive (e titolari di Legge 104) interessati dal trasferimento.
Come Sindacato, per motivi di sicurezza, ci saremmo aspettati una sospensione del progetto visto che il punto di forza di Tiburtina: l’ottima raggiungibilità con i trasporti pubblici, in questo periodo di pandemia, si è trasformato in una pericolosa criticità che aumenta il rischio contagio del virus tra i colleghi e le famiglie. Ci è sembrato anche, che Risorse Umane tenda a scaricare il problema dei colleghi in difficoltà oggettive sui manager delle strutture, creando, di fatto, uno spiacevole “Elenco dei casi più gravi”.
Risorse Umane dovrebbe aiutare i colleghi a lavorare al meglio e con tranquillità, cercando di risolvere i loro problemi, fornendo informazioni ai manager per organizzare al meglio gli uffici. Purtroppo non tutto si risolve con l’utilizzo dello smart working.
Le Organizzazioni Sindacali, visto il difficile periodo intercorso dall’inizio del moving, ricorderanno nuovamente all’Azienda tutti i casi critici già segnalati in precedenza; che, per fortuna, sono in numero talmente minimo da non compromettere né l’operatività, né la sicurezza delle sedi di lavoro. Dopotutto si tratta solo di colleghi che lavorano fuori sede come si è sempre fatto in BNL senza alcun problema.
Contagi di Aldobrandeschi
Di seguito gli ultimi casi di colleghi positivi al Covid-19 e gli uffici interessati della nostra sede:
• 1 in Entrata relazione;
• 3 in Tesoreria;
• 2 in APAC Crediti;
• 1 in Controlli Contabili;
• 1 in Direzione IT.
• 1 contact center
L’Azienda precisa che il protocollo dell’unità di crisi viene rispettato, i gestori fanno telefonate ripetute ai colleghi interessati dal contagio nel rispetto della privacy. La tracciatura casi diretti e indiretti; la sanificazione delle aree comuni, l’utilizzo efficace delle mascherine e delle regole di distanziamento sociale, fa si che ad oggi non ci siano casi di contagio a catena tra i colleghi BNL, spesso i casi sono esterni.
Quest’ultima affermazione ci sembra molto azzardata dal momento che l’Azienda non ha un metodo di tracciatura dei contagi ma si affida alle informazioni rilevate dai colleghi una volta contagiati.
A riprova di ciò nel corso dell’incontro il Sindacato ha riportato la notizia del contagio del Medico dell’infermeria di Aldobrandeschi risalente a svariati giorni fa. Di fatto, le OO.SS. calmano e informano i colleghi in vece aziendale. E’ necessario migliorare la comunicazione aziendale sull’argomento (nel pieno rispetto della privacy), perché non riguarda esclusivamente i contagiati ma la salute di tutti i colleghi presenti.
Smart Working
La situazione in Italia ha solo una parvenza di normalità. L’Azienda cerca di attuare sempre misure di sicurezza efficaci, unita all’operatività aziendale; la ripresa dello smart working va in questa direzione. L’ultima misura è l’assunzione di 12 lavoratori interinali, 5 tempi determinati e 3 stagisti fino a fine anno (con possibile proroga) per dare un aiuto in alcune situazione critiche (APAC Crediti, Corporate e Imprese). Di seguito gli uffici interessati:
• 1 in Tesoreria;
• 4 in Embarghi;
• 1 in Investimenti;
• 1 in Controlli contabili.
Su insistenza del Sindacato l’Azienda si è impegnata ad incrementare lo smart working ovunque possibile. Richiesta la percentuale di presenza lavoratori GameNet nell’edificio di Aldobrandeschi (percentuale di smart working superiore a BNL) per affinare il ragionamento sulla presenza dei colleghi BNL che varia tra il 40% ed il 50%.
Quello che ci chiediamo è se la Dirigenza si ponga il problema reputazionale della BNL.Difficile capire la logica dietro lo spostamento quotidiano di circa 4.000 colleghi nella città di Roma per farli lavorare in presenza (Rete BNL a parte). Un’azienda attenta alla comunità dovrebbe anticipare e non inseguire certe situazioni critiche.
Durante il lockdown si è lavorato a distanza senza problemi tecnici, quindi anche oggi non nascondiamoci dietro questi, diciamo chiaramente che in alcune strutture ci sono problemi organizzativi. In questo periodo di recrudescenza dei contagi non è accettabile che l’Azienda ritenga prioritario esclusivamente la produttività, il raggiungimento di obiettivi commerciali rispetto alla salute dei collegi. La priorità è la salute delle persone. Dai numeri dei contagi BNL il protocollo aziendale sembra funzionare, ma dal momento che i colleghi sono obbligati a venire in ufficio aumentano i rischi di contagio. La BNL deve organizzare il lavoro in modo che gli obiettivi siano raggiungibili anche con il lavoro dei colleghi in smart working. Tutte legittime richieste in linea con quanto riconosciuto dalla stessa Azienda nell’incontro con il Sindacato: in smart working i Lavoratori si sono impegnati con impegno e profitto.
Varie ed eventuali
Test sierologici: la campagna è iniziata, i colleghi di Aldobrandeschi riceveranno la comunicazione via email a breve.
In conclusione il Sindacato ha stigmatizzo il comportamento aziendale sull’informazione dei contagi di Aldobrandeschi. Si fa pagare ai lavoratori alcune lentezze della Banca. Non è ancora a punto SAP e per i colleghi è difficoltoso prendere permessi orari durante lo smart working. Serve maggiore attenzione a migliorare le condizioni di lavoro dei colleghi già gravate dai problemi creati dalla pandemia.
Questa inadeguatezza dell’azienda si presenta a macchie di leopardo: è necessaria una maggiore presenza qualificata delle Risorse Umane per monitorare le situazioni di Aldobrandeschi. L’azienda ha fatto tanto, ma tanto bisogna ancora fare per evitare la proliferazione di uffici/feudi con regole a parte.
Sulla salute ci deve essere maggiore efficienza, i gestori sono oberati dal lavoro, non richiamano e non rispondono alle email. In questo difficile periodo per tutti, Lavoratori e Azienda, a quest’ultima, per maggior sicurezza, chiediamo di aumentare la percentuale di
smart working all’interno del Call Center fino al 66% (i colleghi parlano per ore con la mascherina davanti alla bocca), come pure in altre strutture, in modo da limitare il più possibile la diffusione del contagio.
Rendiamo merito all’Azienda che si è attivata dopo l’incontro accogliendo la nostra richiesta: da lunedì per i colleghi della Direzione Finanziaria si attiverà lo smart working al 66% e per Shine al 50% circa. Un segnale che va nella giusta direzione, speriamo sia una soluzione possibile anche per i colleghi di altri uffici.
Ovviamente rimane sempre aperta la questione del Buono pasto non corrisposto dall’Azienda durante le giornate lavorate dai colleghi in smart working.