MILANO: IN/SOSTENIBILITA’.

Lavorare in BNL

La proroga dello stato di emergenza, il susseguirsi dei vari DPCM governativi e la preoccupante situazione del paese e della Lombardia in particolare hanno spinto le OO.SS. alla richiesta di un incontro urgente con la Direzione tenutosi in data 26 ottobre. La situazione sta diventando sempre più insostenibile.

Di seguito gli argomenti trattati, che hanno visto come tema comune a tutte le strutture banca la richiesta di aumento della percentuale di Smart working per fronteggiare la situazione Covid ed una maggiore attenzione ai contatti interpersonali fisici sia tra i colleghi che verso la clientela:

RETE
Abbiamo esortato la Direzione al ripristino dello Smart working per la rete agenzie almeno di 1 giorno alla settimana.

Abbiamo richiesto con effetto immediato il ripristino degli ingressi solo su appuntamento, con un’adeguata comunicazione alla clientela. Inoltre il nuovo sistema di presa appuntamenti UFIRST “prenota la fila in cassa” non colloquia con gli altri sistemi di prenotazione, pertanto il collega potrebbe trovarsi con due clienti nello stesso momento.
Abbiamo sollecitato la Direzione ad una linea più fluida di comunicazione per quanto riguarda i cartelli esposti alla clientela con indicazioni di apertura al mattino e al pomeriggio. Tutte le agenzie devono rimanere chiuse in pausa pranzo in quanto non se ne ravvisa il vantaggio “economico”, anche l’Abi spinge nei suoi comunicati la clientela all’utilizzo dei bancomat e degli strumenti on line e l’attuale sofferenza di organico non garantisce l’apertura con orario continuato senza penalizzare i colleghi.

Abbiamo richiesto per le agenzie con maggior criticità, di inserire personale esterno dedicato a dirigere il flusso in entrata della clientela.

Abbiamo infine sollecitato l’Azienda a garantire la presenza di tutti i presidi di tutela sanitaria previsti per le agenzie, aggiungendo la dotazione di un sanificatore per le superfici di lavoro.

A supporto della permanente situazione critica di carenza di organico, abbiamo fortemente richiesto alla Direzione di favorire l’inserimento di nuovo personale nelle agenzie, con una puntuale sostituzione dei pensionamenti.

POLO DIRECT

Abbiamo ribadito alla Direzione la mancanza di procedure operative e di una normativa “dedicata” con tutti i rischi che ne conseguono sia per la Banca sia in termini di possibili potenziali ricadute disciplinari sui colleghi.

Abbiamo sottolineato pertanto l’incompatibilità dell’introduzione della metodologia WCB (ACE) totalmente inappropriata rispetto all’attuale mancanza di una normativa specifica e rispetto ad una carenza ormai cronica di organico del Polo Direct che sta diventando strutturale con pesanti ricadute sui colleghi in termini di gestione delle attività lavorative, delle ferie, dei turni disagiati, dei clienti: ogni consulente deve gestire 2 portafogli con quasi 6.000 clienti.

È fin troppo semplice immaginare il riflesso di tale situazione sulla customer satisfaction della clientela e sulla sostenibilità nel medio – lungo periodo di questo modello di banca digitale.

Abbiamo chiesto alla Banca di fare un punto decisivo sullo stato dell’arte di questa situazione insostenibile.

GRANDI BUILDING DERUTA E PALAZZO DIAMANTE

Una delle principali occasioni di rischio contagio è rappresentato dall’utilizzo dei mezzi pubblici, che sono particolarmente affollati in Lombardia, dato l’elevato numero di pendolari. Per mitigare i rischi di un ulteriore allargamento di epidemia abbiamo esortato la Direzione ad implementare la percentuale di Smart working, dimostrando maggior senso civico, per tutte quelle strutture che già in precedenza, durante il periodo di lockdown, hanno dato dimostrazione di poter svolgere con grande senso di responsabilità la propria attività. (Apac, Corporate, Private, Direct ecc…).

Già da questa settimana un’unità produttiva del mondo investimenti, grazie al nostro intervento, passerà dallo Smart working di 1 giorno alla settimana al 50% di presenze. Auspichiamo il medesimo adeguamento anche per le altre strutture, come ad esempio quella di Busto Arsizio ad oggi adibita a funzione di business continuity.

Negli uffici come il Trade, dove si lavora in presenza in quanto le lavorazioni prevedono l’utilizzo del cartaceo abbiamo chiesto lo stato di avanzamento dei progetti di dematerializzazione. Auspichiamo che ci sia un progetto ACE anche su questo argomento.
Abbiamo denunciato l’irresponsabilità di alcuni manager nel tacere o meglio eludere l’importanza di utilizzare la flessibilità di orario di ingresso nei grandi building, che permetterebbe l’affluenza ridotta di personale nella stessa identica fascia oraria.

Oltre al governo l’Abi ha esplicitamente consigliato il ricorso alla flessibilità, e anche in BNL, è stato siglato un accordo che prevede la possibilità di ingresso nella fascia oraria dalle ore 7:00 alle ore 10:00 con lo slittamento pertanto dell’orario di uscita e il mantenimento della mezz’ora di elasticità, così come riportato a pag. 15 del book pubblicato sulla echonet aziendale.

Pertanto vi chiediamo di continuare a segnalarci le difficoltà trovate nell’applicazione di tale regola per poterne garantire l’effettiva attuazione.

DERUTA

Da circa un anno i tre mondi coinvolti dalle esternalizzazioni sono il FIPO Corporate Private, Entrata in relazione small business (KYC, mondo Floc solo presso Torino) e Finimport/Antexport.

La buona notizia è che, anziché aumentare il ricorso ai Services, la Banca ha deciso di dirottare una parte di questo budget verso l’assunzione di 17 colleghi quali interinali/stagisti/contratti a termine che garantiranno “ossigeno” alle esigenze che il PAC di Milano poteva avere. Ricordiamo infatti che si stanno facendo molti straordinari di sabato per le lavorazioni legate al Covid (vedi moratorie ecc..) e molti lavoratori stanno uscendo e usciranno per pensionamenti. Ad oggi le scadenze dei nuovi ingressi sono tutte al 31 dicembre 2020. La Banca si è già impegnata a valutare la loro permanenza per tutto il 2021 e auspichiamo che questo impegno venga mantenuto.

Sul tema delle esternalizzazioni ci sentiamo quindi di rivendicare il merito di aver fatto cambiare questa rotta, facendo emergere le forti contraddizioni di una banca che da un lato dispensa a 10.500 colleghi ben 85.893 giornate di solidarietà e incentiva i lavoratori ad andare in pensione, dall’altro …manda all’esterno le lavorazioni, facendole tra l’altro uscire dal contratto del credito: o si è in esubero o si è in carenza di personale.

Abbiamo chiesto chiarimento in merito alle voci che ormai si susseguono sull’imminente trasferimento ad Assago: a fine 2021 scade il contratto di affitto per Deruta, ma da quanto è emerso ci hanno comunicato che il passaggio non sarà immediato e ad oggi non esiste ancora nessuna conferma ufficiale.

Per quanto riguarda la possibilità di riapertura della mensa di Deruta la Direzione ci ha risposto che la Pellegrini non ritiene di aprire in quanto rispetto alle commesse richieste (ad oggi circa 20 commesse con il metodo on line) avrebbe notevoli spese di personale.
Abbiamo chiesto di utilizzare gli spazi della mensa per la consumazione dei pasti portati da casa. Tutto ciò sarà valutato.

Pur nel rispetto della privacy abbiamo richiesto con forza all’Azienda di effettuare le dovute comunicazioni ai colleghi in caso di contagi, indicando l’ubicazione precisa e l’intervento di sanificazione effettuato. Riteniamo che in un momento di incertezza come quello che stiamo vivendo sia utile avere la sicurezza di un’informazione ufficiale che eviti il sorgere di false notizie o la diffusione del panico, come può accadere invece con il passa parola. Si tratta di allinearsi a quanto già avviene in altri contesti come la scuola, i centri sportivi ecc. Non è sufficiente limitarsi ad esortare i colleghi al rispetto dei protocolli.

A molte delle nostre richieste ci è stato detto che in questa seconda fase della pandemia bisogna valutare LA SOSTENIBILITA’. Ma noi ci chiediamo:

 

È sostenibile la nomina di ulteriori nuovi dirigenti in questa fase?
È sostenibile continuare la turnazione frenetica di personale da piazza a piazza, soprattutto in rete, con relativi costi che gravano sul bilancio della banca.
È sostenibile scaricare i disservizi della banca sempre e solo sulla clientela e sui lavoratori?
È questa la sostenibilità che intende l’azienda?

Non possiamo accettare queste premesse perché riteniamo che i LAVORATORI della BNL stiano soffrendo da troppo tempo l’INSOSTENIBILE PESANTEZZA della disorganizzazione aggravata ulteriormente dalla forte criticità del COVID 19. Attendiamo pertanto delle risposte concrete da parte della Direzione a tutte le criticità riportate e come Organizzazioni Sindacali non demorderemo su nulla ritenendo di dover SOSTENERE OGGI PIU’ CHE MAI il benessere psico fisico dei nostri colleghi e colleghe.

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