Toscana e Umbria: SALUTE VS BUSINESS. SCELTA DIFFICILE?

Il Sindacato ha sempre avuto come unico obiettivo la tutela dei lavoratori. Ora in particolar modo ogni nostro sforzo è teso ad assicurare prima di ogni altra cosa la salute e la sicurezza dei Dipendenti di BNL.

DI TUTTI I DIPENDENTI, qualsiasi sia la mansione svolta, la sede di lavoro assegnata, l’anzianità lavorativa.

Questa nostra incessante azione non può essere avulsa del difficile contesto in cui ci muoviamo, capiamo le difficoltà del momento, ma la Banca deve ascoltare le nostre istanze che sono le istanze che provengono da tutti i dipendenti della nostra Regione.

Pensiamo fermamente che la tutela dei dipendenti non possa essere scollegata dalla robustezza della Banca, e per questo ci siamo impegnati, mai come prima di fronte a questa crisi senza precedenti, in una collaborazione responsabile e costruttiva per l’interesse comune dei Lavoratori e della Banca, a Firenze come a Perugia ed in ogni altra parte dell’azienda.

Possiamo dire lo stessa invertendo le parti?

Cosa hanno fatto i vertici locali per andare incontro alle esigenze legittime dei propri collaboratori?

Come hanno accolto i tantissimi inviti allo smart working contenuti nei DCPM che si stanno susseguendo ormai da tanti mesi?

Purtroppo, dobbiamo riscontrare che sono state escogitate strategie solo per tutelare il business, il fatturato e la produttività mentre le esigenze delle colleghe e dei colleghi sono state accantonate: in momento di così grande sofferenza ci aspettiamo un cambio di passo immediato.

Il Direttore di Regione e tutto il suo staff hanno gravi responsabilità su quello che sta accadendo e su quello che a breve potrebbe accadere; forti sono state le negligenze, a partire dalla gestione degli accessi nelle agenzie che avevano una regolamentazione ben chiara dettata dei protocolli nazionali e fortemente disattesa nella pratica quotidiana.

Ci sembra doveroso ricordare a chi guida la Regione, che per far andare meglio le cose e in modo più proficuo per tutti basterebbe partire da questa semplice equazione:

Maggiore Salute e Sicurezza dei Lavoratori = Maggiore produttività per la banca

E’ palese che non c’è la volontà di prendersi in carico il primo aspetto dell’equazione, ma si continua a pretendere la realizzazione del secondo. Come Sindacato chiediamo che questa dinamica sia rivista e ribilanciata sin da subito, e chiediamo che:

  • siano immediatamente garantiti almeno due giorni a settimana di smart working per TUTTI I DIPENDENTI delle Agenzie;
  • per TUTTI I DIPENDENTI delle strutture dove lo smart working è possibile, che sia applicato in maniera permanente;
  • di azzerare le dinamiche di pendolarismo (anche intra cittadino) stabilendo che il DIPENDENTE debba avere come sede di lavoro la più prossima possibile al domicilio/abitazione;
  • sia rispettata in modo puntuale e stringente l’applicazione di tutti i protocolli nazionali sul tema del contenimento del rischio epidemiologico.

Tutti i comitati tecnico-scientifici insistono sull’esigenza, come principale arma per interrompere la catena dei contagi, di ridurre o azzerare gli spostamenti. In questa condizione di estrema insicurezza che senso ha imporre decine e decine di minuti, se non addirittura ore, per raggiungere Comuni o zone della stessa città per svolgere lo stesso incarico? Zone e Comuni dove risiedono donne e uomini che verosimilmente stanno svolgendo il tragitto contrario?!?!?!?

Chiudiamo rivolgendoci direttamente ai vertici Aziendali: fate la cosa giusta, prendete oggi stesso le decisioni non più rimandabili per garantire la sicurezza fisica e psicologica delle persone, che ricordiamo sono il principale asset dell’azienda. In questo momento di profonda crisi i colleghi hanno dato prova di attaccamento all’azienda e di profonda responsabilità, ora è il momento che l’azienda intervenga in favore dei colleghi con azioni coraggiose e di buon senso per tutelare la salute di tutti e per mostrare un chiaro e tangibile gesto di apprezzamento e riconoscimento verso quelle persone che tanto hanno dato alla banca.

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